di Agnese Maugeri

Catania- Il cortometraggio di Rosario Scuderi “In una sera d’estate” è stato presentato al Palazzo della cultura alla presenza dell’Assessore ai saperi e alla bellezza condivisa Orazio Licandro, della giornalista Simona Pulvirenti e dell’attrice protagonista Claudia Fichera.

Una produzione etnea la ROI/281, la location scelta per girare questo noir psicologico è Catania che risulta essere una perfetta scenografia naturale grazie al gioco di chiaro scuri, tra il nero della pietra lavica e il bianco dell’architettura barocca.

S. Pulvirenti, R. Scuderi, O. LicandroL’Assessore Orazio Licandro, iniziando l’incontro, si è mostrato contento del cortometraggio di Scuderi: “questa città, come ciascun catanese sa, ha un patrimonio culturale immenso che merita di essere valorizzato, dunque lavori come questo hanno una doppia valenza, far conoscere la nostra Catania e valorizzare la sua bellezza e teatralità con le sue piazze, i suoi palazzi i monumenti. Sono queste le iniziative da sostenere, soprattutto se si tratta di giovani talenti in un momento difficilissimo come quello in cui stiamo vivendo”.

Tanti gli artisti che hanno partecipato e collaborato attivamente al film breve, Claudia Fichera, Andrea Galatà gli attori protagonisti ed Egle Doria,  le musiche sono curate dal maestro Giuseppe Palmeri e la fotografia di Ruggero Tornatore.

La trama del film trae ispirazione da un racconto di Giacomo Gardumi, autore de “La notte eterna del coniglio”, il testo è il primo capitolo di una trilogia “Suspance”.

Un thriller psicologico, ben concepito e strutturato che tiene costantemente lo spettatore su un filo sospeso, in un equilibrio precario, fatto da ambienti cupi. Il barocco di Catania che incute un senso di terrore, il buio della notte in una città deserta per le ferie estive, la voce di un bambino che cerca aiuto, una stanza misteriosa, due donne intrappolate dallo stesso destino e un giovane studente vittima prescelta. Un cortometraggio che non cade mai nel banale, la suspance viene mantenuta dalla prima scena fino all’ultima grazie al noir e alle inquadrature stranianti, che richiamano il cinema visionario di Kubrick, Hitchcok e David Lynch, tre maestri da sempre amati dal regista catanese.

Claudia Fichera è la protagonista del corto, un‘intensa e ardua prova di recitazione la sua, un’interpretazione riuscita grazie alla mimica facciale, a quell’espressività che rende meritevole un attore. Durante l’incontro l’artista ha parlato diIMG_1926.JPG arte e cultura: “Catania è una città che si presta all’arte ma si vive a metà, è come avere una tavola ricca e imbandita davanti agli occhi ed essere costretti a mangiare solo due salatini, una ferita costantemente aperta. Spero che un giorno questa città possa avere tutto lo spazio artistico culturale che merita, perché io credo fermamente che si possa vivere d’arte. Ci sono intere popolazioni nel nord Europa che puntano la loro economia sulla cultura, perché la mente e la comunicazione hanno bisogno di essere nutriti costantemente, ci rendono vivi”.

Rosario Scuderi è un giovane regista catanese, allievo di Giovanni Veronesi, trasferitosi a Roma ha lavorato nella post produzione dei film “Che ne sarà di noi”, “Manuale D’Amore” e “Manuale D’Amore 2” collaborando nelle riprese e curando il backstage. Tornato a Catania ha creato la casa di produzione ROI/281 con la quale ha firmato diversi cortometraggi, partecipando con successo a numerosi concorsi nazionali. Tra il 2008 e il 2011 ha diretto il docufilm “Agata e la città” dedicato alla santa patrona di Catania.

Al termine della proiezione abbiamo incontrato Rosario che ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Com’è nata l’idea di questo originale cortometraggio noir?

«Il film è ispirato a un racconto di Gardumi, di cui io sono fan, avevo già letto il suo libro “La notte eterna del coniglio” un capolavoro, avrei voluto fare il film ma avevano già venduto i diritti. Quando ho letto questo racconto arrivato all’ultima pagina non potevo credere che fosse finito, così ho chiamato a Giacomo. Lui vive in Cina ma stava tornando a Roma, ci siamo visti gli ho fatto leggere la mia sceneggiatura e gli è molto piaciuta, io ho apportato delle modifiche al soggetto, per esempio nel racconto di Gardumi la protagonista è un’anziana che nel mio corto è diventata una giovane donna»

Catania noir, cornice naturale per questo thriller psicologico, un aspetto inedito della nostra città?

«Avevo già girato qui un po’ di anni fa il docufilm su Sant’Agata, mi piaceva l’idea di filmare gli stessi monumenti che avevo già ripreso illuminati dai fuochi d’artificio, questa volta bui, cupi, cambiando il significato, giocando con l’oscurità della notte. Ci sono diverse riprese nel film, ai volti delle statue, alla proboscide dell’elefante, che acquistano una carica spettrale. L’intento è mostrare Catania e il suo barocco facendogli assumere una nuova funzione che rompe con i soliti stereotipi dei film di mafia o in costume, identificandola come città noir»

Tu provieni dalla commedia, il tuo maestro e Giovanni Veronesi, ti ha dato qualche suggerimento durante le riprese?

«Mi sono confrontato con un genere totalmente nuovo per me. Giovanni ha visto il corto, gli è piaciuto molto, gli mostro sempre i miei lavori e lui è lì pronto a criticarmi e anche a elogiarmi se lo merito, ma le sue critiche sono sempre costruttive mai vane e puntano a un miglioramento del prodotto, quindi io sono lieto di riceverle. A me piace condividere, parlare, comunicare con gli altri e far vedere ciò che produco perché tenere i lavori chiusi in un cassetto, così come i sogni, non serve a nulla»

Pochi mesi fa abbiamo incontrato Giovanni Veronesi a Catania nella sala del Centro Studi Laboratorio D’Arte di Alfredo Lo Piero. In quella circostanza il regista ha parlato delle tante difficoltà che incontrano i giovani in Italia, citando il titolo del suo programma radiofonico, il nostro “Non è un paese per giovani” ha sottolineato l’esodo che i ragazzi italiani compiono per realizzare i loro progetti e che sembra non interessare a nessuno. Tu sei un giovane regista, cosa pensi a riguardo?

«Giovanni crede nei giovani, ha lanciato moltissimi attori in erba tra cui Silvio Muccino, sdoganandolo dal fratello Gabriele, Elio Germano e Riccardo Scamarcio. Il nostro è un paese bellissimo per viverci ma per lavorare no, quindi se  domani potessi avere una possibilità altrove, partirei. Ora starò molto in giro, il cortometraggio verrà visto più all’estero perché qui non c’è possibilità per il cinema di genere. In Italia viene scambiata l’arte per sociale quindi si predilige portare sullo schermo la quotidianità; invece io quando vado al cinema ho bisogno di vedere per due ore qualcosa di diverso, divertente, triste o spaventoso che sia non importa ma deve farmi staccare evadere dalla mia realtà. L’estero da più possibilità per il cinema indipendente, il concetto importante che si deve ancora comprendere in Italia è che la semplicità e la massima eleganza»

9ENm41RL“In una sera d’estate”, oggi parti da Catania, la città che lo ha visto nascere e che ne è protagonista, da domani dove punterai ?

«Questo è solo il primo episodio di una trilogia che compone il film, nel prossimo si saprà che fine farà la protagonista. Voglio portare avanti il progetto, spero che ci siano delle sovvenzioni, andremo avanti con lo stesso cast perché è stato un lavoro di squadra dove tutti hanno contribuito e ci hanno creduto sin da subito. Il corto non scende nello splatter, non è un film bieco giallo che cade in soliti cliché. Ho avuto la fortuna di trovare degli attori bravissimi, la sceneggiatura è forte quindi ho svolto solo il compito di dirigere una squadra vincente. Basta davvero poco per raccontare una storia, non servono finanziamenti esorbitanti, quello che occorre è innanzitutto un buon soggetto; qui al sud siamo capaci di far qualcosa di carino, serve solo attrezzarsi, crederci, muoversi, non star fermi a lamentarsi perché quello non serve a niente. “In una sera d’estate” andrà a Washington a un concorso di cortometraggi, poi in giro negli Stati Uniti, arriverà in Cina dove sarà sottotitolato, abbiamo già preso accordi con una piattaforma su internet, poi ci fermeremo di sicuro in Canada e speriamo di crearci una piccola nicchia anche in Spagna, dove la concorrenza sul genere thriller noir è molto ampia, spero anche di tornare qui e partecipare alla categoria corti del Taormina Film Fest. Infine non escludo di mandarne una copia al mio mito David Lynch, il pensiero che lui possa vederlo mi rende vincente anche se non prenderò alcun premio !»

Agnese Maugeri

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