di Anna Rita Fontana

Catania. Felice chiusura per il 5° Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”, nel 19° appuntamento di una rassegna musicale svoltasi in simbiosi con la valorizzazione del patrimonio artistico siciliano. Sotto la direzione artistica del musicologo Antonio Marcellino, un concerto-evento ha suggellato la quinta edizione del Festival nella Chiesa di San Nicola l’Arena: monumentale cornice per il Coro della Venerabile Cappella Giulia della Basilica di San Pietro in Vaticano, esibitosi dinanzi all’altare sullo sfondo dell’imponente organo di Donato del Piano, tra le navate affollate da un attento pubblico.

Per la prima volta in trasferta oltre lo Stretto, dopo cinquecento anni dalla fondazione, nel 1513, ad opera del papa Giulio II della Rovere, da cui appunto trae il nome, la Cappella Giulia ha profuso il suo alto messaggio, avvalendosi della guida del Maestro canadese Padre Pierre Paul OMV, accorto a veicolare con gesto profondo esecuzioni intrise di spiritualità. Il rettore della Chiesa di San Nicola l’Arena, Mons. Gaetano Zito, ha sottolineato le memoria liturgica di tutti i Santi delle chiese di Sicilia, nella data prescelta del 5 novembre, per l’occasione: dalla martire Agata a don Giuseppe Puglisi “coraggioso testimone della verità del Vangelo”(come lo definì Giovanni Paolo II nell’omelìa del ’94 a Catania ), al beato cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, che per otto anni ha presieduto le funzioni liturgiche di San Nicola l’Arena.ORGANO DI DONATO DEL PIANO

La manifestazione, arricchita dall’ esecuzione organistica di Josep Solè Coll sul magnifico strumento realizzato nel 1755 dall’organaro Donato del Piano, su commissione di Padre Anselmo Valdibella, allora abate del locale monastero benedettino, ha dispiegato le pagine corali dei Vespri , dall’Inno Christe, Redemptor omnium, attraverso antifone, salmi, responsori e cantici, al Magnificat; e della successiva Messa Gaudent in caelis di Giovanni Animuccia, in conformità alla liturgia del tempo. Alla stesura organistica, ben condotta da Coll, è toccato il compito di precedere e seguire i Vespri e la Messa, destreggiandosi tra pienezza di suono e snellezza clavicembalistica, tra le righe di Girolamo Frescobaldi e di Giovanni Gabrieli (Toccata n. 5 e Ricercare), scorrendo poi  su brani di Orlando di Lasso, Claudio Merulo e Gioseffo Guami, tutti autori cinquecenteschi. Arte e musica, toccando i siti della World Heritage List sotto il patrocinio del Coordinamento Comuni UNESCO Sicilia ( CUneS) e della Fondazione Sicilia presieduta dal prof. Giovanni Puglisi, nonché del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in un binomio di indubbio spessore che ha visto la compagine del Vaticano formata oggi da un coro virile e da un coro misto, elevarsi al nobile ruolo che le compete da sempre nei secoli, in ossequio al culto divino.

Un ruolo già definitosi nel Rinascimento romano, quando alla bellezza corale si istruivano i cantori della scuola rappresentata appunto dalla Cappella Giulia, per onorare la liturgia attraverso l’esecuzione del repertorio sacro. Compostezza e sobrietà sono stati i tratti peculiari di Padre Pierre Paul, abbracciando una Messa composita tra le parti del Proprium e dell’Ordinarium, che hanno messo in luce gli autorevoli registri maschili e la grazia espressiva delle vocalità femminili: un bell’amalgama catturante per il numeroso pubblico intervenuto, che ha elargito il suo convinto e prolungato plauso per un repertorio intramontabile, che, speriamo, si possa perpetuare ancora nei secoli.
A.R.F.

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