di Maria Morelli

Il vino è il complemento ideale del cibo e, consumato con moderazione, è uno dei piaceri della vita, che accompagna e sottolinea molti momenti legati ai nostri ricordi più belli, vissuti con le persone più care e gli amici più sinceri. Saper sposare al meglio il cibo e il vino rappresenta una forma di civiltà e di cultura: cercherò di illustrare che cosa fare, con qualche consiglio facile da mettere in pratica. All’aperitivo è preferibile offrire un vino spumante di qualità, fresco, secco e piacevolmente acidulo, per preparare il palato al piacere che ci aspetta, come la Cuvée Imperiale Brut Extrême o la Cuvée Imperiale Pas Dosé, ideali anche per accompagnare antipasti di pesce, pesce crudo /carpaccio, sushi), le classiche ostriche ed i crostacei. Sui primi delicati di pasta e riso, sui pesci al sale, lessati o alla griglia, sui formaggi freschi, accostate la Cuvée Imperiale Brut, il Terre di Franciacorta, il Bianco Imperiale o il Gavi La Bollina. Con primi dai sughi più saporiti, con le paste ripiene, i pesci con salse rilevate, le carni bianche, i formaggi a media stagionatura, Cellarius millesimato sarà il vino ideale, ma anche il Bianco Imperiale ed il Terre di Franciacorta Le Arzelle. Per accompagnare tutto il pasto, con carni allo spiedo o alla brace, arrosti, formaggi stagionati, Parmigiano Reggiano la Cuvée Imperiale Vintage saprà accompagnare ed esaltare il sapore dei cibi, aggiungendo una nota di raffinatezza e buon gusto. Se preferite un vino rosso sugli arrosti, la carne alla griglia o alla brace, la selvaggina, le carni in umido, i salumi ed i formaggi a lunga stagionatura, Levia Gravia e Ruit Hora sapranno farvi provare il piacere dei grandi rossi toscani, nati nella zona vocata di Bolgheri. Ed infine se amate i crostacei, dagli scamponi all’aragosta, gli affettati della tradizione italiana: prosciutto, culatello, salumi, i formaggi saporiti, le fragole e le macedonie di frutta, la Cuvée Imperiale Max Rosé sarà la scelta d’elezione, per il suo equilibrio e morbidezza, che piacciono tanto al gentil sesso.

Maria Morelli

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