di Daniele Lo Porto

TAORMINA – Lo scenario del Teatro antico di Taormina è già suggestione immediata, da solo. La voce, fresca e potente,  di Ignazio, Piero e Gianluca, ormai per tutti “Il volo”, è emozione pura. Spaziano dal repertorio della eterna musica internazionale alle radici delle melodie made in Italy che commuovono tutto il mondo. Lacrime per “Mamma”, raggi di speranza per un “sole” che è di tutti.

L’omaggio alla terra che li ospita, e che li ha visti nascere, almeno due su tre dei ragazzi dalla voce d’oro: la Sicilia. Un gruppo folk di Taormina si esibisce con loro,  la poesia in musica di “E vui durmite ancora” è amore che si diffonde oltre l’orizzonte costellato di luci. Le note si spandono, sembrano brillare più delle stelle, scenografia naturale tra colonne antiche e mattoni rossi  millenari. Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble nella doppia serata, tutto esaurito, di Taormina aggiungo altre puntate alla loro favola, che è fatta di amore e sacrifici, di passione e privazioni, di applausi ed esempi.

Due ore di concerto, intense, tra battute da copione e qualche naturale improvvisazione. Pubblico in piedi per onorare questi ragazzi del Sud, tra i migliori ambasciatori della nostra storia in tutto il mondo. Hanno la freschezza tipica dei vent’anni eppure già toccano con mano il successo, accolti come veri idoli, loro che si ispirano a Frank Sinatra, Placido Domingo, Stevie Wonder .

Cresceranno, la loro voce acquisirà corposità e colore. Speriamo che restino i ventenni di oggi, grati ai nonni e ai genitori, consapevoli che il successo può diventare una malattia, ma può regalare anche gioia a tantissimi. Hanno ringraziato il pubblico. Il pubblico vuole continuare ad applaudirli ancora per qualche decennio.

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