di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Attenzione e perseveranza nella lotta alla criminalità organizzata. Sono questi i due perni fondamentali attorno ai quali è ruotato il convegno indetto da Confcommercio Palermo, in occasione della Giornata nazionale di mobilitazione contro ogni forma di illegalità. Il convegno, preceduto dalla diretta streaming direttamente da Roma, che ha ospitato gli interventi del Presidente di Confcommercio Sangalli e del Ministro dell’Interno Alfano, ha dato modo ai presenti, riuniti a Palermo, di venire a conoscenza dei risultati finora ottenuti. Risultati che, pur nella loro positività, non possiamo e non dobbiamo farci bastare. Questo in sintesi il pensiero del Presidente della Camera di Commercio, Roberto Helg, che afferma: “Il contrasto all’illegalità è una componente che noi di Confcommercio abbiamo nel dna: questo ha fatto si che quello che inizialmente era una tematica trattata solo da noi, si sia esteso anche al resto del mondo associativo. Oggi esistono più di 80 sportelli di legalità, disseminati un po’ ovunque, soprattutto in quei territori in cui si diceva che la mafia non esistesse e che nemmeno il racket e l’usura vi fossero praticati.”

Gli fa eco Piero Agen, Presidente di Confcommercio Sicilia: “I nostri associati hanno ben compreso che l’unione fa la forza: denunciando tutti uniti, infatti, siamo più forti. Questo meccanismo ha dato vita ad un circolo virtuoso, che ha generato un cambiamento.” Immancabile il riferimento ai beni sequestrati alla criminalità organizzata: “Noi oggi, non possiamo più tollerare che un bene sequestrato alla mafia venga affidato ad un commissario, allo scopo di farvi nascere una qualunque attività commerciale che poi debba venire chiusa perché le banche ritirino il fido per timore di ritorsioni da parte dei mafiosi o per timore di un rischio qualsiasi. Chiediamo che dai beni sequestrati scaturiscano delle start-up che costituiscano elementi di legalità e crescita.”

A chiudere il cerchio, l’intervento del Vicepresidente Vicario di Confcommercio Sicilia, Rosanna Montalto, che dichiara: “I dati incoraggianti che abbiamo oggi a disposizione sull’apparente diminuzione della corruzione non debbono farci abbassare la guardia” ha detto riferendosi alle statistiche piuttosto rosee enunciate poco prima dal Ministro Alfano nella diretta streaming “in quanto sentire che il fatturato dell’illegalità pesa sulle imprese per oltre il 20% e che Cosa Nostra guadagna la cifra stratosferica di mille miliardi l’anno non può che farci riflettere. Ciononostante, oggigiorno, gli imprenditori messi davanti all’evidenza delle minacce subite, grazie a strumenti investigativi d’avanguardia come le intercettazioni, li spingono a collaborare, piuttosto che vedersi comminare l’accusa di favoreggiamento.” Il Vicepresidente ha poi continuato, affermando quanto sia necessaria una revisione alle normative vigenti in materia: “La legge 40 e la legge 108 in particolare, necessitano di una profonda revisione circa lo snellimento burocratico, e il risarcimento del danno usuraio, che spesso non basta nemmeno a rimettere in piedi l’azienda taglieggiata, che si vede costretta a chiudere nonostante il risarcimento ottenuto. Il Comune di Palermo ha istituito un fondo destinato alle vittime di usura, che assegna loro fondi per 5000 euro, ma questo, anche se è un segnale importante, non basta ancora.”

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