di Agnese Maugeri

Taormina- Inizia la sessantesima edizione del Taormina Film Fest, i riflettori si accedono sull’anfiteatro e suoi tanti ospiti della kermesse.

Alla conferenza stampa di apertura i padroni di casa Tiziana Rocca e Mario Sesti hanno da subito ricordato la difficoltà di affrontare e organizzate l’evento, tutti i collaboratori e lo staff stanno lavorando senza alcuna retribuzione per portare avanti il Festival. Non farlo dichiara Sesti sarebbe stato facile ma avrebbe significato un grave oltraggio a una manifestazione importante e illustre che in Italia è seconda solo al Festival di Venezia.

Un’edizione difficile a cui è stato sottratto più del 92% del compenso totale e che va avanti grazie all’aiuto dei numerosi partners e dalla volontà di tutti coloro che ci lavorano con passione e dedizione.

L’incontro è poi proseguito con l’arrivo sul palco della madrina di questa kermesse Claudia Cardinale, insieme a lei il giornalista e scrittore Roberto Gervaso che, per l’occasione, ha presentato il suo libro sui 60 anni del Festival di Taormina.

Claudia Cardinale ha raccontato i suoi esordi, lei di origine siciliana, trasferitosi a Tunisi da bambina, una volta tornata in Italia ha potuto attraversare la magica porta del cinema grazie a “I soliti Ignoti” di Monicelli, ma fu Fellini a riuscire a tirar fuori la sua voce.

Ha continuato poi parlando del “Gattopardo” e di “Otto e mezzo” girati lo stesso anno, ha espresso tutta la sua gioia nell’aver potuto iniziare la sua lunga e fortunata carriera in un periodo d’oro del cinema italiano, girare con Visconti, ha raccontato l’illustre attrice, era tutto stabilito con una precisione come in teatro, invece con Fellini non c’era un copione definitivo bisognava essere bravi improvvisatori.

Claudia Cardinale parlando del cinema italiano di moderna generazione ha espresso il suo gradimento per i Fratelli Taviani, ultimamente sta collaborando con molti giovani autori emergenti perché, dato le difficolta economiche del mondo dello spettacolo sprovvisto di sovvenzioni, lei vuol aiutare le nuove promesse del cinema nostrano.

Roberto Gervaso è intervenuto per presentare il suo libro sui 60 anni del Festival di Taormina, ricco di aneddoti e di foto d’epoca.

Alla domanda fattagli da Mario Sesti come mai ha scelto di fare lo scrittore, ha simpaticamente risposto che lui in realtà era lo stuntman di John Wayne ma dopo una brutta caduta dal cavallo a dondolo ha ripiegato sulla scrittura, il cinema è stato il grande sogno della sua infanzia, da bambino aveva diversi desideri voleva fare il pasticcere, il cantante e l’attore western.

Il cinema è stato sempre il suo sogno più grande e un sogno inevitabilmente racchiude nostalgia trasformandosi così in una lacrima sul miele.

foto 1-2Alla conferenza stampa hanno preso parte anche i primi due ospiti stranieri la produttrice Bonnie Arnold e il registra Dean De Blois del film d’animazione “Dragon Trainer 2”, la cui  visione è prevista questa sera all’anfiteatro greco. Il cartone animato, così come il precedente racconta la rocambolesca convivenza tra draghi e Vichinghi, ma come ci preannuncia il regista sarà molto più spettacolare dotato di una grafica migliore e dettagliata, ricco di nuovi particolari e colpi di scena. Bonnie Arnold ha sottolineato l’importanza nel film delle figure femminili forti, coraggiose e determinanti nell’evolversi della  vicenda, De Blois invece ha spiegato la difficoltà nel disegnare riproducendo fedelmente le nuvole, e gli occhi dei personaggi per donargli un effetto realistico.

Unica nota a demerito bisogna farla ed è dovuta alla mancanza di un traduttore, i due ospiti americani sono stati capiti dalla metà della platea in sala è questo non ha reso fruibile la comunicazione, anche Gervaso simpaticamente ha sottolineato la mancanza di un’interprete anche se come ha detto il giornalista a volte serve un interprete anche tra gli stessi Italiani.

 Agnese Maugeri

 

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