Nell’antica Grecia Morfeo, figlio di Ipno (divinità del sonno) e Notte, è il dio dei sogni, concepiti come mondi altri dentro i quali vivere realistiche illusioni. E di realistiche illusioni si parla anche nel film Matrix, dei fratelli Lana e Andy Wachowski. Nella pellicola Morpheus, appunto, è il personaggio che rivela al protagonista, Neo, di stare vivendo all’interno di un mondo virtuale, come se dormisse, lo sognasse, da sempre. Oggi, la realtà è continuamente ibridata con le nuove tecnologie. Dopo il lancio dei Google Glass e più recentemente di Microsoft HoloLens, la direzione intrapresa dalle grandi major del settore è: catapultare l’utente in una realtà virtuale o in una in cui reale e irreale si mescolano. Questo il proposito di Sony, azienda leader nell’home entertainment.

Black Ops III

Scena tratta da “Call of Duty: Black Ops III”

Nel 2016 verrà lanciato Morpheus, dispositivo 3D per la realtà virtuale, in grado d’immergere “letteralmente” gli utenti di PlayStation 4 dentro i loro giochi. Da un punto di vista tecnico Morpheus è un casco provvisto di doppio display OLED, con risoluzione Full HD 1920×1080 punti e frequenza di aggiornamento a 120 Hz per evitare di frammentare le immagini; nel caso in cui avvenisse, considerata la prossimità degli occhi allo schermo, un eventuale calo di frame rate potrebbe causare sindrome da “motion sickness”, ossia vertigini, nausea e stanchezza dovute al disaccordo tra movimento percepito visivamente e sistema vestibolare. Attualmente i titoli testati, come ad esempio Call of Duty: Black Ops III e Battlezone, girano a una velocità di 90 FPS, ma i tecnici di Sony, per una migliore resa grafica e fluidità dell’ambiente tridimensionale, puntano a raggiungere i 120 FPS stabili. Anche il comparto audio, di vitale importanza per la realtà virtuale, non è stato sottovalutato, ma si presenta come uno dei più sofisticati in commercio: nel casco sono inclusi due altoparlanti in grado di riprodurre suoni 3D Dolby Surround 7.1 collegati a un giroscopio, cosicché se il giocatore gira la testa a destra o a sinistra, in base al luogo di provenienza del rumore, questo si attenua o acuisce. Unica pecca di Project Morpheus (questo il nome completo dato da Sony) è l’utilizzo del DualShock 4 per controllare i movimenti in game; probabilmente la soluzione migliore sarebbe stata un’integrazione totale con PlayStation Camera. Molti tester, comunque, si sono emozionati nel provare Morpheus: che la più immersiva realtà virtuale mai progettata si trovi dietro a un angolo di visuale di 100 gradi, esattamente come quello del visore prodotto dall’azienda nipponica?

Alberto Molino

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