Catania – Ventinove minuti per narrare una storia, un piccolo frammento di quello che è un racconto antico come la terra in cui è ambientato, la Sicilia. Tra il sole accecante, i campi sconfinati, il mare, le vie catanesi ricche di barocco e le sue periferie abbandonate e il suono arcaico della lingua dialettale, Francesco La Rosa ha girato il suo cortometraggio intitolato “Pacenzia”.

12516282_773373699434010_1388346371_n-1La Rosa è un giovane operaio, da vent’anni lavora presso un’industria nel catanese ma dieci anni fa ha deciso di dar sfogo ad una sua passione e si è cimentato come video operatore, dapprima ha svolto riprese per i familiari durante feste e cerimonie, poi ha deciso di studiare e frequentare corsi di editing video e tecniche di riprese, trasformando così il suo hobby in un vero lavoro.

Nel 2013 Francesco ha scritto una storia e ha deciso di tentare la strada del cinema effettuando le riprese della sua opera prima “Pacenzia”.

«Il cortometraggio è una produzione indipendente, ho voluto raccontate la storia non di un solo personaggio ma di un intero popolo quello siciliano che, nonostante le tante difficoltà sa sempre rialzarsi», spiega così il suo film Francesco La Rosa e prosegue «ho usato un filtro cinematografico grezzo e amaranto proprio per evidenziare il carattere struggente che ho voluto imprimere al corto».

La trama di Pacenzia ruota intorno alla figura di un “padrino” che, durante una riunione con diversi capimafia, ripercorrendo la sua storia sin dall’infanzia, dichiara di aver preso un’importante decisione che sconvolgerà i presenti.

Nel titolo, afferma Francesco, c’è tutto il senso del cortometraggio, Pacenzia infatti è un termine in dialetto, che indica sia rassegnazione che il desiderio di prender tempo proprio per riuscire a superare le difficoltà. Tutto ciò spiega l’anima di tanti siciliani, fatta di contradizioni, forza ma anche di molte fragilità, espressa profondamente nel corto attraverso le riprese e i primi piani struggenti.

“Pacenzia” è stato presentato da Francesco nel 2015 a diversi festival e concorsi cinematografici, da Civitanova a Voghera fino ad Augusta film festival, inoltre il 5 febbraio il cortometraggio è stato caricato nel canale You Tube e, da allora, tante emittenti televisive, hanno richiesto al regista la possibilità di far vedere e diffondere il film sulle proprie reti. Primo fra tutti Video Mediterraneo ha espresso il desiderio di mandare in onda il film, subito dopo, quasi tutte le emittenti locali hanno inserito il corto nei loro palinsesti. In seguito il film è approdato anche in altre regioni Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Campania, Sardegna, Lombardia, Toscana e Lazio. Ma La Rosa non si ferma al territorio nazionale, infatti recentemente un canale francese ha chiesto la traduzione del corto in lingua e stanno appunto lavorando per l’inserimento dei sottotitoli.

Un’opera prima realizzata con un piccolissimo budget, Francesco si è occupato delle riprese e del montaggio mentre il cast, ci racconta, era formato da parenti, amici e colleghi, gente non professionista ma che con serietà e dedizione hanno dimostrato grandi capacità. «Gli attori – ci dice ridendo Francesco – sono stati ripagati con seltz e arancini durante il corso delle riprese, ma hanno saputo tirar fuori grandi doti ed è stato molto bello lavorare insieme».

Mentre “Pacenzia” passa i confini italiani giungendo e conquistando anche l’Europa, Francesco La Rosa non si ferma e ci parla già di un nuovo progetto «ho scritto una nuova trama e a ottobre intendo cominciare le riprese, sarà sempre un corto di genere drammatico e in dialetto, affiderò di nuovo le musiche al maestro Carmelo Incognito; di certo non sarà un seguito di Pacenzia, ma un’altra storia inedita da raccontare».

A.M.

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A proposito dell'autore

Agnese Maugeri

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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