di Gianluca Virgillito

Si apre il sipario sul Catania 2014/15. Contro il Sudtirol, nel secondo turno di Coppa Italia, il sodalizio etneo guidato dal siracusano Maurizio Pellegrino è chiamato al riscatto dopo la precedente stagione, conclusasi con l’amara retrocessione.

Il pubblico catanese accorre per vedere all’opera la nuova squadra. Gli occhi sono puntati su Rosina, Martinho, Calaiò, i giocatori chiamati a dare l’apporto decisivo per la galoppata etnea verso il paradiso del calcio: la Serie A. In tal senso questa serata di Coppa può essere considerata un banco di prova.

Scende in campo la formazione annunciata: 4-3-3 con Terracciano tra i pali, il giovane De Matteis sulla fascia destra, Gyomber, Capuano centrali, Monzon sull’out sinistro; centrocampo con Almiròn, Rinaudo e Chrapek; attacco veloce e dinamico con il tridente nuovo di zecca Rosina, Calaiò, Martinho. Si accomodano in panchina Ficara, Ramos, Calello, Lodi, Garufi, Marcelinho, Barisic, Di Grazia.

Per il Sudtirol di mister Claudio Rastelli, spregiudicato 4-3-3: Melgrati, Kiem, Tagliani, Ientile, Martin, Mazzitelli, Tait, Fink, Campo, Fishnaller, Cia. A disposizione: Miori, Bertinetti, Brugger, Branca, Canotto, Marras, Chinellato.

Il primo tempo mostra un Catania intraprendente e a tratti pasticcione con qualche palla persa di troppo, soprattutto a centrocampo. Rosina, già in palla, è il giocatore più pericoloso, con continui inserimenti sulla fascia destra. Ci prova continuamente a sfondare, trovando però il muro altoatesino. Martinho si dimostra una spina nel fianco, capace di mettere in difficoltà qualunque difesa, Chrapek mostra autorevolezza in mediana, smistando palloni precisi e intelligenti. Ma la prima, vera opportunità del match è del Sudtirol, con Tait, che scaglia una bordata da fuori area e trova Terracciano abile a respingere in angolo al diciannovesimo. Al ventitreesimo il vantaggio rossazzurro: Chrapek in versione ispiratore scambia prima con Rosina e poi con Martinho che penetra dalla sinistra nell’area avversaria e realizza l’uno a zero. Cia al ventiseiesimo e soprattutto Fishnaller sette minuti più tardi mettono in seria difficoltà Pietro Terracciano che si supera, sventando gli attacchi. Catania, guardingo, al controllo del risultato, prova qualche ripartenza. Al quarantunesimo dopo un’azione d’angolo, Rinaudo crossa in area per Capuano, che svetta per l’ accorrente Rosina: palla fuori. Un minuto più tardi opportunità per Monzon, imbeccato da Calaiò, ma il tiro finisce fuori.

Nella ripresa, subito accelerato il ritmo dei rossazzurri, che vogliono chiudere la pratica. Al cinquantesimo, ancora uno scambio Chrapek-Martinho, con il brasiliano che scaglia un rasoterra su cui Melgrati si oppone. Subito dopo, al cinquantunesimo, tiro dal limite proprio di Chrapek, che finisce alto di pochissimo. Prima di lasciare la partita, Campo, su punizione concessa al Sudtirol per fallo di Rosina, impegna severamente Terracciano, che sventa ancora in angolo. Al posto del numero sette altoatesino, in campo Branca. Esordio per Calello al sessantacinquestimo: subentra al posto di uno stremato Almiron. Partita opaca per il numero quattro etneo, che sbaglia qualche passaggio di troppo, ma che appare comunque, fisicamente, sulla via del recupero. Sessantottesimo: Rosina viene atterrato al limite dell’aria. Punizione battuta da Calaiò che trova la respinta uno strepitoso Melgrati. Sulla ribattuta Calello la spara alta. Standing ovation per Chrapek, al settantasettesimo, che lascia il posto a Marcelinho. Martinho si riposiziona in mediana, il numero sette rossazzurro va ad occupare la fascia offensiva di sinistra. Ma in realtà, e questa è la chicca del gioco voluto da Pellegrino, non ci sono posizioni fisse: i giocatori si scambiano continuamente e Martinho sembra essere il perno centrale di questa mobilità tattica. Occupa diligentemente tutti i ruoli sulla sinistra, all’occorrenza diventa anche terzino per coprire le galoppate di Monzon, coordina bene il gioco a centrocampo e diventa attaccante di razza in avanti. Prima della fine, all’ottantanovesimo, gran botta del neoentrato Marcelinho: ancora spettacolare Melgrati.

Primo impegno superato con successo. Catania concreto, vivace, che deve ancora mettere minuti nelle gambe e acquistare brillantezza, ma gli aspetti positivi non sono mancati, primo fra tutti un super Martinho. In vista dell’esordio in campionato contro il Lanciano, un altro test importante, al terzo turno della Coppa Nazionale, contro il Cagliari di Zeman, che nel precampionato non ha fatto certamente bene.

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