CATANIA – Il comune di Catania sale alla ribalta nazionale, ma purtroppo ancora una volta non per eventi che ne fanno parlare bene. Il comune etneo è il più pignorato: questo è il singolare e triste primato raggiunto dall’ente catanese.

Catania deterrebbe, infatti, secondo Riscossione Sicilia, il record, tra 133 Comuni siciliani, per il mancato pagamento di Imu e Tarsu, con un debito di quasi 19 milioni di euro. Palermo sarebbe in difetto di “soli” 682mila euro. Lo denuncia il presidente di Riscossione Sicilia (la società che gestisce l’incasso delle entrate nell’isola per conto della Regione), Antonio Fiumefreddo, il quale quale  ha attivato il pignoramento di circa 43 milioni di euro su immobili appartenenti a più di più di cento Comuni siciliani. In alcuni di essi è già arrivato l’ufficiale notificatore con l’ingiunzione per mettere all’asta l’autobotte comunale o l’auto di servizio. Ci sono stati Enti che hanno pagato, altri che hanno chiesto la rateizzazione e chi, come quello di Catania, ha fatto ricorso in Tribunale o deliberato l’impignorabilità di somme ritenute fondamentali. Antonio Fiumefreddo, annuncia che “chiederà di dichiarare il dissesto finanziario dei Comuni che si rifiutano di pagare“.

Certo, ci chiediamo, come si  può chiedere ai cittadini di rispettare le regole e di non evadere le tasse, se poi sono le  stesse istituzioni a non dare l’esempio. Quando si parla di istituzioni, che non adempiono ai loro doveri, si ha un percezione astratta e non si comprende di chi sono le responsabilità. Chi è non fa il proprio dovere? l’ente? Già, ma dietro gli enti, così come dietro ogni società, non ci sono sempre degli uomini che li gestiscono?

Sal Gra


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