di Carlo Barbieri

Se poi uno si butta sull’umoristico-etologico-umano, può scrivere bestseller a getto continuo. I sei esempi di Carlo Barbieri cancelleranno tutti i vostri dubbi.

Mi chiedono “ma quant’è difficile scrivere un libro?”

Nel resto del mondo non so, ma a Palermo siamo fortunati, viene facile facile. Certo, non parliamo di tutti i tipi di libri: non è che uno si siede a un caffè e si mette a scrivere un trattato di medicina e chirurgia o di fisica avanzata, cose di neutrini e bosoni, no; e neanche una Divina Commedia o la saga di Harry Potter. Ma ci sono sicuramente due tipi di libri che vengono bene: quelli umoristici e quelli umano-etologici, ossia sul comportamento animale dell’uomo. Se poi uno si butta addirittura sull’umoristico-etologico-umano, può scrivere bestseller a getto continuo. Palermo è infatti una inesauribile fonte di ispirazioni saldamente radicate nella realtà; per non parlare della Mondello estiva, che lo è in modo superlativo.

Mondello infatti è un concentrato di una certa palermitanità, che d’estate diventa un incredibile super-concentrato. Perché succeda, non è facile da dirsi: non è solo questione di numero di esemplari circolanti, ma di… già, di che? Forse di temperatura? Ecco, sì, è una cosa che deve avere a che fare con la temperatura. È come se il caldo facesse evaporare l’acqua del buon senso e del vivere civile restituendoci un superconcentrato di comportamenti difficili da riscontrare in altri parti del mondo. L’avete presente “’U strattu”, il superconcentrato semisolido di pomodoro ottenuto per esposizione al sole della salsa spalmata su tavole di legno? Ecco, Mondello d’estate è un tavolone spalmato di palermitanità che si concentra sotto il sole.

Però a questo punto ci vuole qualche esempio. Io questi li ho raccolti di persona, in soli due giorni. Tutti fatti verissimi, aaah? Allora:

1) Una signora parcheggia a spina di pesce nello spazio riservato ai clienti di una farmacia ed entra per comprare medicine. Quando torna, trova un’auto in seconda fila che impedisce a lei e a un’altra auto di uscire. Fra la sua e l’altra parcheggiata correttamente c’è un terzo posto libero, ma l’autista indisciplinato ha preferito non occuparlo. La signora rientra in farmacia e chiede ad alta voce di chi è l’auto che blocca la sua. Nessuna risposta dalla gente in coda. La signora non si arrende, ripete la domanda a voce più alta e finalmente un tizio che è già arrivato al banco le risponde “è mia, sto finendo”. La signora è ovviamente incavolata. Quello paga, esce e alla signora che gli chiede “Scusi, ma se il posto c’era, perché ha messo la macchina in seconda fila?” regala una risposta meravigliosa nella sua palermitanissima logica: “Signooora, se la paccheggiavo nel posto libbero, magari quaccuno mi metteva la macchina sua dietro e io non potevo uscire”.

2) Una signora con un grazioso cagnolino lascia che questo faccia il bisognino solido (la cacca, insomma) sul marciapiede. Le sorrido per non apparirle aggressivo (in realtà avrei voluto prenderla a schiaffoni) e le dico gentilmente: “Signora, sul marciapiede gliela fa fare?”  Le mi sorride a sua volta, mette le labbra a culo di gallina e mi flauta: “Ma è picculiiinuuu…” (voleva dire “Ma è piccolino”, ma con le labbra a culo di gallina le “o” vengono “u”).

Corollario: se ne deduce che mentre gli essere umani possono permettersi di fare gli stronzi quanto più sono grandi e grossi, per i cani vale la regola opposta.

3)  Una signora, con bambina piccola collocata su apposito seggiolino nel divanetto posteriore (era perfettamente in regola con il codice stradale, la volevo fotografare: doveva essere pazza o di Bolzano) mette la freccia e tenta di parcheggiare nello spazio che un cartello assegna alle clienti del supermercato “incinte o con bambini piccoli”. Un SUV con dentro solo il guidatore maschio si fionda per fregarle il posto, le due auto frenano muso contro muso, e la signora, incredibilmente calma (pertanto o pazza sedata, o di Bolzano) indica il cartello. Dal finestrino del SUV esce un braccio peloso con mezzo chilo di orologio d’oro che fa il gesto del “S’accomodi” accompagnato da un sonoro e palermitanissimo “Auguuuri, signooora, complimeeenti, aaah?”.

4) Grande albergo, congresso di una multinazionale. Una signora arriva alla sbarra e citofona per mettere l’auto nel parcheggio.

Voce al citofono: – Siiì?

– Devo parcheggiare, sono un congressista della (segue il nome di una multinazionale farmaceutica). Mi apre?

– Parcheggio non ce n’è.

– Guardi che il parcheggio c’è, lo vedo da qui.

– Quello è per chi ha la camera. Lei ha la camera?

– No ma…

– Allora non può parcheggiare.

– Senta io sono uno degli organizzatori del congresso. Non ci avete detto che non c’erano parcheggi sufficienti per tutti i congressisti.

– Queste sono le disposizioni.

– Mi faccia parlare con il direttore.

Due minuti dopo esce dall’albergo un signore che si ferma sull’ingresso e da lì, guardandosi bene dall’avvicinarsi alla cliente, le grida da una ventina di metri:

– Signora deve parcheggiare fuori!

La signora accetta la sfida vocale e grida anche lei: – Lei è il direttore?

– Sono il vicedirettore!

– Ma si rende conto che avete fatto un congresso senza informarci della limitazione dei parcheggi?

– Lei la macchina la lasci fuori, non ci sono problemi!

– Come “non ci sono problemi!” Ma se i posti qui fuori sono tutti occupati!

– Lei la lasci all’abusivo!

– ALL’ABUSIVOO? Ma si rende conto di quello che mi sta dicendo lei, vicedirettore dell’albergo?

– Se non la vuole lasciare all’abusivo la può mettere in quello degli handicappati!

– In quello degli HANDICAPPAATIII???

– Non si preoccupi, i vigili a quest’ora non passano!

5) Stabilimento balneare della Torre. Una ragazza dello staff si avvicina a una signora che sta facendo lo shampoo proprio sotto il cartello che vieta l’uso di detergenti per via dell’inquinamento, e le dice gentilmente e sottovoce “Signora non si può fare lo  shampoo alle docce, è vietato”.

La signora, anzi “signora” fra virgolette, la guarda, storce le labbra in giù alla “ma guarda questa scema” e le grida offesa “Ma come si permette di fare un appunto a me, lei che è stata assunta da poco”?

6) Altra farmacia. Il parcheggio riservato ai clienti è in parte occupato da moto in “lunga sosta”, ben incatenate ai paletti che delimitano lo spazio pedonale. Sono costretto a parcheggiare malissimo e lascio mia moglie in auto perché sposti l’auto se necessario. Quando esco dalla farmacia con le medicine, vedo che a trenta metri ci sono tre vigili che parlano fra loro. Li raggiungo

– Scusate, guardate come ho dovuto mettere l’auto per entrare in farmacia. Nello spazio

riservato ci sono moto parcheggiate addirittura con la catena.

Mi risponde uno dei tre, un marcantonio con stivali.

– Purtroppo non possiamo farle portare via.

E su questa amara considerazione la conversazione per lui è chiusa.

La riattivo.

– Ma almeno una bella multa, così imparano?

– Certo, la multa si può fare.

Ringrazio, torno all’auto e mentre vado do un’occhiata: il vigile “possibilista” non si è mosso. Seguo il percorso obbligato per tornare verso Palermo che mi porta a ripassare dalla piazza. Faccio in tempo a vedere che i vigili sono diventati cinque o sei, e tutto il gruppo – che comprende il vigile a cui avevo affidato la mia speranzosa segnalazione – si dirige compatto verso una piccola folla che sta festeggiando il ritorno del Palermo in serie A. Mi metto a ridere come uno scemo, e mia moglie mi guarda incuriosita.

–  Che c’è?

–  Hai presente quel negozio che vende di tutto e da anni occupa con la merce il marciapiede e parte della strada?

– Quello qui vicino?

– Sì. Rido perchè pensavo di segnalare la cosa ai vigili.

Sai che risate si sarebbero fatte.

Avete visto? Due giorni a Mondello e senza spremermi il cervello ho scritto già cinque cartelle, quasi ottomila battute.

In un anno ci vengono due libri. O no?

Fonte: www.malgradotuttoweb.it

A proposito dell'autore

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Si autodefinisce un chimico arrugginito e un marketer pentito prestato alla letteratura. Nella sua “prima vita” è stato manager in una multinazionale chimica americana ed è visssuto a Palermo, Catania, Teheran, Il Cairo. Adesso scrive racconti e gialli e risiede a Roma; Carlo Barbieri è titolare di rubriche su “Sicilia Journal” e “Malgradotutto”, e collabora con Ultima Voce e Fatti Italiani

Post correlati

Scrivi