Gaetano Mancini, durante la 39esima assemblea a Roma di Confcooperative, è stato confermato vicepresidente nazionale.

Una nomina, voluta dai delegati delle 19 mila imprese aderenti all’organizzazione, che arriva dopo la riconferma lo scorso gennaio di Mancini a presidente regionale: “un onore – dice Mancini – poter rivestire ancora questo ruolo, soprattutto in un momento di forte cambiamento che abbiamo voluto per fare di Confcooperative una casa sempre più accogliente per le cooperative italiane”.

Negli ultimi mesi, infatti, si è dato vita a un processo di riordino territoriale che ha portato a un adeguamento della presenza nelle province che risponde al peso economico sui vari territori. Grazie a questo riordino, le strutture in Italia sono passate da 109 a 71 e hanno interessato 7000 cooperative: l’ottimizzazione delle risorse permette a Confcooperative di reinvestire 3,5 milioni di euro per potenziare l’offerta dei servizi per le associate e dare di più alle imprese senza però chiedere di più.

In Sicilia sono stati costituti 9 comitati territoriali e un’unica associazione regionale guidata, per l’appunto, da Gaetano Mancini. La nuova organizzazione è caratterizzata da un significativo aumento di specializzazione settoriale attraverso il potenziamento delle federazioni e del sistema dei servizi. Con oltre 2.100 cooperative aderenti, 110 mila soci, 24.500 addetti e oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro di fatturato, Confcooperative si conferma la più grande realtà associativa del settore in Sicilia.

Un futuro, quello della cooperazione, che guarda all’Alleanza delle Cooperative italiane: “l’Alleanza rappresenta – ha detto Mancini – il 25% del made in Italy agroalimentare, il 34% della grande distribuzione, una filiera di servizi, utility e costruzioni per un valore complessivo di 34 miliardi di fatturato, 7.000.000 di assistiti nel socio-sanitario, 4.450 sportelli bancari che rappresentano il 14,6% del totale italiano, il 20% dell’industria assicurativa del Paese. Rappresenta 13 milioni di soci, 1.300.000 occupati, 161 miliardi di euro di fatturato. Le cooperative – ha aggiunto Mancini – devono essere insieme uno strumento di crescita economica ma anche di emancipazione sociale. Con obiettivi moderni e con una strumentazione che sappia valorizzare giovani e donne come fattori di innovazione nella cultura, il movimento cooperativo in Sicilia, con Confcooperative, deve permettere al Pil regionale di crescere e nel frattempo bisogna rafforzare l’azione di rappresentanza nei confronti delle istituzioni e delle parti sociali per dare un nuovo impulso all’autoimprenditorialità e all’occupazione”.

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