di Salvo Reitano

CATANIA – Il governatore Crocetta dovrebbe limitare i suoi interventi ai monologhi. Scritti nel segreto delle sue stanze, imparati a memoria, provati e riprovati davanti allo specchio, quando li recita sembrano perfino spontanei ed improvvisati.
Gli incontri con la stampa, dove serve improvvisarli davvero sotto le provocazioni maliziose dei giornalisti, non gli convengono.
Ci perdoni il lettore se partiamo da qui, ricodando il più celebre dei suoi monologhi quasi venti mesi fa, quando il presidente, ospite a l’Arena su Raiuno, il programma condotto da Massimo Giletti, annunciò raggiante: “A partire da domani aboliremo le Province, saremo la prima Regione a tagliarle”.
A distanza di mesi la tanto sbandierata riforma delle Province e l’istituzione dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane è diventata il peggior pasticcio messo in atto dalla Regione in tutta la sua storia.
Il che dimostra, da parte del governatore, l’allarmante confusione concettuale fra Stato e governo, come quando a Servizio Pubblico annunciò “I miei primi due atti: il taglio delle indennità e la norma sull’incandidabilità degli indagati”.
Non c’è che dire, la boutade con Crocetta funziona sempre e quando si alza il sipario e si accendono le luci quasi si convince di interpretare i pensieri e i sentimenti della gente pronta a intonare l’osanna al nuovo timoniere della Regione Siciliana.
Ma i siciliani, che  stupidi non sono e sanno dove si arriva quando ci si mette su questa strada, hanno capito subito che si trattava solo di proclami perchè, sbaraccate le vecchie amministrazioni dell’apparato politico, si è premurato a consegnarle ai  suoi fidatissimi commissari regionali, allungando, di fatto, i tentacoli del suo potere.
nello_musumeci-2_originalA venirci incontro è una nota l’esponente del centrodestra Nello Musumeci, per due volte presidente della Provincia di Catania: “Ormai è chiaro a tutti: il governo Crocetta si è rivelato incapace di riformare le Province. Fra una settimana esatta scadrà il termine previsto dalla legge approvata sei mesi fa dall’Ars e quasi tutti i Comuni siciliani hanno deciso di non decidere”.
“Quel poco che si sa – prosegue Musumeci – è che si profila una paralisi del sistema degli enti locali nell’Isola, mentre Crocetta, per mascherare il proprio fallimento, proporrà una ulteriore proroga dei commissari provinciali”.
“Noi siamo totalmente contrari all’idea di bloccare per altri sei o dodici mesi l’attività degli Enti intermedi e proponiamo un punto di svolta. Sia il parlamento adesso ad assumere l’iniziativa approvando in un paio di settimane una norma di sintesi fra le diverse posizioni politiche e che punti alla riduzione dei costi e alla efficienza dei nuovi Enti: elezione diretta del presidente del Consorzio e del presidente dell’Area metropolitana (o sindaco metropolitano); elezione di secondo grado per i consigli, secondo lo schema della Riforma Delrio; attribuzione delle competenze previste dalla legge 9/86 ai nove Consorzi di Comuni (Province regionali) e alle tre Aree metropolitane».
“Per saggiare la proponibilità di questo schema e uscire dal caos della cosiddetta riforma “Giletti” – conclude l’esponente del Centrodestra –  faccio appello al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana affinché convochi a giorni i rappresentati di tutti i gruppi per un confronto. Dopo un anno e mezzo e tre leggi di rinvio, vogliamo provarci?”.
Il discorso non fa una grinza e la dice lunga, non solo sul tempo trascorso invano, ma porta inevitabilmente alla conclusione che Crocetta ha trovato il mondo per gestire direttamente le Province fino alla fine del suo mandato:  un colpo di mano dopo l’altro.
In realtà i presunti risparmi economici, alla fine, graveranno solo sui cittadini che pagheranno dazio come già stanno facendo, con  minori servizi, chiusure di strutture culturali, assistenziali, formative e caos burocratico.
Da quello che ci è dato sapere, la tabella di marcia del governo regionale dei prossimi giorni e settimane non è precisamente confortante e su questo argomento assisteremo sicuramente, nonostante l’appello dell’on. Musumeci, ad ulteriori rinvii perchè la squadra di governo, lo ho dimostrato più volte, è di una debolezza disarmante e la competenza appare un criterio secondario così come l’esperienza. Per non parlare della “fedeltà” che è cosa ben diversa dalla lealtà.
Attenti, allora, cari lettori, alle confusioni. L’autorità ha poco a che fare con l’autoritarismo al quale Crocetta ricorre ogni qualvolta gli si presenta l’occasione.
Comprendiamo, in questo particolare momento, la richiesta dei sacrifici che tutti dobbiamo accettare e che tutti accetteremmo se riconoscessimo in coloro che ce li chiedono l’autorità per farlo.
Il fatto è che non riusciamo, nonostante gli sforzi, ad attribuirgliela e non ci riescono più gran parte di  coloro che alle elezioni gli hanno dato fiducia e aperto credito.

S.R.

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