di Elisa Guccione

CATANIA- «La morte di Rocco Chinnici è diventata lo spartiacque tra una fase di ombra e una di luce in cui i magistrati hanno preso maggiore coscienza della lotta contro la mafia». Così Nello Musumeci, presidente Commissione regionale Antimafia, nella gremita sala della libreria Mondo Libri in occasione della presentazione della pubblicazione, “Così non si può vivere” Rocco Chinnici: la storia mai raccontata del giudice che sfidò gli intoccabili, descrive la carismatica figura del giudice antimafia Rocco Chinnici. L’incontro culturale, coordinato magistralmente da Santino Mirabella, giudice del Tribunale di Catania,  promosso da Confcommercio di Catania insieme all’Associazione Antiracket ed Antiusura Rocco Chinnici, è stato animato da Antonella Barrera, sostituto Procuratore, Fabio De Pasquale ed Eleonora Iannelli, giornalisti ed autori dell’opera, e  Nello Musumeci.SAM_3245

Il volume, scritto nell’arco di due anni dopo approfondite ricerche e studi, ha riportato alla luce elementi necessari ed utili per la riapertura dell’inchiesta sulla strage del 20 luglio 1983, che ha visto cadere il giudice, due uomini della scorta e il portiere dello stabile in cui abitava Rocco Chinnici. «Solo recentemente è stata rivalutata la figura di quest’uomo  che dava la caccia alla mafia militare, ma soprattutto ai colletti bianchi, per stanare il terzo livello quello degli intoccabili – spiega Fabio De Pasquale – e come ha detto il giudice Di Mauro non esistono vittime di prima o seconda classe. SAM_3237Questo libro è un atto d’amore e un doveroso omaggio verso un uomo che ha capito per primo che la cultura dell’antimafia inizia dai banchi di scuola». Il migliore alleato della mafia è l’omertà a volte consapevole a volte spontanea. Il messaggio lanciato da questo volume, in cui non è delineata solo la personalità di un magistrato intelligente ma anche dell’uomo, del padre e dell’amico, è un segnale di vittoria, perché dopo gli elementi portati alla luce dal magistrato c’è stata una grande cambiamento da parte di tutte le classi sociali. Un testo avvincente che punta a sottolineare l’incertezza in cui si sono mosse le indagini sulla tragedia mafiosa descrivendo, a distanza di trentun’anni,  i tanti punti interrogativi e le zone d’ombra che non hanno riscattato né la famiglia né i milioni di siciliani onesti.cop

Toccante il video proiettato a conclusione della serata in cui si è avuto modo di rivedere i momenti della tragedia ed ascoltare dalla viva voce di Chinnici invitato ad una tribuna politica della Rai il suo pensiero sulla mafia. «Non ci vogliono solo buoni magistrati o astuti politici – ripete Rocco Chinnici nel video – per sconfiggere la mafia, perché la mafia è un problema culturale. Non c’è crescita se lo Stato non vince sull’Antistato».

Elisa Guccione

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