di Graziella Nicolosi

CATANIA – Si sentono presi in giro i volontari della fondazione “La Città invisibile” e i genitori dei bambini che ne frequentano la scuola di musica a San Cristoforo. La risposta che attendevano da parte del Comune di Catania sull’affidamento in gestione di una sede municipale non c’è stata. Anzi, all’incontro che era in programma stamattina con l’assessore al Patrimonio Girlando, nessuno si è presentato.

Midulla 2Eppure sabato scorso, dopo aver ricevuto i volontari in Municipio, l’assessore aveva promesso che avrebbe trovato una soluzione immediata per i prossimi 3-4 mesi (in attesa di quella definitiva), per fornire una sede all’orchestra di piccoli musicisti rimasta sulla strada.

I rappresentanti della “Città invisibile” sono stati invitati a presentarsi presso una sede indicata dal Comune: la Sala Papotto di via Zurria, un auditorium posto dentro l’edificio che ospita la Prima Municipalità.

I genitori dei bambini e i volontari, accompagnati dal consigliere comunale Agatino Lanzafame, hanno percorso a piedi il tratto di strada compreso fra piazza San Cristoforo (da dove dovrebbero partire i piccoli musicisti per seguire le lezioni) e via Zurria, rendendosi conto personalmente che “il tragitto, invaso da auto e bancarelle, non è idoneo ad essere percorso dai bambini, per giunta in prossimità della stagione invernale”. Arrivati alla sede indicata, volontari e genitori non hanno trovato l’assessore o un suo delegato, ma solo il custode. Non solo: hanno appreso che i locali sono abitualmente chiusi nel pomeriggio, e non sono dotati di sale e divisioni tali da permettere lezioni con strumenti diversi.

Amarezza è stata espressa dalla presidente della fondazione “La Città invisibile” Alfia Milazzo, secondo cui “mentre da tutta Catania e persino da tutta Italia arrivano messaggi di solidarietà e indignazione per quanto stanno patendo questi coraggiosi ragazzini, tutti si chiedono perché e che cosa aspetti il Sindaco ad occuparsi in modo serio di questi bambini”.

E mentre “solidarietà è stata espressa da alcuni dipendenti dei Servizi Sociali e del presidente della Prima Municipalità Romano”, si attende adesso una nuova risposta da parte del Comune.

 

Graziella Nicolosi

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