di Agnese Maugeri

CATANIA – “Carità non è assistenzialismo, ma scelta di vita, è un modo di vivere e di essere, è la via dell’umiltà della tenerezza e della solidarietà”, Papa Francesco.

Giorno 29 novembre è stata indetta la 18° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è questa frase è la sua miglior sintesi, la giornata è stata presentata Da sinistra Padre Orazio Bonaccorsi, Francesco Valora, Domenico Messina, Federico Bassidurante la conferenza stampa tenutasi alla Fondazione Ceur di Catania nella Biblioteca del Campus d’Aragona, dove sono intervenuti Federico Bassi, responsabile nazionale della Colletta Alimentare, Domenico Messina, direttore del Banco Alimentare della Sicilia onlus, il dott. Giuseppe Avelli, funzionario del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del carcere di Piazza Lanza, Catania; Padre Orazio Bonaccorsi che opera nella parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista al villaggio Dusmet di Catania, e infine Salvo Raffa presidente del Centro Servizi Volontariato Etneo.

Gli aspetti centrali dell’incontro sono stati due, il primo riguarda l’aumento vertiginoso di poveri in Italia che hanno superato i sei milioni del 2013; il secondo riguarda gli aiuti offerti a chi non è censito, sono poveri dell’ultimo momento che non sempre hanno una nazionalità da esibire ma desiderano un pezzo di pane per potersi sfamare.

Federico Bassi ha dichiarato “esiste un bisogno più originario e profondo che accomuna chi ha il cibo e chi invece non ce l’ha ed è quello di essere felici, accettati e voluti cosi come siamo. Non è un modo di dire ma una realtà che tocchiamo con mano a ogni Colletta, a ogni raccolta.”

Dal 2012 anche i detenuti del carcere di Piazza Lanza partecipano alla colletta, vi sono 14 volontari che operano stabilmente, un’iniziativa originale e inedita che è stata proposta al carcere dai volontari del Banco Alimentare e ha subito riscosso un grande successo tra i detenuti che aderiscono ogni anno con piacere.

Il dott. Giuseppe Avelli che si occupa della rieducazione dei carcerati ha sottolineato “i detenuti non sono persone “brutte, sporche e cattive” come li etichetta la società, hanno anche loro un cuore, inoltre il gesto della colletta ha un valore fortemente educativo, alcuni si dispiacciono e si scusano di non poter donare di più perché questo momento li fa sentire più vicini ai bisognosi e li lega al mondo esterno”.

Padre Orazio Bonaccorsi ha parlato delle difficoltà che la chiesa oggi deve affrontare per aiutare i poveri, la Caritas parrocchiale cerca di donare cibo, di organizzare collette che possono dare sostentamenti alla gente, ma serve ben altro, per questo si stanno organizzando ulteriori servizi grazie a medici, professionisti legali, commercialisti e anche un banco farmaceutico che offrono un supporto concreto a chi ne ha bisogno. Padre Orazio concludendo il suo intervento ha affermato “Il pacco alimentare è un aiuto ma non basta, noi ci occupiamo del corpo ma anche dello spirito”.

Sono 201 i supermercati che a Catania e provincia hanno aderito alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, e ben 2.000 saranno i volontari con la pettorina gialla pronti a raccogliere i prodotti.

Contribuire alla Giornata della Colletta Alimentare non è un gesto fine a se stesso ma è un messaggio di solidarietà che dev’essere capito e condiviso, sono tante le storie di giovani volontari e non, pronti ad aiutare; tra questi anche alcune coppie di sposi che hanno donato parte dei loro banchetti nuziali alla Caritas. Queste azioni pure, di fratellanza e umanità servono per rendere il nostro presente un luogo meno incivile e smuovono le coscienze, perché non esiste gesto, per quanto piccolo, compiuto da ognuno di noi che non possa fare la differenza.

Agnese Maugeri

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