Chiara D’Amore

12675053_10154002371874621_313568345_oCATANIA – La terra, i pescatori, la Sicilia. Parole che evocano forse pagine della letteratura che abbiamo sfogliato con voracità ma che oggi rivivono in una veste attuale ed inedita. Sono queste infatti le parole chiave per comprendere “Briciole sul mare”, opera prima dell’attore e regista salentino Walter Nestola che ha da poco presentato il suo film durante un incontro con gli studenti dell’ “AL Centro Studi Laboratorio d’Arte” di Alfredo Lo Piero. Un ritorno a casa per Nestola che ha frequentato la scuola di Lo Piero e torna oggi per parlare del suo film a dei giovani che, come lui, amano il cinema.

“Briciole sul mare” racconta la storia di una famiglia di pescatori siciliani e affronta un tema tanto spinoso quanto attuale, quello della separazione dalla propria terra natia. Una realtà che interessa sempre più giovani, soprattutto nel Sud del nostro paese, e che viene tratteggiata nel film con uno sguardo agrodolce che diventa un invito a non abbandonare i propri cari e a lanciarsi nell’avventura più bella, quella di investire sulle proprie radici.

Il film vede inoltre la partecipazione di Lorena Noce, Nino Chirco, Enrico Chirico, Guido Cerniglia e Sergio Friscia, e uscirà nei cinema italiani l’8 aprile.

  • Walter, ci parli un po’ di “Briciole sul mare”…

“Credo non si tratti della solita commedia, ma di qualcosa di diverso. Il film racconta la storia di una famiglia umile ma spensierata e mette in scena situazioni diverse che spaziano da momenti comici a spunti di riflessione più profonda. Un pescatore sordomuto si risveglia misteriosamente dal Salento direttamente a Marsala e qui viene accolto da una famiglia di pescatori che lo scambia per un conte. Da questo equivoco parte una narrazione leggera e divertente che sfocia poi nel giallo fino ad arrivare ad un epilogo finale inaspettato e grottesco che delinea una commedia poetica, tendenzialmente futuristica ma ancorata nel contempo  alla tradizione”.

  • È quindi una pellicola che richiama i valori di un tempo?

“Il film racconta la storia di una famiglia che nonostante i problemi economici riesce ad essere felice e quindi poggia sicuramente su dei valori solidi. Ho scelto per questo di lasciare fuori la tecnologia e la modernità del nostro tempo non inserendo cellulari o computer nelle scene e inoltre ho cercato di raccontare un amore contrastato ma sincero. Infatti Salvo, protagonista della vicenda, si innamora di una ragazza e nonostante qualche piccola tentazione riuscirà a portare avanti la sua storia grazie all’incontro con un uomo saggio e solitario, che gli farà capire l’importanza di accogliere questo amore”.

  • Oltre ad essersi dedicato alla regia del film ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Guido Cerniglia, quanto c’è di lei in questa vicenda?

“In questi casi c’è sempre qualcosa di autobiografico che ricorda esperienze vissute e luoghi visti, anche se non vengono raccontati in modo diretto. Soprattutto Salvo, il personaggio che interpreto,  potrebbe in qualche modo rappresentarmi perché è pieno di sfaccettature diverse e apparentemente contrastanti”.

  • Lei è salentino eppure ha girato la maggior parte delle scene in Sicilia, come mai questa scelta?

“Ho sempre avuto un legame particolare con questa terra, ho girato spesso in Sicilia e molte volte ho interpretato il ruolo del siciliano. È una cultura che sento molto vicina e che apprezzo soprattutto per l’importante tradizione teatrale e cinematografica che qui ha creato un’arte diversa dal resto d’Italia. In “Briciole sul mare” c’è molto della Sicilia, dai luoghi, agli attori, fino al produttore”.

  • Qual è il messaggio che vuole comunicare?

“Il messaggio sociale lanciato dal film credo sia molto bello, ed è quello di non lasciare la propria terra perchè spesso anche se si trova un lavoro stabile si perde il proprio benessere interiore. Anche il protagonista del film va a vivere a New York per cercare fortuna ma presto si accorge di sentire una forte nostalgia di casa e di sentirsi solo. In Italia abbiamo tutte le potenzialità necessarie per andare avanti e dovremmo cercare di sfruttare le nostre capacità per far progredire il nostro paese”.

  • Lei è un attore, quale esigenza l’ha spinta a lanciarsi nell’avventura della regia?

“Ho sempre avuto il desiderio di sperimentare la regia, ma essendo molto giovane ancora non avevo avuto la possibilità di farlo. Quando si è presentata l’occasione ho colto subito questa opportunità e ho iniziato a scrivere la sceneggiatura.  Amo molto fare l’attore, ma sicuramente occuparsi della scrittura, della regia e della fase di post-produzione ti permette di entrare nel cuore del film e di sentirlo tuo. E’ un modo per esprimere quello che si ha dentro.”.

  • Il suo è un film indipendente, quanto è difficile in Italia portare al cinema un’opera fuori dai circuiti della grande produzione?

“Non è facile, bisogna trovare qualcuno che creda nel progetto e ti supporti. Il film adesso andrà nei cinema di molte città italiane tra cui Roma, Palermo, Catania, Sciacca, Trapani, Marsala, Lecce, Copertino, Parma, Crema e molto probabilmente riusciremo a portarlo anche a Boston e questo grazie agli sforzi di tutti coloro che hanno investito tempo ed energie in questo percorso. E’ stata una bellissima esperienza e per il futuro spero di continuare a lavorare sia davanti che dietro la telecamera”.

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