Cinema: da Verga a Camilleri, i luoghi della Sicilia in pellicola

di Pina Mazzaglia, foto servizio di Vincenzo Musumeci

Settembre è il mese del ritorno al lavoro, dell’inizio della scuola, ma in Sicilia settembre è ancora sinonimo di vacanze e, Castello di Aciperché no?, di turismo, però di Turismo con la T maiuscola. Un milione di italiani in più in vacanza a settembre. Lo rileva la Federalberghi, secondo cui saranno poco più di quattro milioni, contro i circa  tre milioni del settembre 2014, gli italiani pronti a partire per le ferie, approfittando del mese nel quale le tariffe sono più vantaggiose e l’affollamento si ridimensiona. E allora perché non approfittarne per visitare alcuni dei luoghi che in Sicilia sono balzati alla cronaca divenendo meta di turismo scenografico? C’è tanto da vedere ad iniziare dal luogo dei luoghi più caro alla cinematografia isolana: la riviera  dei Ciclopi, uno degli scorci più  incantevoli dell’intera penisola, resa nota dalla penna del Verga col suo ciclo dedicato “ai vinti” e riconsegnata alla gloria da Luchino Visconti che, col celebre film, tratto appunto dal romanzo verghiano, ha tirato fuori, immortalando, una poetica paesaggistica di rara bellezza. Ma cinema a parte, basterebbero il suo mare, i faraglioni che come baluardi stanno lì a vigilare le stelle e una notte di plenilunio, mescolanze di alchimie uniche, per restare ipnotizzati, affascinati da una delle più belle scenografie naturali, fatta di magie, di incanto e disincanto. Ancora “Trezza” coi suoi scorci hanno creato le giuste cromie atmosferiche tanto care a Zeffirelli, che nel 1993 gira “Storia di una Capinera”, altro romanzo verghiano, immortalando luoghi passati ormai alla storia del cinema. Il film è stato girato ad Aci Trezza, Catania, Etna, Noto, Zafferana Etnea e ad Aci San Filippo nei pressi dell’Eremo Sant’Anna.

È certo che, grazie alla cinematografia, alcuni luoghi siano divenuti polo di curiosità, di attrazione e ultimamente meta di un turismo scenografico spinto dalla curiosità dei luoghi visti sul grande e piccolo schermo. La Catania barocca, per esempio è PIAZZA DUOMOimmortalata negli anni ’60 dal regista Bolognini che gira le scene del “Il Bell’Antonio”, tratto dal notissimo romanzo di Brancati e sceneggiato da Pier Paolo Pasolini e Gino Visentini. Per le vicende sceglie gli angoli più suggestivi del centro storico dove si consuma il dramma di un uomo, Antonio Magnano, giovane di famiglia alto borghese, che ridicolizza il mito dell’ uomo forte e le concrezioni culturali di certa borghesia siciliana, la mascolinità in primis, e il mito del “superuomo” poi, cui mai nessuno poteva dubitare. La terrazza del palazzo settecentesco di via Vittorio Emanuele, i giardini, avvolti dalle atmosfere magiche del bianco e nero, la sagoma dell’ Etna, le cupole delle chiese, i tetti delle case, il Duomo che si affaccia sulla piazza dove spiccano i palazzi progettati dall’ architetto palermitano Giovan Battista Vaccarini, l’Obelisco con l’ Elefante e la via Etnea: quattro chilometri di barocco unico nel suo accostamento di pietra lavica e pietra bianca di Siracusa. Mezzo secolo dopo il film con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale è ancora la vicenda di Brancati ad aprire le porte di via dei Crociferi con la chiesa di San Giuliano, la pasticceria di piazza Duomo… e molte strade del centro storico che attraggono l’attenzione dei tanti turisti al suono del ciack.

Ma in Sicilia i luoghi resi famosi dal cinema sono tanti. Il duo Ficarra e Picone, firmano nel 2009 “La Matassa”. Il film è stato palazzo centrale internogirato tra Catania e Paternò. I “Quattro canti”,  piazza  Regina Margherita della cittadina etnea, aprono la scena iniziale, con un Picone che, quasi suicida sul cornicione del palazzo sede dell’hotel di famiglia, location ricostruita per l’occasione, viene fermato da un Ficarra sempre in corsa e illusorio. Molte delle riprese esterne sono state infatti realizzate a Paternò, nella piazza che ospita quattro chiese tra le più importanti della città. Ai comici ne sono  bastate tre e precisamente quella di Santa Barbara, quella del Carmine e la Chiesa del Pantheon ubicate a poca distanza l’una dall’altra. Diverse sono state anche le location catanesi. Vediamo ad esempio piazza Borgo, Via Etnea, Ognina, via San Giuliano, piazza Nettuno, piazza Trento, Villa Cerami e piazza Dante che chiude il film con l’arresto dell’intera banda. Per finire col ponte che si vede in alcune scene: quello di Papa Giovanni XXIII (ponte San Vito) di Ragusa.

Ma all’elenco dei luoghi, che è molto lungo, aggiungiamo la città di Vigata, paese irreale, nato dalla penna di Camilleri e noto a livello internazionale grazie alle vicende del Commissario Montalbano. Sono infatti molte le località della costa tra Ragusa e Agrigento a fare da sfondo alle vicende racchiuse nei polizieschi dello scrittore, e a rappresentare lo scenario di un’unica città Vigata per l’appunto. La casa sul mare è meta di un turismo che incuriosito dalle vicende svolte nella fiction, vuole quasi toccare con mano i luoghi vissuti da Zingaretti e dagli altri attori coinvolti. Settembre è sicuramente un’ottima scelta per andare incontro a mete turistiche meno affollate, temperature meno feroci, sicuramente a portafogli molto più contenti e ai luoghi spettacolari, anche cinematografici di una Sicilia sempre pronta a dare il meglio di sé e ancora tutta da scoprire.

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