di Graziella Nicolosi

1GRAVINA DI CATANIA – Non si è parlato solo di cinema, nella prima edizione di “Via dei corti”, festival indipendente di cinema breve organizzato dall’associazione Gravina Arte con il patrocinio del comune di Gravina di Catania. Una sezione del programma si è concentrata infatti sulla letteratura con il workshop “Come nasce un libro”, a cui hanno preso parte l’editore Salvo Bonfirraro e la scrittrice Cinzia Nazzareno (autrice del volume “Il sole in fondo al cuore”), moderati dalla giornalista Antonella Guglielmino.

L’incontro, seguito da molti studenti universitari, ha cercato di rispondere alle curiosità di natura pratica relative alla nascita di un prodotto editoriale, con riferimento particolare al rapporto fra editore e scrittore. Un legame che, per quanto attraversato da incomprensioni, è di fondamentale importanza per la buona riuscita del libro, e per il suo conseguente successo di pubblico.

Bonfirraro ha raccontato la sua ormai trentennale esperienza di editore, nata dalla passione per la lettura e da una sfida a prima vista folle: creare una casa editrice al centro della Sicilia, in quella provincia ennese lontana dai grossi circuiti editoriali di Catania e Messina. Ha descritto le difficoltà per i piccoli editori di affrontare la distribuzione a livello nazionale, evitando di essere cannibalizzati dalle grosse realtà editoriali e dall’avvento degli ebook: “oltre ad una fitta di librerie – ha chiarito – è importante la presenza sui siti web specializzati, grazie ai quali i nostri prodotti possono essere consegnati direttamente al domicilio del lettore”. Per questo, è utile preparare una scheda editoriale (comprensiva di sinossi, formato, numero di pagine e in generale dati tecnici del libro), che sia il più chiara e accattivante possibile. Senza dimenticare l’utilizzo intelligente (e ormai irrinunciabile), dei social network, consapevoli però che “al riscontro virtuale non sempre corrisponde quello reale”.

In questo senso, le tradizionali presentazioni rappresentano un momento essenziale per la promozione del libro. Non solo nelle librerie, nelle sedi di associazioni, club service ed enti vari, ma anche nelle scuole, “per educare alla lettura le nuove generazioni”, precisa l’editore, che da tempo partecipa ad un progetto del ministero dell’Istruzione che vuole diffondere questa buona abitudine negli istituti scolastici.

All’esordiente Cinzia Nazzareno è toccato invece raccontare ai presenti la parte più intima della genesi di un libro, a partire dalla “solitudine dello scrittore” e dal “dubbio di scrivere ciò che già è stato raccontato”, fino all’attesa che accompagna l’invio del manoscritto alle varie case editrici. E poi l’angoscia inspiegabile dopo aver ricevuto l’approvazione, “per la paura di sottoporsi al giudizio degli altri, e di affidare ai lettori il proprio vissuto”. Una sensazione bifronte, a cui l’autrice ha accompagnato anche “la gioia, per non dire la magia, di rendere collettiva un’esperienza che altrimenti sarebbe rimasta personale”.

In questa fase che precede la pubblicazione, il rapporto fra editore e scrittore raggiunge la sua sublimazione: tocca all’editore smussare il testo e renderlo più scorrevole, ma anche confrontarsi (e perché no, scontrarsi) con l’autore sulla scelta del titolo e della copertina. Specie per un esordiente, affidarsi ai consigli e all’esperienza dell’editore diventa così la scelta più saggia, perché in fin dei conti, come ha sottolineato Bonfirraro, “di solito il titolo e la copertina sono già dentro l’opera, anche se l’autore non li riesce a scorgere”.2

Così, per l’opera prima di Cinzia Nazzareno il titolo “Il sole in fondo al cuore” descrive bene il risultato di un percorso doloroso di recupero degli affetti, compiuti da un padre e da una figlia separati da quarant’anni di latitanza emotiva. E anche l’immagine di copertina, che ritrae un genitore e un figlio immobili mentre il sole tramonta, richiama una girandola di sentimenti e occasioni perdute con cui i personaggi si confrontano lungo tutto il romanzo. Il male incurabile del padre, infatti, sarà l’occasione perché la protagonista Leda decida di perdonare le sue mancanze e accompagnarlo al suo destino. A dimostrazione che, nonostante il dolore, “i legami di sangue sono impossibili da spezzare”.

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