Bianco VaticanoROMA – “I sindaci italiani sono e restano impegnati nell’accoglienza degli ultimi e per la realizzazione di città a misura d’uomo e sostenibili”. Lo ha detto Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del consiglio nazionale dell’Anci, parlando in Vaticano a nome dei sindaci italiani durante il summit internazionale “Moderne schiavitù e cambiamenti climatici, l’impegno delle città” organizzato in Vaticano dalle Pontificie Accademie delle Scienze e Scienze Sociali. La due giorni, con più di 70 primi cittadini delle maggiori città del mondo, è stata voluta da papa Francesco, presente nell’aula nuova del Sinodo della Città del Vaticano, per arrivare a un impegno concreto sui cambiamenti climatici e la loro correlazione con le nuove schiavitù, seguendo i principi dell’ecologia umana predicata nell’enciclica “Laudato si’ “.

Partendo appunto dal tema dell’accoglienza dei migranti, Bianco si è detto “orgoglioso del fatto che la gran parte dei Comuni italiani, a partire da quelli siciliani, pur tra mille difficoltà economiche, ha saputo accogliere gli ultimi degli ultimi, senza restare sordi a quelli che Papa Francesco ha definito nell’enciclica ‘i gemiti degli abbandonati del mondo'”.

Per Bianco, insomma, “la stragrande maggioranza dei Comuni italiani è stata all’altezza della sfida umanitaria” e il sindaco di Catania ha rivolto “un appello convinto ai media a non generare allarmismi ingiustificati e alle forze politiche a non trasformare il dramma solo in una disputa elettoralistica” e “soprattutto all’Unione europea affinché non nasconda la testa sotto la sabbia, perché accolga nelle forme possibili coloro i quali fuggono da guerre, da dittature, da estreme povertà”.

In particolare, Bianco ha parlato dell’esperienza di Catania come città dell’accoglienza: “A chi – ha detto – non abbiamo potuto donare un sorriso, una minestra calda, perché la nave ci ha consegnato solo corpi esanimi, abbiamo regalato una sepoltura dignitosa. Corpi senza nome giacciono nel nostro cimitero in una tomba con un monumento costruita dai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti. E in ogni tomba senza nome un verso di una bella poesia, ‘Migrazioni’, del premio Nobel africano Wole Soyinka”.

Accoglienza, dunque, senza però dimenticare la necessità di “colpire duramente i trafficanti di esseri umani, criminali senza cuore e senza anima, e punendo, altrettanto severamente, coloro i quali sfruttano, come ridotti in una moderna schiavitù, i migranti arrivati sulle nostre coste, costretti ad esempio a lavorare in condizioni inumane in alcune zone agricole del nostro Paese: noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

I sindaci italiani sono “decisi a impegnarci con rinnovata e crescente determinazione per la sostenibilità ambientale a partire dalla mobilità urbana: tanti cittadini ci chiedono di far diventare le città sempre più a misura d’uomo, aumentare il verde, creare una mobilità sostenibile per limitare quell’inquinamento che dissemina lutti in ogni famiglia, lavorare per ridurre certi ritmi diventati ossessivi, inumani; creare piazze e parchi per ritrovare un rapporto con la natura e spazi di una socialità che, senza la mediazione del web, produce solidarietà e umanità”.

“Porteremo il nostro contributo – ha concluso Bianco – al vertice sul clima di Parigi, non solo con idee, ma con azioni. Non dimenticando – conclude Bianco – che in questa doverosa sfida dobbiamo avere, se occorre, il coraggio della impopolarità”.

“Per questo noi sindaci italiani – ha concluso Bianco – dichiariamo la nostra disponibilità ad un impegno crescente e a lavorare per provare a dare ai cittadini, creature di questo mondo, appartenenti alla grande famiglia degli esseri umani, “il diritto di vivere ed essere felici”.

Con Bianco hanno parlato i sindaci di New York Bill de Blasio, di San Francisco Edwin Lee, di Parigi Anne Hidalgo, di Madrid Manuela Carmena, di Rio de Janeiro Eduardo da Costa Paes, di San Paolo Fernando Haddad, di Rosario, in Argentina, Monica Fein, di Stoccolma Karin Wanngard, di Johannesburg Mpho Parks Tauy, di Kochi, in India, Tony Chammany, di Nampula, in Mozambico, Mahamudo Amurane, di Roma Ignazio Marino, di Milano Giuliano Pisapia e il governatore della California Edmund G. Brown jr.

Il 2 dicembre del 2014 papa Francesco e i leader delle religioni cristiana, musulmana, induista, buddista ed ebrea, avevano firmato una dichiarazione congiunta “Contro la schiavitù moderna”. Adesso si chiede l’intervento attivo dei governi locali per lottare contro queste  emergenze. Infatti, il riscaldamento globale è fattore di povertà e migrazioni forzate, terreno di coltura per la tratta di esseri umani, la prostituzione e il traffico di organi. Più di 30 milioni di persone sono  vittime di schiavitù moderna, merce di scambio in un tragico mercato i cui profitti raggiungono i 150 miliardi di dollari all’anno.

 

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