ROMA – Il fiore all’occhiello dei tempi rosei dello sviluppo economico italiano era rappresentato dal “MADE IN ITALY” che era sinonimo di qualità.

La pressione fiscale e le decisioni politiche poco corrette hanno portato al crollo della produzione nazionale.

Tra i settori che hanno più risentito di questa crisi c’è quello primario: agricoltura e allevamento.

In questi ultimi mesi assistiamo a numerose operazioni delle forze dell’ordine, che si ringraziano per l’impegno, di controllo e sequestro di prodotti alimentari contraffatti spesso anche nocivi per la salute.

“Abbiamo appreso di sequestri di olio d’oliva con ‘falso made in Italy’ e non ultimo il sequestro di olive da tavola ‘verniciate’. – commenta il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – Cosa ha portato a tutto ciò?”

Girando tra gli scaffali dei negozi troviamo sempre più spesso prodotti extraeuropei e molti altri definiti “comunitari”.

Troviamo poi il prodotto nazionale italiano con tanto di tricolore ed etichette “DOC”, “BIO”, “DOP” e simili peccato però che costerebbero di più, non perché il produttore sarebbe impazzito, ma perché  per avere queste “certificazioni” ci sarebbero costi elevati, tempi lunghi e lobbies.

“Eppure basterebbe un semplice assaggio di un pomodoro “pachino” o “regina di Fasano” per assaporare il sole e la vitalità del prodotto che in nessun caso un ‘anemico’ bel pomodoro olandese darebbe come anche il nostro ottimo oro verde ricco di polifenoli. Intanto l’agricoltore, quello vero, sopravvivrebbe a stenti con tutte gli altri effetti collaterali. – dichiara Finocchiaro.

Perché per tutelare il nostro prodotto italiano ci si nasconde dietro l’Europa e le sue leggi? Noi vogliamo che i nostri Europarlamentare facciano la voce grossa a difesa del prodotto italiano.

L’agricoltura è il settore che sta dando la spinta a far ripartire la nostra macchina “Italia”, tanti progetti e finanziamenti che però molto spesso verrebbero riservati ai “soliti”  agricoltori dopolavoristi o alle solite associazioni  “snob”.

“Noi di Confedercontribuenti, difenderemo il nostro prodotto nazionale frutto del lavoro dei nostri agricoltori, quelli con i  calli alle mani  che devono avere la loro rivincita. La rivincita dell’agricoltura sarà la rivincita dell’Italia”- conclude Finocchiaro.

 

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