CATANIA – “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”: questa è una delle frasi del Mahatma Gandhi che dovrebbe essere per tutta l’umanità un riferimento ineludibile ma che spesso viene disatteso per pura ignoranza specista di chi in particolare dovrebbe governare una nazione, una regione o una città.

E’ inspiegabile- afferma Alfio Lisi Portavoce di Free Green Sicilia – che dopo che nel 2000 è stata emanata la legge regionale sugli animali d’affezione (L.R. 3 luglio 2000, n.15) dove tra l’altro l’articolo 23 – Cimiteri per animali d’affezione- nel delegare i Comuni , singoli o associati alla realizzazione di cimiteri per il seppellimento di animali d’affezione, incaricava il Presidente della Regione (oggi sembra che tale incarico sia dell’Assessore regionale alla Sanità) ad adottare entro sei mesi dall’emanazione della legge in questione un apposito regolamento sui cimiteri per animali d’affezione, e invece da allora  sono passati inutilmente ben 16 anni senza che , come spesso accade in Sicilia, nulla di ciò si sia ancora visto (eppure a Roma, tanto per fare un esempio,  esiste un cimitero per animali dal 1923). Ci sono anche proposte di legge sull’istituzione di cimiteri per animali d’affezione anche pubblici  fermi da anni all’Assemblea  regionale.

Eppure giornalmente una numero  consistente di singoli cittadini o famiglie è costretto dalla urgente necessità, loro malgrado e con tanto di ulteriore sofferenza,  a seppellire in modo illegale o conferire, purtroppo,  come ‘normali’ rifiuti in discarica (in quanto le leggi sanitarie non lo consentirebbero!)  le salme dei propri  animali d’affezione, veri e propri componenti di famiglia,  in aree non autorizzate e senza potere dare, per chi lo desidera, una degna sepoltura (che peraltro dovrebbe essere gratuita per color che non sono in condizioni economiche tali da poter affrontare tale spesa)  e poter continuare a portare loro un ‘fiore’.

Né esistono, per chi preferisce fare cremare i propri animali defunti, inceneritori comunali pubblici, costringendo i cittadini  a rivolgersi ai privati, dove esistono, affrontano elevati costi che non tutti si possono permettere con le conseguenze che ben conosciamo.

E’ inaccettabile- sostiene ancora Alfio Lisi –  in una società che si considera civile ed europea (con il trattato dell’Unione europea di Lisbona del 2007 gli animali sono considerati  “esseri senzienti e non quali cose messe a disposizione del genere umano” ) che il governo regionale continui imperterrito e insensibile a rimanere ‘sordo’ non solo alla sua stessa legge sugli animali d’affezione ma soprattutto al grido di dolore di decine di migliaia di cittadini costretti in un momento di grande difficoltà  a non rispettare la normativa sanitaria seppellendo i propri cari pet in luoghi inidonei (quando riescono a trovarlo ed in clandestinità)  non contemplati da un regolamento regionale  che ancora non esiste  ma che gli stessi Comuni siciliani potrebbero dotarsi autonomamente applicando la normativa cimiteriale vigente rivolta agli umani (tenuto conto delle differenti esigenze) e individuando nello stesso tempo le aree idonee dove poter insediare, anche direttamente,  tali cimiteri,  prevedendo condizioni economiche diversificate tra cittadini.


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