PALERMO – Sono iniziate le riprese del film documentario sull’immigrazione “Immagini dal vero, storie di chi ce l’ha fatta”, finanziato nell’ambito del progetto “Giovani no profit” della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il progetto cinematografico, ambientato in Sicilia, è stato pensato dall’associazione Anteprima che si occupa di attività di sostegno alla formazione educativa e didattica dei giovani, finalizzate al rispetto dell’obbligo scolastico e all’inclusione sociale.

Il film tratta la storia di migranti non appartenenti allo stereotipo del mendicante o del lavavetri o dell’uomo delle pulizie, ma la storia di migranti che ce l’hanno fatta e che una volta arrivati e stanziati hanno avuto successo, integrandosi nel tessuto sociale della città in cui adesso vivono.

Viene raccontata la storia di Desmond, che proviene dalla Sierra Leone, ha cinquanta anni e adesso vive a Termini Imerese, in provincia di Palermo. Desmond in Africa era docente universitario e in più allenava una squadra di pallavolo di serie A. È arrivato in Sicilia, a Catania, nel 1997 per le Universiadi e non è più tornato in quanto è stato costretto a rimanere visto che nel frattempo in Sierra Leone era scoppiata una cruenta guerra civile. Desmond oggi allena una squadra di pallacanestro dilettantistico e motiva ogni giorno i più piccoli e i più poveri a giocare e a non arrendersi mai.

Immagine dal vero_IreneLa storia di Irene invece è diversa, è arrivata dall’Africa subsahariana in Italia con il barcone, il suo intento era quello di ricongiungersi con il padre che da piccola l’aveva abbandonata per andare a cercare fortuna in Europa. Irene dal viaggio in mare, caratterizzato dal terrore e dalla paura di non arrivare mai a toccare l’altra costa, è riuscita a tirar fuori la voglia di andare avanti, di farcela a tutti i costi, non avrebbe voluto mai sprecare quell’occasione. Oggi Irene fa la parrucchiera nel suo negozio a Palermo in via Candelai e, anche se non ha più rivisto il padre, vanta una vita diversa.

La produzione del film, coadiuvata da uno staff di psicologi e mediatori culturali, si è posta l’obiettivo di contrastare i pregiudizi dei “bianchi” ed inoltre mirerebbe a fungere da esempio per i migranti che sovente sono scoraggiati e avvolti da quel sentimento di inadeguatezza e sfiducia nel momento in cui arrivano in terra straniera.

Diego Ventimiglia

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