I carabinieri della Stazione di San Filippo del Mela, agli ordini del Luogotenente Rocco Romeo, hanno eseguito 7 misure cautelari emesse dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto per due diversi crimini in stile “Arancia Meccanica”, entrambi, appunto, caratterizzati da efferata violenza. I due episodi, benché appartenenti ad ambiti differenti e avvenuti in diverse circostanze di luogo e tempo, hanno come comune denominatore la giovane età degli aggressori, l’aver agito in “branco” e la particolare brutalità.

Fulvio Otera

Fulvio Otera

Marco Otera

Marco Otera

Il primo episodio risale al 9 marzo 2014. La vittima, una 32enne di Santa Lucia del Mela, poco dopo le 20, stava andando con la sua autovettura a prendere al lavoro a San Filippo del Mela un’amica. Giunta nella frazione Cattafi si è trovata di fronte uno sconosciuto che le ha imposto di arrestare la marcia. A quel punto l’auto è stata circondata da quattro malintenzionati che, dopo aver aperto lo sportello del veicolo, l’hanno trascinata fuori cominciando a colpirla prima con calci e pugni e poi con un bastone di legno alla testa. Al termine dell’agguato i quattro sono saliti a bordo del veicolo dandosi alla fuga con il mezzo. La vittima, ferita e sotto shock, è stata soccorsa dai Carabinieri e dai sanitari dell’Ospedale di Milazzo che l’hanno giudicata guaribile in una decina di giorni.
I militari hanno, così, cominciato una serrata attività d’indagine per ricostruire l’accaduto ed individuare i responsabili. Due giorni dopo la rapina è stata rinvenuta, abbandonata a Pace del Mela, l’auto rubata sulla quale è stato eseguito un accurato sopralluogo e accertamenti tecnici da parte dei Ris di Messina che, uniti alle testimonianze raccolte, hanno portato a ricostruire l’intera dinamica e scovare i malviventi.
I quattro, tutti già noti alle Forze dell’Ordine e accusati di rapina in concorso e lesioni personali aggravate, sono: i fratelli Fulvio e Marco Otera di San Filippo del Mela (rispettivamente di 33 e 22 anni), entrambi sottoposti agli arresti domiciliari; Raffaele Maiorana (19 anni) e Tindaro Manuri (33 anni), di Pace del Mela entrambi sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Antonino Mazzeo

Antonino Mazzeo

Il secondo episodio risale al 16 luglio 2014. Presso il centro sportivo dell’Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella a San Filippo del Mela si stava disputando la finale di un torneo di calcio a 5, organizzato dal parroco e denominato “Torneo dell’amicizia”. Nonostante il riferimento all’amicizia in campo si respirava un clima teso. Una delle due squadre era sotto di alcuni goal, soprattutto a causa di un giovane attaccante dal fisico esile ma dal grande talento, che da solo aveva segnato otto reti. Nella squadra che si avviava a perdere cresceva il nervosismo e soprattutto la frustrazione verso il ragazzo, considerato la causa principale della dura sconfitta. A un certo punto uno dei calciatori avversari, incassata l’ennesima marcatura e in preda alla rabbia, lo ha colpito con una testata e con calci e pugni. Sugli spalti ad assistere all’incontro c’era anche il fratello maggiore del giovane attaccante, un 29enne di San Filippo del Mela che fa il cameriere in Germania, che vista l’aggressione in corso ha cercato di entrare in campo. Giunto al cancello d’ingresso ha visto due giocatori della squadra avversaria che prima hanno insultato e poi hanno aggredito l’arbitro. L’uomo ha tentato comunque di entrare ma un calciatore avversario prima gli ha ostruito l’ingresso e poi lo ha colpito con calci e pugni. In pochi istanti il 29enne si è trovato circondato da tre calciatori che lo hanno aggredito con particolare ferocia tanto da farlo cadere sul tavolo dove erano esposte le coppe, trofei del torneo. La vittima è stata aggredita più volte con calci e pugni fino a che uno degli aggressori ha raccolto addirittura una coppa da premiazione, di marmo e metallo, colpendolo con questa duramente e ripetutamente sul viso. Il 29enne, gravemente ferito, è stato trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto dove gli è stato diagnosticato un trauma cranico-facciale con varie fratture e la perforazione di un timpano, lesioni gravissime guaribili in più di un mese.
I Carabinieri di San Filippo del Mela, poco dopo l’aggressione, hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza le fasi dell’aggressione e individuare i responsabili. Al termine degli accertamenti, su richiesta della Procura barcellonese che concordava pienamente con i riscontri investigativi dei militari sono stati fermati tre soggetti, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, per lesioni gravissime in concorso: Antonino Mazzeo (30 anni) di Barcellona Pozzo di Gotto, sottoposto agli arresti domiciliari, Giovanni Fiore (25 anni) e Giuseppe Dama (28 anni) di Milazzo, entrambi sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Alessandro Famà

A proposito dell'autore

Giornalista free lance - Educatore dell'infanzia

Comincia la sua carriera giornalistica scrivendo per il giornalino del liceo scientifico che frequenta. Entra a far parte della redazione catanese del Giornale di Sicilia, da cui non si è mai separato, nel 2005. Primo articolo ufficiale realizzato il 23 ottobre 2005 (a 19 anni ma il 31 ottobre sarebbero stati 20) per la gara di calcio di Prima categoria Calatabiano - Victoria 1-0. Dopo anni di studio e sacrifici ottiene la laurea in "Educatore dell'infanzia" nel 2013. Attualmente collabora anche con gds.it, con HercoleTv e con il mensile Il Cittadino Libero. Ama il cinema, i concerti, i viaggi e la buona musica. Ha visitato tutta la Sicilia, Malta, il Salento, Roma, Venezia, Milano, la Romagna, Firenze, Pisa, Lucca, Ascoli, Varese, Aosta, Caserta, Napoli, Perugia, Parigi, Barcellona, Basilea, Ginevra e Lugano. Lo sport in generale è la sua passione ma specialmente il calcio, la pallavolo, il basket e l'atletica leggera. Inoltre segue costantemente la cronaca nera, bianca e la politica.

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