Claudio Musumeci da pilota di aerei ad attore di teatro

di Elisa Guccione

CATANIA – Deciso, scanzonato e con uno sguardo furbo che sogna un futuro di grandi speranze. È Claudio Musumeci, poco più che trentenne, figlio del poliedrico Tuccio, che alla carriera di pilota d’aerei sceglie il sacro fuoco del Teatro. Ha lavorato in “Troglostory” di Tony Cucchiara, è stato l’Aquilone di Baviera in “Pipino il Breve” allo Stabile di Catania e il palco del Brancati l’ha visto spesse volte protagonista in successi, fra i tanti, come “Fumo negli occhi”, “Il medico dei pazzi”, “Ragazzi per sempre”, “Piccolo Varietà”. Adesso è impegnato nelle repliche della fortunata commedia “Aragoste di Sicilia”. Lo incontriamo durante un momento di pausa dalle prove, prima dell’imminente debutto del venticinque e ventisei aprile al teatro di Gela, cercando di conoscerlo un po’ meglio._20D6466a

-Claudio Musumeci prima di fare l’attore sfreccia nei cieli come pilota e decide di seguire la carriera teatrale per caso. È vero o è una legenda metropolitana?

“Certo! Ho anche pilotato un L 39 Albatros. Tutto è avvenuto gradualmente. Nel 2004 mi sono trasferito in Texas, poco più che ventenne, come pilota, perché dopo aver conseguito a Catania il brevetto di pilota commerciale,  e successivamente quello di linea in Alitalia decisi che per acquisire ore di volo dovevo andare in America”.

-Il cielo però le stava stretto così ha deciso di sottoporsi al provino della “The Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York” e diventare attore?

(ride)

“Quando arrivai a New York feci un provino alla scuola di Lee Strasberg senza pensare di essere preso. Sentivo l’esigenza di farlo. L’accoglienza da parte di tutti i professori fu grande, i quali associarono le mie origini alla gloriosa storia del nostro teatro siciliano. Tornato in Italia decisi di continuare per questa strada e cominciai a lavorare più approfonditamente e seriamente con mio padre, ma da allora non ho mai smesso di studiare. Alla recitazione ho affiancato lo studio del canto e tra i miei grandi maestri non posso non citare Romano Bernardi o Nino Lombardo”.408557_2088138901324_1958219270_n

-E così abbandonò il cielo…

“Amo volare e mantengo sempre attivo questo costoso sogno. Mi sarebbe piaciuto diventare pilota militare, ma nella vita tutto è destino”.

-Il ricordo più bello di quegli anni americani?

“È stato un grande periodo, perché anche i momenti difficili mi hanno rafforzato. Quando i miei coetanei erano all’università io mi trovavo dall’altra parte del mondo affrontando problemi di vario genere. Ricordo gli atterraggi di fortuna sulla zona del Gran Canyon o su Oakland o le passeggiate a Las Vegas e i tanti incontri con le persone più diverse che mi hanno dato comunque qualcosa”.

-Cosa significa dividere il palco con uno dei più grandi attori del teatro italiano? Si può dimenticare il legame familiare?

“In scena, spesso, senza volerlo non faccio caso al primo attore Tuccio Musumeci ma vedo sempre mio padre e, molte volte, esce fuori l’impulsività del figlio”.10012452_576495132450322_1378652731636384808_n

-Il naturale confronto con suo padre non le pesa?

“Sarei stupido se mi infastidissero i paragoni. Quando mi dicono che gli somiglio non solo fisicamente, anche se penso di essere più carino, (ride) l’apporto della mamma è stato fondamentale, ma anche nelle movenze penso sia normale, perché abbiamo lo stesso dna. Negli anni e con il tempo si dimostreranno le singole qualità e peculiarità. Tutto questo si crea, perché questa professione non viene mai vista come un lavoro mentre ai figli dei medici o degli avvocati questo problema non viene posto”.

-Come si vive in casa Musumeci?

“Malissimo. (ride) Mio padre è il classico “spassu fora e triulu a casa”. È un super brontolone, mentre mia madre sopporta tutto ed anche il nostro cane subisce questa situazione. Siamo cane e gatto. (ride) Ho avuto modo di vivere la mia quotidianità accanto a grandi artisti come Pippo Baudo, Ivo Garrani, Turi Ferro, Pippo Pattavina e Leo Gullotta per me persone comuni e non uomini speciali, con cui da piccolo giocavo e scherzavo”.

-Si ricorda la prima volta in scena?10546_4220837697461_1299151921_n

“Entrai sul palco mano nella mano con Ciccino Sineri ne L’Altalena del 1991 con un cast composto da Turi Ferro, Maria Tolu… Dietro le quinte si scherzava e rideva con gioia, mi sentivo a mio agio e mi divertivo tanto”. (ride)

-Attore, cantante, e pilota d’aerei. Ma Claudio Musumeci da grande cosa sogna di fare?

“Vorrei proseguire la strada del teatro, perché penso che non ci sia niente di più bello, senza smettere però di fare quattro salti sopra le nuvole”.

Elisa Guccione

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