Dopo l’arresto di Tutino, il governo Crocetta è ai titoli di coda

Tanto tuonò che piovve, e stavolta le attese dimissioni dell’assessore alla sanità, Lucia Borsellino, sono arrivate, almeno dovrebbero, manteniamo il condizionale perché la figlia del magistrato già in un’altra occasione aveva annunciato l’addio alla giunta regionale. Erano i giorni di fuoco che seguirono alla morte della piccola Nicole.

Ma stavolta, a leggere le sue dichiarazioni su La Repubblica, non ci dovrebbero essere ripensamenti di sorta: “La vicenda Tutino – afferma l’assessore – è un altro tassello di un mosaico che, al mio interno, si sta per completare. Quello che posso dire, oggi, è che le ragioni che mi portarono tre anni ad accettare la proposta di Crocetta non le vedo più”.

A confermarne le dimissioni giunge anche il capo di gabinetto, Antonio Lo Presti: “si tratta di una decisione personale maturata nel tempo e presa in autonomia”.

La vicenda Tutino, quindi l’ultima tessera di un mosaico, dice l’assessore, per noi l’ultimo misfatto di un infinito scempio che in Sicilia Crocetta e company ancora si ostinano a chiamare sanità.

L’assessore cade su Matteo Tutino, primario del reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, medico personale di Crocetta, arrestato per truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso. La Borsellino, e non solo lei, però non possono dirsi ignari ed esenti da colpe circa l’equivoca attività svolta dal medico di Crocetta presso l’ospedale. Sulla vicenda, infatti, i deputati grillini avevano presentato un’interrogazione già nell’ottobre del 2013, ma più recentemente, a febbraio, il sindacato Cimo dei medici ospedalieri hanno presentato, alla Commissione salute all’Ars, un dossier sulla gestione dell’ospedale Cervello-Villa Sofia che riguardava la mancanza di requisiti di Tutino a ricoprire quell’incarico.

Ma come da prassi tutto è stato insabbiato.

Quali le altre tessere di questo scempio?

La discussa riforma della sanità che prevede il taglio di otto ospedali e la chiusura di diversi punti nascita e pronto soccorsi.

La contrastata vicenda del Centro Catanese di Oncologia Humanitas, e quindi l’incomprensibile morte di Nicole tra la clinica Gibiino e l’ambulanza.

Nello Musumeci nelle dimissioni della Borsellino vede la fine del governo Crocetta:

“Lucia Borsellino è stata non un simbolo, ma “il simbolo” della esperienza Crocetta che adesso, con le sue dimissioni, volge al termine. Potrei scegliere parole più evocative, perché abbiamo conosciuto in questi anni una donna capace, ma anche una comoda copertura ad un metodo di governo irresponsabile e dannoso. Non le abbiamo risparmiato critiche, ma non le abbiamo negato rispetto per il suo ruolo. Le auguro ogni bene, per l’oggi e soprattutto per il domani”.

Il governo Crocetta cade a pezzi, sono tre gli assessori dimessisi dalla giunta regionale in una sola settimana: le dimissioni della Borsellino vengono dopo quelle di Ettore Leotta e Nino Caleca.

Il preludio di un epilogo ormai scritto per il governo Crocetta, un moribondo in attesa di ricevere il colpo di grazia, che, con tutta probabilità, coinciderà con la mozione di sfiducia del Pd. Pronta sancire la fine a un governo che prometteva di portare la rivoluzione e che invece si è risolto in un grande fallimento, e poco diverso da quelli retti da Cuffaro e Lombardo.

Vincenzo Adalberto

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