“La Sicilia, per la noncuranza di alcuni amministratori, viene letteralmente divisa in tre parti con gravi danni per l’economia ed enormi disagi per i cittadini. Dopo il viadotto Himera sulla Catania-Palermo, adesso tocca alla Messina-Catania con una frana che ha interessato l’intera carreggiata. E ancora una volta non si conoscono i tempi in cui l’arteria verrà riaperta. Per questo abbiamo inviato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere quali provvedimenti urgenti intenda intraprendere, a partire dalle proprie competenze, per verificare le eventuali responsabilità del Consorzio Autostrade Siciliane nella manutenzione delle autostrade in sua gestione e nella vigilanza del territorio circostante”. Ad affermarlo è la deputata del M5S Giulia Grillo, prima firmataria dell’interrogazione, che insieme ai colleghi deputati ha esposto il caso anche in commissione trasporti alla luce del fatto che la cura e la manutenzione sono di pertinenza del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), che ha in concessione l’autostrada A18 Messina-Catania, cura che riguarda anche i muretti di contenimento. “Dallo scorso 5 ottobre, proprio a causa di questa noncuranza, si è costretti a deviazioni per il normale traffico, mentre per gli automezzi pesanti il tragitto da Messina a Catania sarà effettuato con nave.

E tutto questo non si sa per quanto durerà dato che i tempi di riapertura della carreggiata in direzione Catania, quella invasa dalla frana, non sono calcolabili e questo causerà gravi ripercussioni nei collegamenti. E facciamo nostro, come evidenziato anche nel l’interrogazione, l’appello dei costruttori dell’Ance Sicilia che giustamente evidenziano come dopo il crollo del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, la frana sull’autostrada Messina-Catania (l’unica arteria che era rimasta percorribile per i traffico commerciale) ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la SS 114, sulla quale viene deviata la circolazione, vi è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. Da oggi tutte le derrate alimentari saranno portate al macero e quasi tutte le province dell’isola soffriranno per le difficoltà di approvvigionamento di merci e di generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l’industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni, a partire da cemento e ferro. Per questo − aggiunge la Grillo − con l’interrogazione chiediamo al Ministro se non ritenga che l’attuale interruzione dell’autostrada A18 possa determinare problemi nell’approvviggionamento alimentare per la provincia di Catania e per quelle limitrofe e quali provvedimenti intenda intraprendere”.

Una situazione insostenibile, insomma, come evidenzia la deputata del M5S che chiede anche se il Ministero sia a conoscenza di quanti finanziamenti comunitari e statali abbia utilizzato il Consorzio Autostrade Siciliane negli ultimi 10 anni, destinati a finanziare lavori di manutenzione stradale e in particolare per le opere dell’A18, alla luce delll’articolo 2 dello statuto sociale del Consorzio per le Autostrade Siciliane che prevede che il CAS abbia come finalità il completamento dei lavori di costruzioni e la realizzazione di eventuali lavori di manutenzione nonché per il raggiungimento di tali fini la possibilità di avvalersi dei contributi della Comunità Europea, della Regione e dello Stato. “L’ANAS e il CAS, negli anni scorsi, hanno avuto vari contenziosi, anche con procedimenti davanti al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, fa notare Giulia Grillo che concludendo chiede al ministro se intenda intervenire presso ANAS per verificare se il Consorzio Autostrade Siciliane rispetti tutte le norme in tema di sicurezza stradale”.

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