Due film italiani in uscita il prossimo autunno sono stati presentati al Taormina Film Fest

di Agnese Maugeri

«Ci siamo conosciuti qui a Taormina io facevo l’animatore in un villaggio e lui il turista, dopo vent’anni non è cambiato nulla io lavoro e lui fa sempre il turista». Questa battuta ha dato il via alla più esilarante Tao Campus del Festival e gli ospiti non potevano che essere loro, due siciliani doc, Ficarra e Picone.

Se si dice che il buongiorno si vede dal mattino non poteva esserci ingresso più radioso, tra le risate chiassose del pubblico e gli applausi a scena aperta.

La gag non è di certo finita qui una volta sedutosi Picone ha commentato «e pensare che un po’ di tempo fa io ero seduto tra il pubblico e al mio posto c’era De Niro» immediata la risposta di Ficarra «adesso ci sei tu, vedi come siamo messi male», immaginare la reazione del numerosissimo pubblico è molto facile. Per tutto l’incontro si è andati avanti così, le avventure di Picone al casello di Taormina dov’è stato tacciato per “pezzente” da un camionista, colpa di un banale problema con le monete. I racconti di Ficarra e del suo concorso alla Guardia di Finanza dove rischiò quasi di passare all’ultimo esame, ma avendo una folta capigliatura a cui teneva particolarmente, per evitare di essere rasato, decise di trovare un simpatico escamotage per farsi buttar fuori e il suo diabolico piano riuscì con successo.

Una serie incalzante di botte e risposte, di risate, il loro scopo è quello di promuovere il nuovo film “Andiamo a quel paese” che stanno registrando in questo periodo a Rosolini, nel siracusano, ma in verità ci hanno regalato un vero e proprio show.

Il padrone di casa Mario Sesti ha iniziato a far qualche domanda ma la mimica facciale dei due era davvero esilarante, gli è stato chiesto come sono arrivati al cinema, la risposta semplice e lampante «è andata a culo» la sala esplode in una fragorosa risata, poi hanno continuato «ci siamo detti facciamo un film ma non sapevamo come scriverlo, così abbiamo pensato che ci piacevano molto le trame di Virzì, ci siamo informati e abbiamo scoperto che il suo sceneggiatore è Francesco Bruni, l’abbiamo chiamato e lui ha accettato e la collaborazione è proseguita per quattro film. Poi c’hanno detto ora serve qualcuno per la fotografia, neanche di questo sapevamo nulla ma c’erano molto piaciute le immagini del film “I cento passi” abbiamo contattato Roberto Forte è anche lui è rimasto con noi per altri quattro film».

Il nuovo film che stanno girando “Andiamo a quel paese”, prodotto da Medusa, uscirà nelle sale il 27 novembre e racconta la storia di due amici che non riuscendo più a vivere in una grande città, tornano nel paese natio di uno dei due e qui cercano di inventare qualcosa per risollevarsi dalla crisi. Accanto a loro nel film ci sono come sempre molti attori siciliani e due donne Tiziana Lodato e Fatima Trotta.

Loro prediligono gli scenari siciliani per girare le pellicole, il motivo è semplice e i due comici ce lo spiegano «è la fortuna di stare in un posto bellissimo che ti offre tante possibilità e panorami sempre diversi. Il “7 e l’8” è stato studiato su Palermo ma siamo stati lontani da inquadrature da cartolina, dai soliti cliché. “La Matassa” è stato ideato su Catania proprio per mettere in contrasto il bianco di Palermo, nel precedente film, con il nero di Catania e della sua pietra vulcanica. Il nostro primo film “Nati stanchi” e quest’ultimo sono stati scritti per dei paesi immaginari, ma le riprese le abbiamo fatte nei pressi del siracusano. “Anche se amore non si vede” è stato fatto a Torino, ma il cast era sovrappopolato di siciliani; devo dire però che i torinesi si sono comportati bene integrandosi subito con noi».

foto 5L’incontro procede e dal pubblico chiedono ai due attori quali comici li divertono e li ispirano maggiormente. Picone, che nel frattempo sfinito dal caldo afoso della sala dei congressi si è fatto prestare un ventaglio da una collega giornalista, soffiandosi risponde «Ben Stiller è uno dei comici moderni che mi fa ridere troppo. Invece del passato adoro Stanlio e Olio penso che da loro si possa sempre imparare».

Ficarra con la sua pungente ironia dice «io amo la cattiveria comica di Walter Matthau, il comico cattivo soprattutto nei confronti del suo collega mi ha sempre attirato. C’è una scena per me bellissima, quando Totò in un film da una frustata a Peppino e nella sua faccia si vede che, anche se deve farlo secondo copione, prova un sottile senso di felicità nel picchiarlo. Io in ogni film ho cercato di scrivere e inserire una scena così ma lui me la strappa».

Una Tao Campus d’eccezione, Ficarra e Picone la sera sono stati premiati con il “Cariddi” nel palco dell’anfiteatro greco, l’intento di Mario Sesti è quello di far con loro uno stage sulla commedia, speriamo ci riesca.

Un altro film è stato presentato sul palco del Festivalt, si tratta di “Soap Opera”, prodotto dalla Colorado Film e Medusa, in uscita nelle sale il 23 ottobre; a parlarne sono stati invitati Cristiana Capotondi e il regista Alessandro Genovesi.

È una pellicola corale e racconta ciò che accade durane la notte dell’ultimo dell’anno in un condominio, la Capotondi spiega «è un palazzo in cui tutti vorremmo abitare. Un teatro dove dentro si muovono le vite di ciascuno. Soap Opera resta l’esperienza più bella e fresca, il mio personaggio mi aiuta a compiere un passaggio d’età, perché anche se sembro una ragazzina ho più di 30 anni ed è ora di cambiare. Il film tiene in gioco due elementi la commedia e l’aspetto romantico della vita».

Il regista Genovesi interviene spiegando da dove è nata l’idea «a casa mentre scrivo provo le scene. Durante la scrittura del film sei solo, il set è un momento social, poi torni a essere solo nel montaggio. Prima scrivi la storia, poi la scaletta dove scandisci i tempi, poi i dialoghi che è un dare voce ai personaggi. Un musicista scrive la partitura e sa già come saranno le note, poi però deve suonarle e gli basta un solo strumento per capire se sono armoniche. Infine porta la partitura in un’orchestra e la fa suonare da tutti e solo lì può rendersi conto se è un buon lavoro, se funziona».

Nel cast oltre alla Capotondi ci sono Fabio De Luigi, Diego Abbatantuono, Riky Menphis, Chiara foto-12Francini, Caterina Guzzanti, Ale e Franz ed Elisa Sednaoui.

Cristiana è alla terza avventura con Genovesi e De Luigi ed è contenta di questo sodalizio «io e Fabio siamo empatici ridiamo delle stesse cose, poi io per lui sono deleteria perché mangio a qualsiasi ora e mi faccio recapitare di tutto sul set, lui ama il cibo ma è sempre a dieta ma stando con me finisce per mangiare. Ha una comicità spontanea che adoro, sul set del film “Il peggior Natale della mia vita” io e la Chiatti su un suo primo piano siamo scopiate a ridere così forte da essere allontanate dal set. Genovesi invece è un regista bravissimo, forse perché proviene dal teatro e ha lavorato come attore e per questo sa dirigere bene noi interpreti».

Genovesi parlando del suo film e del grosso cast conclude dicendo «giro i film, cambio costumi, pettinature ma la compagnia resta sempre quella, sarà un difetto che mi porto dal teatro. La bellissima colonna sonora è di un giovane musicista Andrea Farri. Il film è interamente girato a Cinecittà ed è tutto talmente finto da risultare più vero del vero. Mi piace far commedie e regalare agli spettatori una piacevole serata».

Sarà un autunno ricco di film italiani e buon cinema e noi attendiamo di vederli !

Agnese Maugeri

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