di Maria Morelli

Il cibo italiano per eccellenza? La pizza, verrebbe da dire, oppure la pasta. Leggendo “ Il Genio del Gusto” dovremo forse ricrederci, e scoprire come la nostra cucina sia stata in grado di accogliere lavorazioni ed ingredienti da tutto il mondo per reinventarli e farli propri, costruendo attorno al cibo una cultura originale e una identità collettiva.

Si svelano così le origini sorprendenti dei grandi protagonisti della gastronomia italiana: veniamo a sapere che la pasta ha origini arabe, che la pizza era preparata dagli antichi greci, e che quando facciamo colazione al bar con caffè e croissant assaporiamo una bevanda turca accompagnata a un dolcetto che simboleggia la bandiera ottomana. Il cibo che nel medioevo era considerato il mangiare italiano per eccellenza? L’insalata! Se si domandasse oggi a un qualsiasi straniero quale sia il primo cibo italiano che gli venga in mente, la risposta sarebbe ovvia: la pizza, o gli spaghetti. La medesima domanda posta nel Trecento avrebbe avuto una risposta altrettanto scontata: l’insalata.

Perché la cucina è sempre contaminazione, e migliora viaggiando e incontrando il diverso. La grandezza del genio italiano è stata, ed è ancora, nel reinterpretare l’esotico, mescolarlo col casalingo e poi diffonderlo in tutto il mondo.

Alessandro Marzo Magno, “Il Genio del Gusto”, collezione storica Garzanti, Pagg. 342, € 19,50

Maria Morelli

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