Secondo e definitivo addio del centrocampista napoletano. Il Parma lo attende

di Gianluca Virgillito

Storia d’amore al capolinea. Un’altra dopo quella di Mariano Izco. La retrocessione rossazzurra e il successivo (e doveroso) rinnovamento messo in atto dalla società per costruire il progetto del Catania che verrà fanno sì che oggi si debba salutare un giocatore che a Catania ha fatto tanto, un calciatore più unico che raro, nel bene e nel male: Ciccio Lodi saluta e va al Parma (l’ufficialità non è ancora arrivata, ma l’insistenza della notizia di un accordo già raggiunto e l’esclusione dalla lista dei convocati per l’impegno di Coppa contro il Cagliari di domani sera sembrano prove inequivocabili del fatto che manca davvero poco per mettere tutto nero su bianco) .

Impazza il web. Ma contro chi ? Contro cosa? Perchè?

Quella di Ciccio Lodi a Catania è stata senz’altro un’esperienza tribolata: l’arrivo in punta di piedi il 31 Gennaio 2011, per una cifra attorno a seicentomila euro. Nessuno sapeva ciò che avrebbe fatto per i colori rossazzurri, nessuno se lo aspettava… Esordio in trasferta a Cesena, poi in casa, contro il Lecce. Il numero dieci decise in quella partita che era il momento delle presentazioni: pugliesi avanti 2 a 1 al Massimino, il Catania navigava in acque torbide in classifica. Paura e sgomento, in campo come sugli spalti. Partita difficile, sofferta. Ciccio esce dal cilindro due punizioni che neanche la famosa “maledetta” di Andrea Pirlo saprebbe reggere il confronto, mettendo in mostra un repertorio fenomenale sui calci da fermo. Francesco Lodi diventa un idolo. Il Catania vince e cavalca verso la salvezza.

A Catania e al Catania, Lodi da molto e molto riceve. Un rapporto vero che lega sempre di più i tifosi al loro nuovo eroe. Montella nell’anno successivo scommette sul napoletano, cucendogli addosso un nuovo ruolo: non più trequartista, bensì regista del gioco dei rossazzurri. E che gioco! Lodi smista palloni con una facilità e una precisione chirurgica, impressionante. Nasce il mito del Catania come “piccolo Barcellona”. Le grandi iniziano a tenerlo d’occhio. Le sue punizioni, e più in generale i calci piazzati diventano l’incubo di tutti gli avversari.

Rimarrà impressa la punizione che a tempo scaduto permise al Catania di pareggiare i conti contro la Juventus in trasferta: un 1-1 soffertissimo. Quante urla, quanta passione e quanta ansia, al Massimino, hanno accompagnato i tentativi del trentenne ormai ex rossazzurro. Ogni angolo, sotto le curve era accompagnato da un sonoro: “Ciccio! Ciccio!”. Sembrava una bellissima favola, quella di Lodi e del suo Catania, che volava verso le zone alte della classifica.

Poi la doccia fredda, durante il mercato estivo antecedente la maledetta stagione dello scorso anno: Lodi fa in fretta i bagagli e parte per Genova, destinazione Grifone. A Catania arriva Tachtsidis. Il cuore dei tifosi, si sa, si spezza, specialmente quando a lasciare la maglia è un giocatore su cui si erano riversati sogni e speranze. Sui motivi della sua partenza, la prima, si è discusso anche troppo. Il campionato inizia, e il modesto Catania e l’abominio chiamato Tachtsidis lo fanno rimpiangere non poco, fin quando a Gennaio, Pulvirenti, vedendosi sfuggire di mano, ma davvero, la serie A, corre ai ripari e lo riporta a Catania. Ancora una volta l’opinione pubblica si spacca: il ritorno di Francesco sarà un bene o un male? Giusto permettergli di vestire ancora la casacca etnea? Catania-Bologna, la prima e unica vittoria della breve (per fortuna) gestione di De Canio, con ottima prova del rientrante numero dieci sembra dire che si, il suo ritorno avrebbe potuto salvare dal baratro la squadra.

Purtroppo non è stato così, qualcosa non è andata più come doveva, il giocattolo si era rotto. I passaggi illuminanti sono rimasti un ricordo, così come i tempi d’oro del Catania dei vari Marchese, Gomez e appunto Lodi del Catania delle meraviglie. Il Catania retrocede, ed anche lui ne è responsabile, come tutti gli altri, nessuno escluso.

Anche oggi ci si chiederà se è giusto o sbagliato averlo ceduto di nuovo. Se in B sarebbe stato un valore aggiunto così come lo era stato in A. Forse le cose sarebbero cambiate, e  Ciccio sarebbe tornato ad essere il giocatore decisivo che Catania ha conosciuto. Ma il Parma ha bussato alla porta con insistenza, ha fatto l’offerta giusta al Catania e al giocatore. Il risultato è che Lodi va via e che ciò che è stato è stato, i se e i ma non contano. Rimangono i ricordi, la storia, le statistiche, ma poco altro. Il Catania riparte da altri giocatori, da altre scelte. Lodi da un’altra squadra. Per quanto particolare e, forse, inadeguato, questo è l’epilogo di una grande storia d’amore.

(foto da sport.sky.it)

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