Da un po’ di settimane, per motivi personali, mi trovo a dare uno sguardo all’Italia da New York. La condizione è tentatrice e richiede maestosi esercizi ginnici della mente per scampare a tutti i possibili inganni prospettici e alla relativa pletora di luoghi comuni: si sta meglio, si vive più a lungo, c’è più cultura… Come sempre, valutazioni del genere sono “vere” o “false” in conseguenza delle variabili prese in esame. Il vivere bene o male, nel caso specifico, è una condizioni che riassume in sé una miriade di elementi di cui spesso non siamo consapevoli. Nel trarre simili giudizi, la faciloneria dunque è sempre pronta a far bella presenza.

Ma non serve un approccio così filosofico per la tristissima tristissima notizia di questi giorni:  il centro culturale Lomax che da cinque anni opera a Catania in quella zona difficile della città compresa tra via Plebiscito e il Porto sta per chiudere. La ragione? Ecco quanto riportano sul sito i ragazzi dell’associazione Lomax: «Il 24 gennaio alle ore 23.20, il concerto del polistrumentista maliano Baba Sissoko è stato turbato dall’ennesima visita della Polizia Ambientale del Comune di Catania, che ha elevato un verbale nei confronti dell’Associazione Alan Lomax di € 1.032,00, per la mancanza di una nuova certificazione chiamata “autorizzazione all’impatto acustico”. Oltre alla sanzione amministrativa, il verbale si conclude con la seguente annotazione: ‘N.B.: L’Associazione è diffidata ad effettuare emissioni sonore sino al rilascio della prevista autorizzazione comunale’. Il dato paradossale di tutta questa vicenda è che nella settimana appena trascorsa, i nostri rappresentanti hanno già incontrato, insieme ai nostri tecnici, i referenti dei diversi uffici competenti presso la Polizia Municipale, scoprendo che, in quanto Associazione Culturale senza scopo di lucro, La Lomax NON È TENUTA a richiedere la suddetta autorizzazione!»

La Lomax è conosciuta in città. Una piccola saletta con i muri in pietra. Ma sopratutto un luogo dove ragazzi e ragazze si sforzano di portare avanti il loro amore per la musica popolare, la cultura e l’integrazione all’interno di un area cittadina in urgenza di valorizzazione. Lo sforzo è triplice: innanzitutto per costruire un dialogo con gli abitanti del quartiere; poi per via delle modeste dimensioni: la sala è piccola e ospita dunque un pubblico limitato rendendo impossibile qualsiasi reale ritorno economico dai concerti; terzo, per via dei fondi pubblici: l’associazione è stata esclusa nel 2013 dai contributi regionali alle attività concertistiche e sul perché poco si sa.

Malgrado ciò l’associazione ha mantenuto nel tempo non solo una attenta attività didattica (con corsi di musica e seminari), ma anche un eroico cartellone a prezzi contenutissimi (in genere un concerto costa dieci euro). Tra gli artisti ospitati: Alfio Antico, Fabio Abate, Enrico Cassia e Puccio Castrogiovanni e ancora Eugenio Finardi, e quelli del Maranzano Festival organizzato da Luca Recupero.

A quali variabili guardare di fronte una simile notizia? A quella dei vicini che finalmente potranno dormire in compagnia della consueto smarmittare di motorini “taroccati” che sfrecciano all’impazzata tra i vicoli della zona? Sì, sarebbe un parametro non trascurabile. Non c’è solo chi ama la cultura. C’è anche chi preferisce il sonno. E ognuno ha diritto a scegliersi la propria ninnananna. Ma non sarebbe sufficiente a giustificare l’isolamento istituzionale in cui si trova l’associazione. Anche perché, ancora sul sito leggiamo (ciò che per la verità è stato riscontrato da chiunque abbia assistito a un concerto presso la saletta): «Come gli oltre duemila soci della Lomax sanno bene, da più di 5 anni l’Associazione opera in un contesto difficile, cercando da sempre di creare un impatto positivo sulla vita sociale di un quartiere storicamente abbandonato dalle istituzioni, creando un oasi di legalità e cultura in un luogo per molti versi ancora degradato. È ben noto anche l’impegno, sempre rispettato dalla Lomax nei confronti del vicinato, di concludere i concerti tassativamente entro le ore 24 e di tenere al minimo le emissioni sonore delle nostre attività.»

Per chi apprende dagli Stati Uniti notizie del genere non c’è solo il dispiacere e la rabbia nel vedere scomparire ogni piccola barricata di cultura e socialità positiva in città. C’è anche un’altra constatazione. A New York, il quartiere di Williamsburg era fino a qualche tempo fa una zona mal frequentata e degradata: un accozzaglia di vecchi padiglioni industriali e strade che puzzavano di olio e motori. Oggi è uno dei quartieri più vivi e in espansione. Cosa è accaduto? Semplice: la voglia di vivere dei ragazzi. Molti giovani sono venuti a vivere qui e hanno trovato un dialogo con le amministrazioni locali. I padiglioni sono stati trasformati in case, i cortili degli edifici industriali si sono popolati di negozietti di oggetti vintage, librerie, e salette da concerto. Sono posti arrangiati alla buona. Quattro pareti e una vetrina. Magari due tavole di legno per fare un piano d’appoggio. Qualche altoparlante e un piccolo mixer. Ma proprio quella creatività, quello spontaneo abbellire luoghi destinati al degrado, hanno istituito “un gusto”, un modo, un esempio: hanno ridato linfa vitale al luogo. 

Per chi, con questi esempi negli occhi, apprende la triste notizia della chiusura della Lomax c’è solo un pensiero di speranza a farsi largo. Che ci sia stata un’incomprensione con l’Amministrazione comunale, che ci sia stato un “misunderstanding”, che nel giro di qualche giorno tutto si chiarisca e l’associazione possa riaprire il proprio palcoscenico alla città con più forza e più sostegno istituzionale. Diversamente, sarebbe un altro segno di una rovina che ci sta portando negli abissi. In controtendenza a quanto si sforzano di fare negli altri paesi.

A proposito dell'autore

Scrittore e filosofo della biologia

Emanuele Coco, scrittore e filosofo della biologia, è stato Marie Curie Fellow presso la École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. Tra i suoi libri: Il circo elettrico delle Sirene, Codice 2013; Egoisti, malvagi e generosi. Storia naturale dell’altruismo, Bruno Mondadori 2009. È autore di readings e performance dedicati all’incontro tra filosofia, biologia e narrativa. Tra questi: Consigli pratici per evoluzionisti spaesati, spettacolo e doppio CD prodotto dal Festival della scienza di Genova con la partecipazione di Elio e le Storie Tese e Leo Gullotta.

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