di Agnese Maugeri

Catania-  Si è tenuta all’ex Monastero dei Benedettini la conferenza del “Comitato per la legalità nella festa di Sant’Agata”, presenti all’incontro IMG_1645il portavoce del Comitato Renato Camarda appartenente all’associazione Libera, la professoressa Maria Teresa Ciancio, vicepresidente della fondazione Giuseppe Fava, Lorenzo Costanzo della Confederazione nazionale artigianato, il professor Nunzio Famoso docente dell’università di Catania e i membri delle altre associazione appartenenti al comitato: Addiopizzo Catania, Assostampa, Associazione Antiracket Antiusura Etnea, Associazione Antiestorsione di Catania “Libero Grassi”, Banca Etica Sicilia Orientale, Catania Possibile, Centro Astalli Catania, Cittainsieme, Cope, Mani Tese Sicilia, Movi e Pax Christi.

Renato Camarda ha iniziato l’incontro ricordando le due giovani vittime della festa, Roberto Calì morto nel 2004 durante la salata di via San Giuliano, e Andrea Capuano deceduto nel 2010 scivolando con il motorino sulla cera riversa nelle strade. Camarda ha poi  illustro i buoni risultati ottenuti quest’anno durante i festeggiamenti agatini, un maggiore serenità religiosa e ordine intorno al fercolo , il ruolo fondamentale delle forze dell’ordine e il rispetto delle isole della legalità in Piazza Cavour e in Piazza Palestro. Ma l’illegalità diffusa e la disorganizzazione generale non diminuiscono, “i portatori di ceroni anche quest’anno sono stati determinanti per i ritardi della processione, i venditori abusivi, soprattutto gli arrusti e mancia, erano presenti in forza, le candelore si sono mosse a volte con oltre 6 ore di anticipo rispetto al fercolo, a Piazza Borgo le candelore sono arrivata alle 22.30 e la Santa dopo le 4 di notte”.

Inoltre il comitato attende ancora un chiarimento sull’episodio della candelora degli ortofrutticoli, che sembrerebbe aver fatto una lunga sosta nel quartiere Antico Corso proprio davanti la presunta casa di un boss; però si accerta il ritrovamento e il successivo sequestro da parte della polizia di una grossa quantità di fuochi d’artificio proprio all’interno del Bastione degli Infetti.

L’attenzione si è poi spostata sulla situazione estremamente illegale dei venditori abusivi e dei ceri accesi durante il percorso nonostante il divieto, che rallentano molto la processione. Le candelore infatti devono percorrere molto prima il percorso staccandosi dal fercolo proprio per evitare incidenti dovuti dalla cera lasciata dai torcioni, ciò accade principalmente nel tratto della via Caronda fino a Piazza Cavour, pertanto il Comitato si auspica che anche questa zona diventi Isola della legalità. Camarda ha anche denunciato un episodio accaduto quest’anno proprio davanti la via Caronda quando verso le 3 di notte un giornalista ha chiesto a dei cittadini che portavano grossi ceri se fosse colpa loro il grande ritardo della processione; questi offesi, per ritorsione hanno creato un vero è proprio muro umano vietando alla vara l’accesso alla via Caronda. Solo grazie all’intervento del nuovo capo vara Claudio Consoli, dopo una lunga mediazione, è riuscito a convincere i cittadini coinvolti a lasciar proseguire la processione.

La questione ambulanti è invece più complessa, durante la conferenza è stata dettagliatamente spiegata da Lorenzo Costanzo membro della Confederazione nazionale artigianato; secondo dati accertati durante le giornate della festa si registra un’evasione che si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Si continua quindi a sostenere  la proposta di licenze temporanee che garantirebbero un maggior controllo del numero di venditori, questa richiesta era stata avanzata nei giorni precedenti alla festa ma il Comune non l’ha ritenuta di prioritaria importanza.

La professoressa Ciancio ha raccontato un episodio molto singolare “durante le 3 giornate di festa, fino alla sera del 6 febbraio, nella piazzola di Corso Sicilia, dove si trova l’edificio della Banca di Roma, hanno tranquillamente stazionato camioncini e roulotte di venditori abusivi di palloncini e cera che, hanno creato all’interno di quel parcheggio, un vero campo nomadi dove si cucinava si stendeva la roba e i bambini giocavano. Molti residenti hanno allertato le forze dell’ordine di tale situazione ma gli agenti hanno risposto loro che non potevano fare nulla perché gli abusivi pagavano regolarmente le strisce blu per sostare nella zona”.

Tutto ciò fa giungere ha una sola conclusione, la lotta contro l’illegalitàIMG_1640.JPG non è ancora terminata, passi in avanti ce ne sono stati come afferma il portavoce, uno fra tutti la pulizia repentina delle strade dopo la festa che ha sbalordito il Comitato, ma sono solo poche chimere.

Camarda in conclusione ha espresso il desiderio di veder realizzato un tavolo di dialogo che veda protagonisti la chiesa, il comune, la prefettura e tutti i gruppi protagonisti della festa così da poter creare delle linee guida da far seguire e rispettare, inoltre chiede che questo possa avvenire nei tempi giusti e non a ridosso della festa come ogni anno accade. Serve del tempo per organizzare  in sicurezza una festa come quella di Sant’Agata che è la terza al mondo anche perché sottolinea alla fine dell’incontro Camarda ” la festa di Sant’Agata e metafora della nostra Catania, perfezionandola riusciremo a migliorare la nostra città”.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

Post correlati

Scrivi