Di Lucia Grazia Nicotra

CATANIA – Una fresca granita al cioccolato e una brioche calda, e comincia l’intervista…. La tipica colazione siciliana per fare un’intervista esclusiva con un catanese doc, attore di teatro, cinema, tv; presentatore; cabarettista; doppiatore; imitatore. Un catanese dagli occhi azzurri come il mare e i capelli biondo chiaro –  un’immagine che non rispecchia certo lo stereotipo del siciliano (ma i più accorti ricorderanno che nelle nostre vene scorre anche sangue normanno oltreché greco,  arabo  e spagnolo…) – che vanta una lunghissima carriera. E tra il via vai di camerieri che passano tra i tavoli e le occhiate dei commensali accanto che  si girano  man mano che sentono sciorinare nomi del calibro di Giorgio Strehler, Alessandro Gassman, Andrea Roncato, diamo inizio all’intervista a Chicco Coci, classe 64. Gli amanti delle fiction televisive, lo ricorderanno anche in “Squadra Antimafia” e in particolare nelle puntate 9 e 10 andate in onda lo scorso autunno (visibili su Mediavideo),nel ruolo di Ettore. Dalla mafia al sacro… A Rosolini (SR), girerà il lungometraggio sulla figura di Madre Carmela Aprile, fondatrice del  Santuario del Sacro Cuore, diretto dal regista argentino Roberto Garay. Un lavoro che ridà vita al Neorelismo (importante movimento culturale nell’ immediato dopoguerra  e anche durante il secondo conflitto mondiale che ha lasciato dei riferimenti molto importanti per il Cinema contemporaneo.) e che verrà prodotto da “ SintesiCinematografica” di Nicola Forino. Ma non è tutto. In aprile ha completato di girare il film su Santa Rosalia per la regia di Sergio Bernabei con Eleonora Abbagnato, Etoile all’Opéra Garnier di Parigi, mentre il prossimo mese debutterà con lo spettacolo teatrale “L’Uomo senza mare” di Nico Zancle, allievo di Luchino Visconti. «Lo spettacolo – spiega Chicco Coci – parla della Sicilia e dei siciliani, perché la “sicilianitudine” è nel cuore di molti isolani, per i quali le due essenze di sole e di mare sono molto importanti. Lo spettacolo – prosegue Coci – è comunque già stato  presentato a Parigi, Londra, Bruxelles e altri teatri italiani». Questa estate, invece, al Lido Le Palme di Catania, registrerà delle puntate di una trasmissione estiva per la SKY. In luglio inizierà anche le riprese del film “La piccola Giulia”  del regista Gabriele Montera con Raffaella Fico, Alessandro Gassman e Andrea Roncato; in autunno  proseguirà, invece, con il film “Ricominciamo” diretto da Tindaro Ragusi. download

–                   Un vero tour de force, che lo porterà ora a vestire i panni dell’attore di teatro, ora su un set cinematografico e in tv… ma a Chicco, cosa piace di più? Quali panni ama indossare di più?

“Il massimo dell’espressione – risponde senza pensarci su un attimo – è il teatro perché quando osservo il pubblico sto bene. Mi piace vedere subito   le sensazioni e le emozioni che provoco negli altri quando sono sul palco. il pubblico partecipa e la misura del lavoro fatto bene è la lunghezza dell’applauso. Il teatro dà , dunque, l’immediatezza di ciò che fai, il cinema o la conduzione di trasmissioni televisive dà visibilità». Qualche nome? “Phenomena” di Dario Argento, per citare la pellicola più famosa a cui ha preso parte, o La Piovra di Damiano Damiani nel ruolo del ragazzo del bar del porto, accanto a Michele Placido o in “Fantastico5” nel corpo di ballo di Donna Summer ma anche nel ruolo di presentatore su Sky coe il programma “Nda me terra”, o di co-conduttore accanto a Piero Chiambretti in “I miserabili” o su REI TV conduttore di  “Vengo anch’io”.

–                   Insomma, o a teatro in diverse compagnie a fianco di Gino Bramieri, Carlo Croccolo, Enzo Cerusico, Gastone Pascucci, Ivano Staccioli, Oreste Lionello, Giorgio Strelher, Pupo De Luca, Orso Maria Guerrini, Rita Pavone, Aichè Nanà o Nellina Laganà (con il quale ha portato in giro per l’Italia lo spettacolo su Anna Magnani) o con esperienze anche da cabarettista e doppiatore, Chicco Coci dimostra di essere un personaggio poliedrico e multiforme.

“Lo dimostrano anche i numerosi premi artistici ottenuti: nel 1990 si classifica primo al concorso “Volti nuovi di cabaret”; nel 1991 viene insignito del premio miglior attore al Festival Internazionale di Teatro per il ruolo nello spettacolo “Il diario di Anna Frank”; nel 1992 di quello come migliore attore non protagonista al Premio Ercole d’oro, per uno spettacolo su Anna Magnani; mentre nel 2000 gli è stato assegnato il Premio Castello di pietra rossa per il ruolo interpretato nel film “Un amore di Gide” di Diego Ronsisvalle.

«Tanti anni fa – desidera concludere la nostra lunghissima intervista (intanto nei tavolini accanto hanno cominciato ad ordinare l’aperitivo) – il mestiere dell’attore lo dovevi andare a fare a Roma o a Milano. Oggi la situazione è un po’ cambiata perché si può lavorare anche in Sicilia. Oggi – prosegue – un attore può vivere molto più a lungo nella sua terra d’origine e continuare la sua professione, complice anche il fatto che  i mezzi di trasporto sono molto più accessibili ed economici… Consiglio, comunque, di iniziare studiando in scuole serie e non a pagamento. Lo Stabile di Catania o l’Inda di Siracusa sono ben strutturate e professionali, oppure la Silvio d’Amico di Roma  o il Centro sperimentale di cinematografia. Studiare sodo per tre o quattro anni e poi cominciare la professione. Ecco il segreto!”.

Lucia Grazia Nicotra

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