BIANCAVILLA −Almeno una volta al giorno si dice: “non ho tempo”. Nasce per questo la settimana della lentezza, giunta alla sua nona edizione, per festeggiare a livello mondiale l’importanza della lentezza intesa come momento di riflessione e di ascolto di ciò che ci circonda, compreso il ritmo del tempo, dando ritmo al proprio tempo, per ritrovare un modo di vivere che consenta di arginare i danni causati dalla frenesia in cui viviamo.

Il II Circolo didattico di Biancavilla anche quest’anno ha aderito alla settimana della lentezza, scegliendo come tema del proprio progetto accoglienza “la pedagogia della lumaca”, secondo la proposta lanciata dall’Organizzazione Volontariato l’Arte del Vivere con Lentezza,  e dedicando anticipatamente la settimana dal 25 al 29 maggio all’iniziativa, vista la chiusura dell’anno scolastico il 9 giugno. Tutte le classi del Circolo didattico, sia dell’infanzia che della primaria, hanno svolto durante questa settimana giochi di abilità ispirati alla lentezza e incoraggiavano lo spirito di squadra come il gioco in cerchio, la gara della tartaruga (i bambini devono percorrere un tratto col passo della tartaruga cioè ponendo un passo dietro l’altro e attaccando il tallone alla punta del piede). Hanno sperimentato la merenda lenta mangiando un biscotto nell’arco di tre minuti scanditi da una clessidra a sabbia costruita dagli alunni. Un’impresa difficile ma che ha premiato i virtuosi lenti con un altro biscotto. C’è stato anche un momento dedicato alla lettura di fiabe create dagli alunni o scelte dalle insegnanti, in cui i bambini sono stati trasportati in un mondo  fatto di immaginazione, dando modo al corpo di rilassarsi e alla fantasia di spaziare.

L’attività è stata coordinata dalle tre docenti referenti del progetto, Carmelina Gentile, Karen Jones e Carmela Tomasello, col supporto dell’insegnante Enza Ingiulla. Come sottolinea la preside Simona Maria Perni “Nell’odierna società siamo costretti a seguire ritmi crescenti che spesso danneggiano i rapporti interpersonali e che producono ansia e che hanno ripercussioni negative sui bambini. La scuola, che si pone come primo obiettivo quello di garantire il benessere del bambino, non può restare sorda allo stato di malessere di una vita frenetica. Con il nostro progetto, che proseguirà anche nel prossimo anno scolastico, speriamo di far scoprire ai bambini e, per il loro tramite ai genitori, l’importanza di vivere con lentezza, che consente di assaporare la realtà circostante e di migliorare i rapporti interpersonali”.

Anita Rapisarda

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