PALERMO – Una delegazione della Commissione regionale Antimafia si è recata stamane a Palermo, al “Centro Padre Nostro”, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi, nel quartiere di Brancaccio, in occasione del ventiduesimo anniversario della sua fondazione, per manifestare solidarietà ai volontari fatti recentemente oggetto di intimidazioni. commissione_antimafia_visita_centro_padrenostroLa delegazione, guidata dal presidente Nello Musumeci e formata dai vicepresidenti Toto Cordaro e Fabrizio Ferrandelli e dal deputato Piero Alongi, è stata accolta dal presidente dell’Associazione Maurizio Artale, dal parroco don Maurizio Francofonte, dai dirigenti scolastici, dal presidente della II Circoscrizione Antonio Tomaselli e da numerosi rappresentanti del volontariato sociale. Presenti anche i fratelli del Beato don Pino, Gaetano e Francesco Puglisi. Nel corso dell’incontro, protrattosi per diverse ore, i rappresentanti del quartiere hanno lamentato l’assenza delle Istituzioni nonostante le numerose promesse recenti e remote ed hanno evidenziato la necessità di costituire un “osservatorio permanente” per portare a soluzione alcuni degli annosi problemi di Brancaccio. 

Nello_Musumeci_parla_centro_padrenostro“Siamo qui – ha detto il presidente dell’Antimafia Musumeci – non solo per testimoniare vicinanza e solidarietà a quanti operano nella legalità e nel sociale, peraltro destinatari di recenti intimidazioni, ma anche per dare un concreto contributo al raggiungimento di alcuni obiettivi prioritari, chiamando ogni Ente a fare la propria parte. La mafia non si combatte solo con le Forze dell’ordine, ma anche dotando i quartieri a rischio di strutture e di servizi che recuperino la perduta credibilità della pubblica Amministrazione”. Dall’incontro è germogliato un seme, che porta il nome di “Progetto Brancaccio 2.0- La Brancaccio del terzo millennio” che si prefigge lo scopo di “riqualificare e valorizzazione dei siti presenti all’interno della II Circoscrizione del Comune di Palermo”, come ad esempio i tre antichi lavatoi della zona, la torre dell’acqua, oltre al Castello di Maredolce, i bagni Virzì e numerose altre infrastrutture presenti nel quartiere. “L’idea progettuale”, stando a quanto riportato sul documento che certifica l’ideazione del progetto “che mira a riqualificare i suddetti territori, si colloca a pieno titolo negli obiettivi individuati dalla Commissione Europea per l’attuazione delle strategie definite nel Consiglio di Lisbona, che pone l’attenzione sul cosiddetto “capitale umano” come principale fattore di ricchezza di un paese. L’idea “Brancaccio 2.0” è stata già oggetto di condivisione con la Prefettura di Palermo e tutti i componenti della XVII legislatura – Commissione Parlamentare Antimafia. Il Progetto offre l’opportunità di consolidare azioni di intervento sinergico già da tempo portate avanti da diverse agenzie, istituzionali e non, con l’obiettivo comune di contrastare la cultura dell’illegalità, la dispersione scolastica e la bassa alfabetizzazione registrata su tutto il territorio.”

di Teresa Fabiola Calabria

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