di Lilia Scozzaro

Emanuele Di Giorgio, chitarra e voce di un gruppo musicale di Catania  “Ciauda. ”  Quello di Emanuele e’ un suono che si distingue grazie ai suoi metodi di sperimentazione, tra l’altro ambientato nelle zone interne della Sicilia, con voci mediorientali di altre citta’. Cultura e Storia mediterranea, episodi di uomini comuni. Vita vissuta! I suoi testi, scrivendo e raccontando, si trasformano in Musica. Emanuele cantautore siciliano, alla guida dei Ciauda  parte, non e’ la sua partenza definitiva,  per promuovere  i  ritmi multietnici anche piu’ su’. Roma!!! Chiediamo i motivi delle sue scelte. Lo abbiamo contattato.

Ciao Emanuele, intanto perche’ questo tuo desiderio di avviare il progetto ” Ciauda?”

Perche’ Ciauda  porta con se un pensiero gentile, perche’  tra me e Ciauda  c’e’ un amore assoluto, un credo che ormai dura dal 2006.

Ma i ” Ciauda ” possiamo dirlo? Li hai inventati tu! Sei tu che hai avuto l’idea! Oltre Peppone elemento che, dal palco, intrattiene il pubblico, chi e’ stato da te coinvolto?

 Ciauda  non è una band con elementi fissi, ma un progetto musicale aperto alla sperimentazione. In questi anni hanno suonato tanti artisti, anche nomi importanti come Mario Arcari ( il pifferaio magico di De Andre), Ezio Zaccagnini (batterista di Massimo Ranieri) Gionata Colaprisca (percussionista di Lucio Dalla.) Luana Malara, Giuseppe Tomaselli (Peppone), Dumà, Daniel Zappa, Silvia Puglisi, Erika Ragazzi, Roberto Stimoli, Angelo Dragotto, Fabio Vassallo,  con tutti ho condiviso il palco in questi ultimi anni

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Ricordiamo la vostra giornata in liberta’, quella del 25 Aprile, sul palco della Valle del Simeto. E poi? Hai ben pensato di allontanarti un po’ dalla Sicilia! Riflessioni? Oppure c’e’ in programma qualcosa di nuovo, di diverso?

Pensavo di fare quest’avventura da tempo, l’idea di fare ascoltare la musica dei Ciauda all’estero, vivere nuove esperienze, conoscere altre realtà musicali del mondo,  è stata sempre nei miei pensieri. Lasciare momentaneamente la mia terra non è stato facile, ci sono delle cose che ti mancano inevitabilmente però la voglia di scoprire, di metterti alla prova supera questo limite. Poi c’è anche il fatto che la mia terra versa lacrime di economia, questa cosa mi dispiace molto. In questi ultimi due anni,  in Sicilia,  per noi artisti le cose sono peggiorate, i comuni sono continuamente in crisi e tutti conosciamo lo slogan: ” I soldi mancano!”  In una “terra ca non senti”, in una terra dove le cose non vanno, non possiamo dare sempre la colpa ai politici, e poi pensandoci bene i politici chi sono? Sono i nostri amici, gli amici dei nostri amici, i nostri parenti,  alla fine siamo NOI. Forse ci siamo nascosti dietro il dito per molto tempo, dando la colpa sempre agli altri se le cose non vanno, dovremmo iniziare a riconoscere i nostri difetti, i difetti del nostro popolo,  iniziando a ripercorrere la storia.  Si tratta di un’eredità ormai radicata nel nostro Dna,  trasmessa dalle varie popolazioni che si sono susseguite in passato, e che in qualche modo hanno condizionato il nostro modo di essere, la nostra civiltà. “Siamo un popolo con un cuore grande, così grande che a volte scoppia nell’odio” Tanto amiamo tanto odiamo.

 Pero’ credo sia stata una decisione che non hai preso all’ improvviso.  Hai ricevuto sicuramente proposte allettanti. Cosa ti ha fatto dire  ” Si, io vado via”?  

In realta’ non ho avuto nessuna proposta, ho sentito una voce dentro dire: ” Manu vai!”             

Potresti avere ripensamenti, tornare indietro?

Il  primo mese è stato difficile, non riuscivo a trovare alloggio.  A Parigi  gli affitti sono carissimi, ti chiedono il garante e la busta paga, sono stato  ospitato per quasi un mese a casa di un mio amico, ma  non potendo  più rimanere , ho dovuto lasciare il suo appartamento.

A quel punto ripartire per la Sicilia?  Per un attimo ho esitato, non dico che mi ero arreso,  però gli eventi non erano favorevoli,  ho continuato a cercare una soluzione. Fortunatamente su facebook nel gruppo “Italian a Paris” leggo un annuncio.  Un ragazzo affittava la stanza, chiamo e vado a vederla.  Affittavano  un posto letto, quindi mi sono ritrovato  con tre persone in camera, una situazione scomoda, ma non  importava più, ero a Parigi. Dopo un mese mi richiama Massimo, l’amico che all’inizio mi aveva ospitato,  e mi dà la notizia che a casa di Yasmin si era liberata una stanza,  da allora vivo li’.  Sono a Parigi dal 27 gennaio 2014 e finalmente ho i miei spazi. Adesso posso organizzarmi ed entrare nel tessuto di questa città. Vado a suonare spesso in un piccolo teatro sotto Montmartre, frequentato da artisti di tutte le nazionalità, dove a volte mi è capitato di partecipare ad alcune  jam session.  Sto studiando la lingua francese e nel frattempo scrivo brani nuovi, uno di questi, “Croque la vie”, ispirato al momento di transizione in cui mi trovavo a febbraio. L’ho composto  insieme ad una cantante francese, Ryz.

Tu hai sempre organizzato, feste, rimpatriate nei vari locali di Catania. Parigi ospitera’ i nostri suoni tradizionali?

L’ 11 luglio sto organizzando una serata in un piccolo teatrino. “SICILIA LIVE BY NATIASUD”.L’idea di promuovere la sicilianità a Parigi. Per l’occasione presenteremo oltre la musica, una specialità culinaria della nostra terra e poi tanti ospiti, un momento d’incontro per i siciliani nel mondo e non solo, spero che esca fuori una bella festa! Ovviamente Lilia tu sei invitata! 

Magari! Ti ringrazio. Mi piacerebbe tantissimo essere presente. Ma noi sentiremo da qui  il linguaggio che si mescola alla particolare musica,  e che  comprende anche alcune righe dialettali  tanto da far sentire, chi ascolta, la vera tradizione musicale siciliana.

Nella lingua siciliana ci sono parole bellissime, e qualcuna da noi e’ stata estrapolata: “une, comu va cumpa, usaimbare.” In questi anni abbiamo fatto una ricerca sul suono delle parole, trovato slang e addirittura, a volte,  inserito parole senza significato,  che non dicono niente ma hanno un bel suono: uanamannisa, usamaisaisaia.

Certo son suoni anche quelli! E si ascoltano volentieri. Emanuele, ogni tanto vieni a trovarci in Terra sicula. Noi ti aspettiamo! In bocca al lupo!

Un saluto grande a te e ai  lettori, il viaggio per me è appena cominciato, ovunque sarò,  porterò con me la Sicilia e la voglia di tornare nel posto, dove si poggia il primo raggio di sole “LA MIA TERRA”

 Lilia Scozzaro

 

 

 

                                                               

 

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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