CATANIA – Si dice non c’è due senza tre, quindi sicuramente la terza tappa di “Master Foodie Sicilia”, quella che si celebrerà a Trapani nel mese di giugno, sarà sicuramente l’ennesimo successo dal momento che a Catania ha bissato Palermo, ossia l’evento che ha dato il via alla prima edizione di un cooking show che sta facendo parlare nelle alte sfere.

Un’emozione continua, forse anche perché la sede in cui si è svolta è stata quella del Ristorante Minà, interno alla Vecchia Dogana di Catania, suggestiva location che ha consentito di cenare e di vivere questa serata con uno sfondo come pochi, ossia il porto di Catania, pieno di luci e di misteriosi carichi, pronti a navigare alla volta di chissà quale destinazione.

Certo, la partenza non è stata delle migliori, dal momento che le food bloggers, al momento di mettersi a preparare i loro piatti, si sono scontrate con una serie di difficoltà, date probabilmente da una leggera incomprensione con lo chef, che forse pensava di avere davanti delle “colleghe”, scelte per partecipare a una serata glamour. Invece, erano e dovevano essere semplici amanti della cucina; donne di casa, mogli, mamme che questa loro passione la riversano nei blog che gestiscono, confrontandosi con quanti altri amano cucinare e condividere le loro ricette.

«Mi dispiace per queste difficoltà, ma poi fortunatamente si è risolto tutto – afferma Elio Coniglione, padrone di casa del Minà insieme ad Alessio Bivona -. Infatti la serata è andata molto bene, con gli ospiti lieti e sereni rispetto all’evento. Che io ho sposato subito, consapevole che non poteva mai essere una manifestazione promossa per guadagnare, ma solo per creare sinergie e dare risalto a questo mondo».

Mondo, quelle dei food bloggers che, grazie a “Master Foodie”, sta ricevendo il giusto merito, essendo questa una manifestazione tutta dedicata a loro, grazie alla quale potere spegnere il computer e uscire dalle proprie cucine per dimostrare che quanto scrivono e sperimentano tra le mura delle loro abitazioni non sono solo le belle immagini che pubblicano sui loro blog ma veramente qualcosa di più. Senza contare che la caratteristica di “Master Foodie”, oltre quella di dare il risalto che spetta giustamente a questi speciali “internauti” amanti della buona cucina, è di toccare tutta la Sicilia, per parlare e proporre la cultura del cibo rigorosamente siciliano attraverso una formula collaudata e ricercata.

Come per Palermo e Catania, infatti, anche nelle altre province siciliane (molto probabilmente salteranno Enna e Caltanissetta in quanto pare che di concorrenti qui non ve ne siano), 5 food bloggers dovranno affrontare il giudizio di tre giurie – la tecnica, la critica e quella popolare – per conquistare il titolo di “Master Foodie”. Alla fine, in 9 si scontreranno in una battaglia “all’ultimo mestolo”, che proclamerà il primo “Master Foodie 2014 – Sicilia”.

Titolo che a Catania è stato portato a casa da Elena Benfante con il suo burger di mare in salsa di mandorle di Avola e agrumi di Sicilia. Piatto che ha diviso non pochi, anche rispetto al fatto che la vincitrice è palermitana e che, quindi, poteva essere stato scelto in quanto l’organizzazione é del capoluogo siciliano.

«Se, però, pensiamo che a votare Elena Benfante sono stati proprio i catanesi – risponde alle polemiche di questi giorni Alessandra Verzera, la presidente della giuria critica, ma soprattutto l’ideatrice di questo format – vedete bene che ogni dubbio si dissolve. Tutto nasce dal fatto che l’editore, Andrea Piovesan, ha esordito dicendo che lui “avrebbe fatto vincere un’altra”. La verità è che, una volta assaggiato il piatto della concorrente, alcuni dei giudici e anche lo stesso Piovesan hanno chiesto di gustare pure la versione realizzata dalla brigata di cucina (alla giuria popolare devono giungere i patti realizzati dagli chef del locale, seguendo la ricetta delle concorrenti). Onestamente sono state notate delle discrasie notevoli: prendendo proprio il caso della Benfante e del suo burger di mare è successo che il suo – che, tra l’altro, aveva necessitato di essere riscaldato – si fosse “rovinato”, perdendo umidità e morbidezza e risultando, anche per ammissione della stessa concorrente, un po’ asciutto e “stopposo”.  Pur apprezzando molto l’idea e l’originalità di una pietanza sana con un tocco agrumato fresco e gradevole, sono stati notati i difetti – anche quelli non imputabili a Elena Benfante –  che hanno pesato nel giudizio delle giurie specializzate».

Polemica messa da parte, almeno si spera (anche se ci sono le schede di valutazione che possono dissipare ogni dubbio) non si può non citare, anche perché ognuno per vari motivi da apprezzare, i piatti delle altre concorrenti: gli arancinetti allo zafferano alla Brontese con pomodorini ripieni di Alessandra Adorno; la tagliata di tonno al patè di olive verdi di Francesca Merlino; il cannolo scomposto con cialda glassata al cioccolato di Terry Caruana; i cannelloni con ripieno di macco di fave, gamberi e pomodorino di Pachino candito di Pinella Scafile.

Concorrente, quest’ultima, che si è aggiudicata il premio come Miglior Global Menu “per aver meglio interpretato ogni indicazione fornita nel regolamento, per avere composto un menu tipicamente e strettamente regionale anche con l’attribuzione di titoli originali alle pietanze espresse in lingua siciliana, infine per avere nei propri piatti riassunto molte delle province siciliane e per gli ottimi abbinamenti dei vini scelti”. Un vero tripudio di colori, odori e sapori, ben presenti nella portata proposta durante la serata.

«Ho già detto a Palermo e lo confermo a Catania – dice lo chef Peppe Giuffrè, presidente della giuria tecnica – che queste ragazze hanno già vinto nel momento in cui hanno deciso di partecipare. Questa sera sono state, inoltre, stupende. Devo, inoltre, esprimere il mio apprezzamento per l’organizzazione perché riempire a festa un locale come il Minà, riunendo nella stessa sede tante espressioni di categoria, non è così semplice. Anche per questo credo che “Master Foodie avrà vita lunga».

«E’ vero ciò che dice Peppe Giuffrè – aggiunge lo chef Gigi Mangia – rispetto al fatto che sono state meravigliose. Non solo hanno presentato dei piatti fantasiosi ma allo stesso tempo legati alla nostra tradizione, ma li hanno proposti con eleganza e sicurezza.  Mi hanno lasciato felicemente sorpreso».

Presenti e partecipanti con grande energia e coinvolgimento tutti gli altri giurati: Domenico Privitera, vicepresidente della Federazione Cuochi Etnei di Catania; Giuseppe Ignoto, Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”; Vittorio Cardaci, delegato Fisar Catania; Luciano Graziano, GMR Amira Catania. Daniele Sgroi, Gambero Rosso; Concetto Mannisi, segretario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Rosetta Cartella, dell’Accademia Italiana della Cucina; la stilista Marella Ferrera, che ha offerto un tocco ulteriormente glamour alla serata

«Mi era sembrato interessante aderire all’invito rivoltomi – spiega proprio la Ferrera – e oggi confermo di avere fatto bene ad accettare ed esserci. Una serata veramente sfavillante, piena di emozione.  Ben organizzata, ma soprattutto traboccante di qualità». E se lo dice lei, c’è veramente da crederci.

«Non posso che associarmi a quanto dire Marella – si inserisce Rosetta Cartella, dell’Accademia Italiana della Cucina – anche perché la tappa catanese conferma quella palermitana, alla quale sono stata altresì presente. Anche qui tutto perfetto, non potrei trovare nulla da ridire”.

Si può, quindi, affermare con un pizzico di orgoglio che “Master Foodie” a Catania ha fatto il bis, lasciando alla fine tutti felici e soddisfatti di avere fatto parte, anche solo per una sera, di un evento che non ha eguali.  Soprattutto perché parla di eccellenza offrendo eccellenza.

“E’ la dimostrazione – sostiene il Procuratore Generale del Tribunale di Catania, Giovanni Tinebra, ospite d’eccezione della serata insieme alla dolcissima consorte – di quanto la Sicilia sia un contenitore di bellezza. Non si può negare che nella nostra bella Isola il cielo è più azzurro e gli uccelli sono più felici di volare. La cucina, poi, è espressione di tanto beltà, soprattutto quando è di un certo tipo. Una serata come questa è per me sicuramente da ricordare”.

Ma, per tornare alle protagoniste della serata, per qualcuno come Francesca Merlino che ha voluto ricandidarsi dopo l’esperienza fatta a Palermo, “Master Foodie” ( l’ha detto lei stessa)  si ferma qui. Per le altre, che parimenti hanno vissuto una serata che non si potrà mai ripetere per l’intensità emotiva che ha promesso e mantenuto, non si sa. Qualcuna potrebbe anche volere riprovare, forte di quanto vissuto e anche un po’ patito.

Per quanto riguarda, invece, la vincitrice, Elena Benfante, è cominciato per lei un momento di vera gloria, così come succede alle Miss Italia che, subito dopo la proclamazione, cominciano a essere richieste ovunque. Già sabato 17 maggio, per esempio, sarà sul palco di Tgs Stadio per parlare di questa sua vittoria, non esimendosi, in quanto tifosa, dal commentare la partita che il Palermo disputerà contro il Carpi. Cibo e sport, dunque, insieme, anche per dimostrare che mangiando bene, ma soprattutto scegliendo l’eccellenza siciliana, la qualità della vita migliora non di poco.

Archiviata, dunque, Catania, la brigata di “Master Foodie” sta già lavorando alacremente alla prossima tappa, quella di Trapani, alla quale già ci si può candidare come food blogger e, appena decisa la data, a fare parte della giuria popolare. Resta, dunque, solamente di fare un bel in bocca al lupo a chi avrà la fortuna di essere selezionata. Scelta che verrà fatta in base all’originalità ma anche all’aderenza con il territorio siciliano del menù proposto.

Tutte le informazioni necessarie a candidarsi, e non solo, si possono trovare sul sito www.masterfoodie.it oppure chiamando al 389. 2158948.

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