di Davide Di Bernardo

Il 5 ottobre 2015 con decreto da parte dello stato azero, in attesa della certificazione da parte della Farnesina, il Dottor Domenico Coco diviene Console Onorario della Repubblica dell’Azerbaigian per Sicilia e Calabria.

Uno degli scrittori e giornalisti italiani di maggior successo del dopoguerra, nonché penna dietro le quinte di film come 8 e mezzo, ovvero Ennio Flaiano, scrisse che il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni.

E’ con il dono di due libri, “Le relazioni internazionali dell’Azerbaigian” scritto da alcuni docenti universitari ed un numero della rivista “IRS Scoprire l’Azerbaigian” dedicato al suo patrimonio, inizia il nostro incontro con il neo Console Onorario della Repubblica dell’Azerbaigian Domenico Coco.
Sarà proprio la ripetizione del termine, spesso ostico da pronunciare, una delle linee guide dell’intervista che rappresenterà però in pieno l’amore del Console a questa terra che è il paese più grande del Caucaso sia per superficie sia per popolazione.

console Coco

Ecco l’intervista  in esclusiva al console:

Come nasce il suo interesse con l’Azerbaigian?
Adoro la mia città, Catania, e grazie ad un’amicizia in Turchia, mi trovai a visitare l’Azerbaigian e ritrovare la mia terra quand’ero bambino.
Le stesse strade, gli stessi odori.
Sarò di parte, ma mi sono sentito a casa rivedendo ciò che amo della mia terra.
Sono qui per aiutare tutti coloro che vogliono andare in Azerbaigian e da li crescere culturalmente e commercialmente.

Lintervista-a-S.E.-Vaqif-Sadiqov-ambasciatore-dellAzerbaijan-in-ItaliaCome avviene il contatto tra la Sicilia e l’Azerbaigian?
Nel 2012, quando l’Ambasciatore S.E. Vaqif Sadiqov ebbe il primo contatto con l’Italia, lo ebbe proprio con la Sicilia.
Egli si accorse subito, dopo la sua esperienza austriaca, come l’Italia fosse un paese particolare e “molto lungo”, dove la centralità di Roma non potrebbe mai gestire l’intera nazione. Intraprendiamo così un excursus che ci porta in Friuli, in Lombardia ed in altre regioni, arrivando alla conclusione dell’Ambasciatore che ammette come l’Italia sia un paese molto diverso all’interno dei suoi confini che cambia radicalmente da Bolzano a Trapani.
La seconda visita ufficiale, sotto mio stimolo, è in Sicilia. Qui ritrova tante similitudini con suo paese, diversamente dal nord Italia.

Ho notato che in Italia è già presente un altro consolato dello stato caucasico, si trova a Genova.
La Dottoressa Margherita Costa, già Ambasciatrice italiana, al suo rientro in Italia, accetta l’invito del Presidente della Repubblica di voler continuare a rappresentare, in senso opposto, la repubblica azera in Italia. Lei mi ha molto seguito ed aiutato in questi anni, nell’attesa della nomina e vorrei prendesse proprio lei la parola, durante la cerimonia d’apertura del consolato catanese. Quello genovese è molto importante ed ha circoscrizioni in Piemonte, Lombardia e Val d’Aosta.

BakuDal punto di vista politico ed integralista, vista la zona in cui si trova il paese, cosa può dirci?
Un paese mussulmano, ma istituzionalmente ateo con nessun tipo di integralismo o legame coi confinanti Iran, Georgia, Armenia e Kazakistan.
Non voglio parlare di politica, non è mia competenza, quindi non tratterò argomenti come quello delicato dell’indipendenza del Nagorno Karabakh, ma solo annunciare la ventura apertura della sede catanese dell’Ambasciata e quindi la grande apertura all’occidente dello stato.

Lo sport ha visto protagonista l’Azerbaigian negli ultimi mesi…
A fronte degli eventi calcistici, dove durante i match di qualificazione si è scontrata con la nazionale guidata da Conte – e lì ammette di aver un po’ tifato per l’Azerbaigian -, e sportivi come i Giochi europei dello scorso giugno, il paese ha avuto un momento mediatico di grande spicco che si ripeterà il prossimo anno con il primo Gran Premio di Formula 1 a Baku, la capitale, che come a Montecarlo si terrà tra le strade della città.

baku_piantina

Che rapporto vi è tra modernità e tradizione, proprio nella tanto ostentata capitale?
Baku rappresenta l’unione di tradizione ed innovazione.
Il GP la presenterà al mondo, forte di una nuova architettura a cui hanno partecipato anche i più grandi architetti del mondo, tra cui a breve anche l’italiano Renzo Paino.
Almeno cinquecento aziende italiane operano in Azerbaigian nel settore gas ed altre stanno avanzando in quello del Fashion, vista la crescita proprio di Baku.
Il food ha molta richiesta ed eventi come quello del GP saranno sicuramente di richiamo per marchi italiani e azeri.
La città cambia continuamente, come la sua economia, sempre in evoluzione.
Quando andai mi sembrò Disneyland con parti bellissime e altre più oscure, l’anno dopo anche quella parte era stata rivalutata.
Senza dimenticare il bagaglio storico, ma portando innovazione e modernità.
Grande interesse per i musei, dove l’Haydar Aliyev Center, progettato dall’anglo-irachena Zaha Hadid, rappresenta secondo il Newyork Times la capacità dell’artista di colmare la distanza fra mondi diversi: “tradizionale disegno in prospettiva e immagini generate al computer, l’epoca dei manifesti utopici e gli ambigui valori dell’era dell’informazione”.
Proprio ciò che vuole rappresentare al mondo l’Azerbaigian.

Com’è collegata all’Italia?
I collegamenti con Baku sono settimanali da Roma e Milano e via Istanbul anche da Catania.
Il paese è turcofano, con strati di russo e azero, e la vicinanza al più avanzato stato turco non fa altro che aumentare l’interesse per una nazione che mira a divenire ponte tra Europa e Asia.
Via Georgia/Tiblisi sta invece per arrivare in Puglia ed in Italia il Trans Adriatic Pipeline, gasdotto che migliorerà ed aumenterà i rapporti con lo stato italiano e tutta l’Europa.

La maggior parte dei governi in carica negli ultimi vent’anni, a dispetto di chi sta all’opposizione, che poi cambia opinione una volta eletto, ha sempre avuto come primo punto per il sud la costruzione di un ponte da Messina a Reggio Calabria.
Eppure, un altro ponte, molto più solido e sostenuto da sole 80 pubblicazioni in un anno, solo per quanto riguarda la lingua italiana, sta per sorgere grazie alla volontà di un’intera nazione e delle persone che ne sposano la causa.
Questo ponte non sarà di soli 3,2 chilometri, andando da Scilla a Cariddi, dalla Calabria a Messina.
Il ponte forgiato da oggetti inanimati, ma contenente i sogni degli uomini che credono in tale progetto e nella “voglia di accogliere” sarà lungo oltre 3.000 chilometri ed andrà da Catania e Baku, per riscoprire luoghi di storie antiche quanto l’uomo che si affacciano con impeto al vecchio continente, purtroppo rimasto adagiato ai suoi allori classici.

di Davide Di Bernardo

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