di Graziella Nicolosi

CATANA  – Catania città insicura? A leggere le ultime cronache parrebbe proprio di sì. O almeno, è questa la percezione che ne hanno residenti e turisti. L’ultimo episodio nella notte fra martedì e mercoledì scorso, quando, in via Landolina, al centro di quella che un tempo fu la “movida” del centro storico, una lite fra extracomunitari si è conclusa con un accoltellamento, ripreso da alcune foto che subito hanno fatto il giro del web.

E mentre sui social network monta la rabbia dei cittadini, che scrivono preoccupati di non voler più uscire la sera per paura, anche i politici prendono la parola: chi lamentando l’operato dell’amministrazione comunale, chi chiedendo soluzioni immediate.

Le reazioni non mancano da entrambi gli schieramenti. “Come circolo del centro storico del Partito Democratico non possiamo che esprimere preoccupazione per i fatti di violenza accaduti negli ultimi giorni nelle vie cittadine, e riteniamo fondamentale un intervento immediato dell’amministrazione”. Lo afferma Adele Palazzo, segretaria del circolo Pd Centro Storico, secondo cui “i continui episodi di violenza quotidiana rappresentano un fenomeno di forte e ormai dirompente disagio umano e sociale, un malessere che ha toccato punte estreme e da non sottovalutare, come la disperazione dell’ambulante che si è dato fuoco in piazza Risorgimento o l’ultimo femminicidio accaduto non meno di due giorni fa. Non meno gravi sono le forme di bullismo di giovanissimi e le risse per strade, che testimoniano la perdita di ogni senso civico e di appartenenza a una comunità che si dà delle regole e le rispetta”.

La Palazzo ricorda i fatti del lungomare di Ognina, quando un ciclista venne aggredito (con seguente coda polemica), nel corso della manifestazione “Lungomare liberato”. Per l’esponente del Pd “anche quei fatti possono essere letti in forma di conflitti sociali in cui le istituzioni non vengono riconosciute nelle proprie forme di mediazione”. “Per questo – aggiunge –  riteniamo che le forze politiche, sociali e la cittadinanza debbano realmente interrogarsi su quello che sta accadendo a Catania e auspichiamo che i fatti di violenza accaduti non diventino occasioni per strumentalizzazione politiche, ma occasione di proficua collaborazione trattandosi  di eventi dolorosi che toccano fortemente la nostra comunità”.

Per Luciano Zuccarello, componente dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale, “la recente e sanguinosa rissa dell’altra notte in piazza Teatro Massimo dimostra chiaramente come si sia raggiunto il minimo storico in materia di sicurezza e ordine pubblico”, tanto più grave considerando che Bianco è stato ministro dell’Interno. “I catanesi – rimarca – hanno paura di uscire per strada e di attraversare il centro, non solo le stradine, ma anche il corso Sicilia che una volta rappresentava la “city” e adesso è un dormitorio a cielo aperto”.

Zuccarello ne approfitta per puntare il dito sugli “esperimenti falliti” della Giunta in tema di viabilità. “Esperimento Lungomare liberato: fallito. E così anche il nodo Gioeni, la rotatoria naturale di corso delle Provincie, lo spartitraffico al lungomare, costato 50mila euro. “Sperimentare”,  recita il vocabolario,  “è un metodo che procede per indagini e ricerche fondandosi sull’esperienza”, ma niente di tutto questo è stato fatto dall’ Amministrazione  Bianco in questi mesi di novità tese a rivoluzionare la nostra città, nè  nessuno era stato informato e si sa quanto conta il confronto con le persone, con le categorie interessate e con le attività commerciali di una città quando si vogliono introdurre novità che stravolgono e modificano la vita di tutti i giorni”, ha evidenziato l’esponente di Fratelli d’Italia.

“Piuttosto – conclude Zuccarello – si sperimenta alla mago Merlino, che non sapeva che quantità, che cosa e in che modo si creavano le porzioni magiche e quindi ne veniva fuori un pastrocchio senza senso e finalità. Ma mago Merlino faceva sorridere nel famoso cartone animato, ma che diventa devastante quando si impatta sulla vita delle persone”.

Un invito a mantenere la calma giunge dal deputato Ars Marco Falcone, secondo cui l’uccisione della ragazza trentenne avvenuta nella zona della stazione di Catania è solo “l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza che riguarda Catania”. “È incredibile – aggiunge – ciò che sta succedendo: ogni giorno incontro cittadini che hanno il timore di passeggiare in centro. Gli episodi di inciviltà, purtroppo, non risparmiano nessuno: dai bambini agli anziani”.

Nonostante questo, Falcone invita la cittadinanza a mantenere la calma. “Non possiamo permetterci di perdere il controllo in questo periodo di crisi: questi eventi danneggiano gravemente l’immagine di Catania.”

Alle critiche, il sindaco di Catania Enzo Bianco risponde con una promessa: “chiederò subito al Prefetto di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere dei fatti criminali registrati negli ultimi giorni nel centro storico in particolare nelle ore notturne”.

“Questa città – ha aggiunto – ha dentro di sé tante energie positive, ma, come ripeto da tempo, è anche per certi versi profondamente imbarbarita e a volte addirittura folle. La movida deve tornare ad essere un fiore all’occhiello di Catania e stiamo lavorando per questo, sotto il profilo, oltre che della sicurezza e dell’ordine, anche culturale. Una battaglia che deve essere di tutti i Catanesi onesti”.

L’auspicio del sindaco (e di tutti i catanesi) è che ci si muova  tempestivamente “perché la sicurezza è la precondizione per lo sviluppo delle attività commerciali, ma è anche garanzia di serenità per i residenti”.

Scrivi