Il presidente di Adiconsum Catania, Emanuele Bonomo, interviene sulla questione degli uffici giudiziari del capoluogo etneo all’indomani delle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’Assessore al Patrimonio Girlando.
“E’ inammissibile che la soluzione dell’Ascoli Tomaselli, presentata in pompa magna da Comune e Regione per quasi tutto il 2014 come scelta ormai definitiva, si riveli oggi soltanto un’ipotesi, oltre tutto vaga e probabilmente irrealizzabile – afferma Bonomo. Addirittura si ripesca dal cilindro il progetto originario dell’ex Palazzo delle Poste di Viale Africa poiché salta fuori l’esistenza di un vincolo che impedirebbe di venderlo per ristrutturare il vecchio ospedale, come invece era stato detto alla firma del protocollo tra Comune, Regione e Magistratura”.
“Viene da chiedersi come mai nessuno si sia premurato di verificare la fattibilità del progetto sottoscritto da tre così importanti istituzioni – incalza il presidente dell’associazione dei consumatori – perché nessuno abbia sollevato la cornetta per chiedere al Ministero come stessero realmente le cose”.
Della realizzazione di una Cittadella della Giustizia per risolvere il problema della carenza e della frammentazione degli uffici giudiziari catanesi Bonomo si occupa da tempo, avendo organizzato già a partire dal 2013 assemblee pubbliche per dibattere sul tema ma adesso, spiega, è indispensabile smetterla col gioco del rimpallo delle responsabilità: “Il Ministero aspetta il Comune, il Comune aspetta la Regione, la Regione non si sa cosa aspetti mentre i cittadini aspettano e basta.
E’ uno spettacolo desolante – prosegue – la nostra classe politica, sia di destra sia di sinistra, si è rivelata troppo spesso litigiosa, inadeguata e inconcludente e da 15 anni non riesce a dare risposte concrete a questa vicenda”.
“Basta, conclude Bonomo, con inutili polemiche e strumentalizzazioni. I cittadini, le associazioni, i consiglieri comunali e i deputati nazionali hanno il diritto di chiedere spiegazioni e l’amministrazione comunale ha il dovere di rispondere. Si faccia tutto ciò con garbo istituzionale, nella massima chiarezza e trasparenza, ma si faccia. L’eccesso di conflittualità politica non serve alla città né a risolvere la questione. E’ ora che si cambi registro. Gli Enti coinvolti dimostrino senso di responsabilità e capacità amministrativa e trovino un punto di sintesi”.

Scrivi