“Città di emozioni”, i colori delle nostre metropoli

di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

Catania – Le città che vivono, crescono, mutano, le città simili alle persone con caratteri differenti; quelle grintose, romantiche, fragili, affrettate, bellicose; le città che respirano e si nutrono di emozioni percorrendo un naturale evolversi sociale e strutturale.

Sono questi i punti discussi a Palazzo degli Elefenti durante la presentazione del convegno internazionale “Città di emozione”, due giornate organizzate dal comune di Catania, dall’Associazione italiana di sociologia, dall’Anci e dall’Università, alle quali partecipano studiosi e personaggi della cultura e dell’arte.

Alla conferenza stampa di apertura oltre al Sindaco Enzo Bianco erano presenti la “Cantantessa” Carmen Consoli, il maestro Franco Battiato e il giornalista, editorialista della Repubblica, Francesco Merlo.

Emozioni dipinte con una tavolozza di svariati colori, è così che Merlo ha introdotto il suo discorso parlando delle tinte fortemente contrastanti che caratterizzano la nostra città. “Si passa dal giallo lucente del sole, al nero della pietra lavica, del risotto di seppia, il bianco delle granite alla mandorla e le infinite sfumature di grigio che derivano da questa fusione tra i due colori e poi l’azzurro del nostro cielo, e il blu profondo del mare” Merlo ha così descritto l’emozioni tramite questi colori, nostalgia, gioia in un eterno conflitto tra amore e odio “come diceva Brancati: i siciliani vedono il nero dentro il sole”. E poi dopo questi suoi ricordi accessi della terra natia, il giornalista parla del passaggio nebuloso in una Milano che a quei tempi era la meta prediletta, “il sole ad un tratto mi diventò fastidioso, sognavo il grigiore e lo smog. La vita frettolosa e individualista di Milano rappresentava al meglio la scrittura giornalistica, trapelava negli editoriali di Montanelli. Lo smog è l’aria dell’occidente, è ricerca d’evasione nel weekend, è antropologia dell’essere asettico, è soprattutto polvere d’emozioni”.

Milano così come Catania accomuna tutti gli interlocutori dell’incontro, il maestro Battiato ha raccontato infatti i suoi esordi quando da giovane a soli 19 anni abbandonò la sua Jonia (oggi Riposto) per andare a Milano a inseguire il suo sogno “vivevo dentro un romanzo di Charles Dickens, non avevo soldi neanche per mangiare eppure fu una delle più emozionanti esperienze della mia vita, così come successivamente lo è stata la riscoperta spirituale e il cammino che grazie ad essa ho attuato”

Carmen Consoli invece è rimasta legata alle sue tradizioni a quella città che definisce la sua Eldorado perché le ha dato modo di esprimersi e di portare avanti ciò che il suo animo le dettava. Lavorare con la musica esprimere le emozioni tramite le note e le parole raccontando anche di quella “Raggiante Catania” che purtroppo in questi anni ha perso parte del suo smalto, “Catania è un continuo dialogo tra fuoco e mare tra queste dualità che si oppongono e si appartengono, proprio per questo io mi ostino a vivere qui, perché una popolazione circondata dal bello viene ispirata e Catania ha una bellezza unica che tiene nascosta”. La Cantantessa ha affermato ancora una volta il suo amore per la città etnea, “suonare in una stanza con i muri di pietra lavica è meraviglioso, i suoni e le voci registrate posseggono melodie inimitabili”. Carmen ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza verso una città oggi piegata su se stessa “Catania è stanca ma sono certa che come ha sempre fatto si riprenderà”.

Città di contrasti, di voci, di colori; città aperta, teatrale, capricciosa, disordinata, stanca, depressa, abbandonata; città vulcanica, distrutta e ricostruita risorge dalle sue ceneri come l’Araba Fenice; città di poeti, di parole, di profumi, di musica, di popoli, d’arte, di sapori; città d’amore, di rabbia… Catania città di emozioni.

A. M.

Foto servizio: Vincenzo Musumeci

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