CATANIA − “I dati pubblicati nel rapporto Svimez di oggi confermano tutta la drammaticità della situazione attuale e il continuo impoverimento delle regioni del Mezzogiorno, in particolare della Sicilia. Una condizione che si riscontra anche dagli ultimi report delle Fondazioni Res e Curella e che purtroppo non rappresenta più una novità. Da tempo lo ha denunciato la Cisl che, in questi anni, ha anche proposto soluzioni per far crescere il Sud e fermare il rischio tracollo dell’intero Paese”− dichiara Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl catanese,  che è intervenuta sugli ultimi dati dei report economici che riguardano la situazione della Sicilia e del Meridione d’Italia. “Nel territorio siciliano che la crisi la vive da sempre – sottolinea Rotolo – quella che da tutti è definita come la più grande crisi economica e finanziaria del dopoguerra, iniziata nel 2008, ci ha fatto pagare un prezzo ancora più salato delle restanti regioni del Paese. Ed è per questo che, proprio a partire dal territorio, serve adesso uno scatto di orgoglio affinché si possa rimettere al centro del dibattito politico il lavoro e lo sviluppo, avviando immediatamente tavoli istituzionali mirati, che devono coinvolgere Comuni, Regione e Governo nazionale. Abbiamo bisogno di una grande determinazione da parte di tutti gli attori – avverte – per poter raggiungere accordi locali per rilanciare investimenti e occupazione in modo da invertire un trend ormai decisamente pericoloso per i livelli di povertà raggiunti”.

In questo quadro, la Cisl di Catania, ancora una volta, invoca il coinvolgimento di istituzioni, attuali e future, forze sociali e le associazioni imprenditoriali del territorio etneo, in una alleanza, un Nuovo Patto per il Sud Est Sicilia. “Un accordo – precisa Rotolo – che abbia tempi definiti per l’analisi, la programmazione e la realizzazione, e che si ponga obiettivi chiari, misurabili e verificabili”.

Secondo la numero uno della Cisl etnea, che ha coniato lo slogan/hashtag per le reti sociali #NewDealSudEstSicilia, “il nuovo patto sociale per il Sud Est deve articolarsi in due grandi direttrici: lo sviluppo del territorio e la ristrutturazione della spesa pubblica. Nella prima – spiega – ci si pone di raggiungere obiettivi che affrontano lo sviluppo attraverso politiche industriali per la microelettronica, la farmaceutica, la green economy, il settore agroalimentare e la grande distribuzione; politiche per il turismo e valorizzazione dei patrimoni naturali e artistici; al centro la costituzione di filiere, con accordi territoriali, anche con ricerca e università; e l’infrastrutturazione del territorio. Contemporaneamente, nella seconda, in un quadro in cui si prevedano ingenti tagli alle risorse per i bilanci locali, dovrà essere affrontata con rigore il tema della ristrutturazione della spesa pubblica, per eliminare sacche di spreco e investire in servizi efficienti, e l’introduzione dell’armonizzazione dei sistemi contabili. Andranno affrontate – specifica Rotolo – le questioni relative al personale, ai precari; poi, il destino delle società partecipate (trasporti, acqua, gas), il settore dei rifiuti, e lo sviluppo della filiera; l’edilizia pubblica, scolastica e popolare; l’organizzazione e l’integrazione dei servizi socio-sanitari; infine l’edilizia residenziale pubblica, per rispondere alla fame di alloggi popolari. Una risposta accorata deve venire dal Mezzogiorno – conclude la segretaria generale della Cisl di Catania – da quanti come noi vivono tra le persone che continuano a perdere il lavoro, dai lavoratori, dalle lavoratrici e dai pensionati tartassati dal fisco e dai giovani costretti a emigrare. Partiamo dalle eccellenze del Distretto Sud Est Sicilia per far ripartire il Sud e il Paese”.

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