Riceviamo e pubblichiamo

CATANIA – Il nuovo piano di riequilibrio finanziario del Comune di Catania  è un documento sottoscritto solamente dalla Giunta Bianco, riversato agli ignari Catanesi di ora e ai loro figli per parecchi anni. I Catanesi non conoscono il contenuto e non sanno di aver stipulato un mutuo. Le enormi passività inserite nel documento sono debiti sostenuti dalle precedenti amministrazioni e anche da quella attuale.

Fatta questa premessa, l’assessore Giuseppe Girlando nell’ultima intervista rilasciata al quotidiano “La Sicilia” evidenzia in sintesi che grazie al nuovo Piano di riequilibrio , il Comune di Catania avrà un futuro roseo, pieno di risparmi. La lettura del suddetto articolo e del nuovo piano di riequilibrio, creano un senso di serenità e di pace da stare tranquilli fino a quando nostro Signore ci chiamerà in cielo, finalmente un giorno dall’alto insieme a Sant’Agata possiamo vedere, una città con armonia sociale ed economica, dove ogni catanese passeggia nella nuova pista ciclabile con spensieratezza insieme ai propri figli e nipoti.

Fin qui, tutto non fa una grinza, anzi quasi, quasi si potrebbe firmare e chiudere l’articolo sognando ad occhi aperti. Ma i sogni appena svegli finiscono, manco a dirlo dopo solo un giorno dalla pubblicazione del nuovo piano di riequilibrio, solo nei giornali telematici locali, si sente sbraitare un consigliere comunale, Manlio Messina, con tanto di carte a supporto per una presunta sottrazione di fondi dall’ AMT in liquidazione e versati al Comune di Catania, dei primi di Agosto 2016, quando tutti tralasciano tutto e con la parmigiana si trasferiscono nelle località marine.

Che brutto risveglio !!! Che incubo. Apriti cielo … ma stiamo ancora sognando ? Purtroppo no. Quindi bisogna fare un breve cenno con molta semplicità e chiarezza altrimenti si rischia di non essere compresi da tutti, principalmente dai non addetti al settore   sull’immediato passato per poi contestare in toto l’intero documento predisposto per salvare Catania.

La Corte dei Conti è intervenuta più volte, chiedendo alla Giunta Bianco chiarimenti e misure correttive in merito alle criticità rilevate nella stesura nei bilanci preventivi e consuntivi presentati negli ultimi anni. Le principali criticità segnalate nel corso del tempo, dalla Corte dei Conti siciliana sono state: Sull’enorme mole di debiti fuori bilancio da ripianare da parte del Comune di Catania; Sull’ Ammontare esatto dei debiti di alcune partecipate comunali e principalmente AMT in liquidazione e Sidra Spa; Sul ricorso continuo all’anticipo di Cassa

Sull’ enorme mole dei residui.

 Il Governo a giugno  2016 ha varato il decreto-legge del 24 giugno 2016, n. 113, che contiene, all’articolo 15, una norma che consente di aderire anche al Comune di Catania. La Corte dei Conti siciliana, infatti, aveva stabilito al 30 giugno 2016, il termine ultimo per la presentazione dei chiarimenti nel merito del piano di riequilibrio finanziario del capoluogo etneo; per effetto del decreto- legge del 24 giugno 2016, n. 113, invece, ha spostato tali termini al 30 settembre 2016. A conclusione con molta chiarezza e semplicità, il nuovo piano di riequilibrio predisposto ha incolmabili lacune   in   merito   all’esatto   importo dei   crediti   e debiti delle partecipate,  ancora oggi non risultano   depositate parecchie   assevererazioni dei rispettivi collegi dei revisori dei conti del Comune di Catania e delle partecipate. L’Associazione Kataneconomie, pertanto chiede all’amministrazione comunale il ritiro del nuovo piano di riequilibrio oppure una conferenza stampa trasparente, dove possono partecipare tutti ed avere una dettagliata analisi dei debiti e crediti delle società partecipate con   l’intervento dei   professionisti dei collegi  dei Revisori dei  Conti  sia  del Comune di Catania e anche di tutte le partecipate comunali.

Carlo Cittadino n.q. di Presidente dell’Associazione Kataneconomia

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