Guai a parlare male dei Consigli Comunali Siciliani, o perlomeno guai a farlo di tutti. Ce ne sono alcuni in cui si ammazzano di lavoro. Prendete per esempio Agrigento: nel 2014 ci sono state 1133 sedute, e cioè in media tre riunioni al giorno inclusi i festivi. A 50,34 euro di gettone a seduta sono costate 285.000 euro, ma che problema c’è? È giusto compensare gente che lavora giorno e notte e tiene la città come un gioiellino, che quando ci metti piede ti sembra di essere in Svizzera. Come dite? Secondo il Sole24Ore la provincia di Agrigento è al 107° posto per la qualità della vita? Va bene, va bene, poteva essere messa peggio… Ah, il 107° posto è l’ultimo? E quanto siete pignoli! Noi dobbiamo guardare lo spirito di sacrificio. Più o meno lo stesso spirito di sacrificio che incontriamo al Comune di Siracusa, dove il gettone di presenza per i consiglieri è di 65,55 euro. Secondo i dati del 2014, nei primi 11 mesi ci sono state 1201 commissioni, con 11.582 presenze costate 656.000 euro, certamente ben spesi. A Messina il gettone è di 56 euro, non abbiamo il dato sul numero di riunioni ma ci vuole poco a capire che si sono dati tanto da fare anche loro, visto che i lavori delle commissioni sono costati 900.000 euro. Va detto per correttezza che ad Agrigento e a Siracusa la Finanza sta cercando di capire se sono stati commessi reati ma si sa come sono fatte le Fiamme Gialle: sempre a pensare male. Sarebbero arrivate addirittura a ipotizzare che qualcuno dei consiglieri abbia approfittato dell’assenza di altri consiglieri per incassarne i gettoni, e in effetti sembra che qualche consigliere comunale non abbia riconosciuto la propria firma in calce alle deleghe. Ma perché essere sospettosi? Se è successo ci sarà certamente una spiegazione. Che so io, magari si tratta di consiglieri con la sindrome della doppia identità che firmavano con una calligrafia diversa e poi si dimenticavano tutto.

Un caso a sé, per il quale c’è chi grida al miracolo, è quello di Misterbianco in provincia di Catania dove, a giudicare dai verbali, ci sarebbero consiglieri capaci di essere presenti in due commissioni contemporaneamente. Che bello.

E il Consiglio Comunale di Palermo?

Confessate che temevate che in tutto questo questo ribollire di attività fosse rimasto al palo, eh? Tranquilli, niente paura. Palermo non si smentisce mai e tiene alta la bandiera, come si addice alla Capitale dell’Isola.

Penalizzata dal fatto che il numero dei gettoni erogabili sia di soli 21 al mese, Il Consiglio Comunale ha rimediato allo svantaggio decretandone l’importo singolo in circa 155 euro. Una cifra giustificata non solo dalla qualità dei risultati delle riunioni, che cittadini e turisti possono constatare andando in giro per la città; ma anche dal fatto che consente a Palermo, grazie anche ad altre spese, di salire trionfalmente sul podio dei consigli comunali più costosi d’Italia. Abbiamo fregato la grande e nordica Milano, ma anche la più grande e inventiva Napoli, per non parlare di Torino e Genova che hanno spese da poveracci, roba da ridere.

Certo, siamo ancora dietro Roma, la Capitale d’Italia è un osso duro da battere; ma sono certo che Palermo Felicissima qualcosa saprà inventarsela.

Per il momento accontentiamoci dei risultati conseguiti. Per noi Siciliani certe piccole soddisfazioni sono importanti: mi raccomando, non toglietecele, eh?

Carlo Barbieri imgselt

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