PALERMO – Lo scorso 30 settembre è stata condotta un’intensa attività di vigilanza nei confronti di motopescherecci di paesi extra UE (Tunisini ed Egiziani) nella zona di mare limitrofa alle isole di Lampedusa e Linosa.

FOTO 2L’attività è stata condotta con l’ausilio di mezzi navali ed aerei della Guardia Costiera e coordinata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, dalla Direzione Marittima di Palermo ed eseguita dal personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Lampedusa e dagli equipaggi imbarcati sulle motovedette di stanza in quel porto. Sono stati impiegati, in particolare, il velivolo ad ala fissa ATR42MP in dotazione al 2º Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania, decollato dalla Base Aeromobili etnea, una motovedetta classe 200 e due motovedette classe 300 di stanza presso l’isola di Lampedusa. L’operazione è stata portata a termine dopo un’impegnativa e significativa attività di monitoraggio, resa possibile grazie all’impegno coordinato del velivolo di stanza presso il Nucleo Aereo di Catania. Quest’ultimo ha consentito di seguire le attività di alcuni motopesca e riprenderne le fasi di navigazione e le attività di pesca.

L’esito di tale intensa attività di vigilanza ha consentito di intercettare il peschereccio tunisino “Mohamed Aziz”, intento in attività di pesca all’interno delle acque territoriali italiane a Sud Ovest dell’isola di Linosa, con rete in mare e disposta in assetto di pesca.

A seguito di disposizioni del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Agrigento, l’imbarcazione è stata scortata nel porto di Lampedusa per accertamenti: si procedeva quindi alla successiva ispezione agli attrezzi di pesca (una rete a circuizione) ed al pescato.

Al comandante del peschereccio, cittadino tunisino, è stato fermato in quanto intercettato ad effettuare attività di pesca in acque sottoposte alla sovranità di altri stati, nonché privo dell’autorizzazione dello stato costiero. Tale violazione è punita con l’arresto da due mesi a due anni, o con l’ammenda da 2000 a 12000 euro.
Veniva, così, eseguito il sequestro probatorio della rete da pesca del tipo circuizione, della lunghezza totale di 700 metri ed altezza di circa 200 metri.

Al termine delle attività, al peschereccio è stato consentito di riprendere la navigazione di rientro in Tunisia. Dato il valore economico della rete sequestrata (quantificato in circa 80.000 euro), si auspica che i frequenti controlli costituiscano un forte deterrente per quei pescherecci appartenenti a paesi extra UE a non perseguire queste condotte illecite e nel contempo di riuscire a tutelare i pescatori nostrani nell’ambito del complesso sistema normativo che regola la materia

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