Il calcio è stata un’invenzione fascista in Italia. Si doveva nazionalizzare il popolo e non si trovò strumento più confacente, migliore delle palle e degli stadi dove concentrare, sorvegliare e rincoglionirlo, il popolo.

Dopo il fascismo, il postfascismo e la televisione con i suoi diritti milionariamente pagati e che rendono inutili le masse dei paganti, dei tifosi. Questi, mummmificati quali elementi di arredo, come fiori di plastica, reagiscono con la violenza per appropriarsi del loro ruolo di protagonisti obsoleti sugli spalti.

Una misura antifascista, contro l’arcaicità del fascismo footballistico, contro la demagogia dei politici e contro la violenza, l’oltranza, l’esagitazione dei tifosi legittimate dalla tribù politica in cerca di consenso, comunque e dovunque suscitato, sarebbe quella di vietare ai politici di presenziare manifestazioni sportive e, calcistiche, innanzitutto.

Ogni sindaco d’Italia, anche se mutilato degli arti inferiori, ama proclamarsi il primo tifoso cittadino, ama farsi fotografare con il pallone ai piedi, la testa nel pallone. Cominciamo dalla politica. Tutti abbiamo notato la ferocia patetica di Grasso e di Renzi (che ancora protesta per non avere potuto giocare a calcio) in tribuna all’Olimpico, ostaggi e icone del calcio di Gerry! Daspo a vita per i politici! Io mi sono autodaspizzato da tempo.

A proposito dell'autore

Docente di Storia e Ispettore Ministeriali Beni Archivistici

Tino Vittorio insegna Storia Contemporanea all'università di Catania ed è Ispettore Ministeriale dei Beni Archivistici. Ha lavorato sulla questione agraria italiana e, in particolare, siciliana tra Ottocento e Novecento, sulla risorsa-mare nella storia dell’Occidente, su storiografia e letteratura (Sciascia, Manzoni). Ha tra l'altro pubblicato: Il lungo attacco al latifondo, Catania 1985; Michele Amari. Memorie sugli zolfi, Palermo 1990; Sciascia, la storia ed altro, Messina 1991; L'ordine e la moralitànegli affari a Catania, Catania 1993; Ristampa anastatica ed introduzione del Piano Regolatore per il risanamento e per l'ampliamento della città di Catania, di Bernardo Gentile Cusa, Catania 1995; La mafia di carta, Rimini 1999; Il parco Letterario di Brancati, Catania 1997; Catania a Pezzi, Ed. Greco 2003; Storia del Mare,  ried. Selene 2005.
 

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