handy foto 4CATANIA – Essere giovani uomini e giovani donne alla ricerca di un posto nel mondo al giorno d’oggi non è impresa così facile. Non lo è nell’Italia intera, figuriamoci un po’ nella nostra bella Sicilia, terra arsa dal sole e corrosa dalla salsedine. “C’è la crisi”, ci dicono. “Non c’è lavoro”, continuano. Bisogna accontentarsi, prendere quello che capita, perchè non importa quanta strada tu abbia fatto, quanti libri tu abbia letto o quante cose tu sappia fare. Non c’è spazio per i nostri sogni, c’è solo da fare ciò che si può fare. Ma forse è proprio in un momento come questo, quando il cammino è in salita e sembra non si possa più osare, che devi chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e rischiare il tutto per tutto. Così un piccolo ma grande esempio ci può venire da una simpatica mano di nome Handy, emblema tutto “made in Sicily” di chi ad accontentarsi non ci sta proprio. Ebbene si, nessun malinteso, abbiamo detto “mano”. Perché il regista catanese Vincenzo Cosentino, 33 anni e due lauree all’attivo, ha avuto la brillante e azzardata idea di fare proprio di una mano la protagonista scanzonata di un innovativo film autoprodotto che vede la partecipazione di Franco Nero, attore di fama internazionale. Adesso la sfida per Vincenzo è quella di portare il suo film nelle sale cinematografiche, e per ottenere il suo obiettivo ha coinvolto il popolo dei social lanciando una raccolta fondi su Kickstarter, sito web di crowdfunding per progetti creativi . Ma partiamo dall’inizio.

– Vincenzo Cosentino, ci parli un po’ di Handy…
“Il film racconta la storia di un pessimo scrittore che per anni scrive i suoi banali racconti con la mano sinistra, fino a quando la sua mano destra, Handy appunto, non decide di staccarsi e di mettersi in gioco girando il mondo. Handy è quindi la storia di tutti noi, di chi conta solo sulle proprie forze, del non raccomandato, di chi ha il coraggio di andare via per migliorare le cose, senza mai dimenticare da dove si viene. Il fine è quello di poter coinvolgere gli altri e, non a caso, si scatenerà infatti una rivolta che porterà tutte le mani a ribellarsi ai loro legittimi proprietari”.

– Per realizzare il suo film sono stati necessari quattro anni di duro lavoro in cui ha dovuto, per motivi di budget, occuparsi di tutto, dal montaggio, alle scenografie, fino agli effetti speciali. Quanto è stato importante poter contare sul supporto gratuito di Franco Nero?
Franco Nero“È stato fondamentale. Inizialmente “Handy” nasce come cortometraggio, è stato lui a trasformarlo in un film. Infatti nel 2009 decisi di portare il mio corto in alcuni dei più importanti festival americani e fu in quell’occasione che Nero vide il mio lavoro e mi disse di averlo molto apprezzato. Quando poi scoprì che dietro la realizzazione di “Handy” non c’era un grosso budget si offrì di darmi una mano, l’espressione cade a pennello, e mi disse che se avessi voluto girare il lungometraggio avrei potuto contare sul suo aiuto. La sera stessa mi chiusi in camera e scrissi il copione per lui…”.

-La sua volontà è quella di lanciare il suo film nel mercato internazionale, conferma la sua intenzione di voler partire dagli Stati Uniti e approdare solo successivamente in Italia?
“Sì. Per me fare cinema vuol dire lanciare un messaggio e penso che in Italia questo si stia sempre più dimenticando. L’opera cinematografica rischia così di diventare semplicemente uno strumento per auto glorificarsi e non un mezzo grazie al quale far riflettere. Il mio intento è quello di portare all’estero un’immagine diversa della Sicilia, che si discosti dal classico stereotipo lanciato dai film di mafia. Chi non conosce la bellezza di questa terra la immagina come un luogo arretrato e pieno di pericoli, quindi mi piacerebbe far capire come la Sicilia sia anche tanto altro. Se i politici non lo fanno proverò a farlo io”.

-Il suo è un prodotto cinematografico rivolto esclusivamente a un pubblico giovane o di più ampio respiro?
“Non è un lungometraggio per soli giovani, anzi è strutturato in modo tale da prendere tutto il pubblico. In realtà è un film politico, altamente critico, che spinge ad uscire fuori dal seminato”.

– Come mai ha scelto proprio una mano per tradurre il suo pensiero in immagini?
“Perché è un concetto universale, le abbiamo tutti. Facciamo così tante cose con le mani Handy foto 9che è possibile lanciare un messaggio veramente positivo: applaudire invece che dare uno schiaffo, aiutare qualcuno a rialzarsi invece che additare, la mano è il nostro strumento per cambiare le cose. Lasciamo che siano le nostre azioni a rappresentarci e non le nostre parole”.

-Per finanziare la distribuzione del suo film ha deciso di lanciare una raccolta fondi su Kickstarter. L’obiettivo è raggiungere i 30 mila euro entro il 13 giugno e per farlo ha pensato di rivolgersi alla gente comune. Potrebbe essere questo il futuro dell’industria cinematografica?
“Penso proprio di sì, in America è una strada che viene tentata da molti già dal 2006 . La mia è stata una scelta dettata dalla volontà di portare “Handy” al cinema, e non di metterlo on demande, il tutto senza cedere a compromessi, chiudendo agli sponsor e chiedendo l’appoggio solo di chi, anche in minima parte, apprezza un lavoro che mi ha visto impegnato a 360 gradi insieme a pochi altri, come Gianfranco Tortora per il suono e Sveinung Nygaard per le musiche. Mi piacerebbe solo che la gente potesse visionare il video contenente il trailer dal pc, e non da uno smartphone in cui si rischia di non capire fino in fondo quello che cerco di comunicare.A quel punto tutto sta nella volontà o meno, non di credere in me, ma in quello che la mano rappresenta. Non dimentichiamo che Handy prima di tutto è il simbolo di chi viene giudicato solo perché diverso, ma nonostante tutto non si arrende”.

– Quanto l’avventura della mano che si stacca dalla sua terra per poter realizzare i suoi sogni ricorda la situazione attuale di molti italiani, giovani e non, costretti ad andare all’estero per poter esprimere le proprie capacità?
handy foto 5“Questo è sicuramente un aspetto importante, ma c’è di più. Nel nostro caso alla fine Handy farà successo, diventerà la mano più famosa del mondo. Ma proprio nel momento migliore il nostro coraggioso amico deciderà di tornare in Sicilia, perché non è importante quanto sia stata alta la vetta che hai scalato se dimentichi il punto di partenza. E’ un cerchio che si deve chiudere”.

-Quanto di Vincenzo c’è in Handy?
“Tutto, è la storia della mia vita sotto forma di mano. La mano che si stacca dal corpo rappresenta quel momento in cui ho deciso di mollare tutto e andare in Australia per mettermi in gioco, l’attimo in cui ha avuto inizio la mia avventura”.

di Chiara D’Amore

Per accedere alla raccolta fondi e visualizzare il trailer ufficilae di “Handy” cliccate il link:

 

Per la pagina facebook: https://www.facebook.com/VincenzoCosentinoOfficial?fref=ts

Scrivi