Le OO.SS. della dirigenza medica siciliana (AAROI-EMAC, ANAAO-ASSOMED, CIMO e CGIL FP MEDICI) compatte all’unisono, denunciano la totale assenza di responsabilità da parte del governatore siciliano Rosario Crocetta che, analogamente a Ignazio Marino, con un piede dentro e l’altro fuori dal Campidoglio, non si occupa delle questioni veramente importanti e urgenti della Sicilia, ma al contrario, scappa all’estero per “impegni istituzionali”.

Così, mentre la Sicilia è piegata in ginocchio, toccando il suolo come non mai, in cui tutte le leggi regionali più importanti sono state bocciate dal Governo nazionale; con un bilancio ancora non chiuso per il più grave deficit della storia della Regione; con il Servizio Sanitario Regionale bloccato dalle critiche ministeriali e il Governo regionale azzerato al 90% dal Governatore in attesa del mitico “quarto rimpasto”, il presidente della Regione attraversa il Canale di Sicilia e va in Tunisia per “impegni istituzionali”.

Le OO.SS. della dirigenza medica, raccogliendo lo stato di grande agitazione e scoramento che pervade il mondo della sanità pubblica, con aziende ospedaliere e territoriali bloccate in attesa che si completi il percorso amministrativo di ratifica e approvazione degli atti aziendali e della rimodulazione delle dotazione organiche da parte dell’assessorato regionale alla Sanità, denunciano:

l’attuale vuoto amministrativo creato da un Governo “azzerato”, che rende impossibile la tempestiva approvazione degli atti di indirizzo in tema di sanità e di pubblica amministrazione;

il grave stato di impasse del Servizio Sanitario Regionale, che si sostanzia in una riduzione dell’attività di “triage” presso i Pronto Soccorso, nell’insufficiente attivazione delle reti assistenziali tempo-dipendenti (infarto, trauma. ictus, etc.) e dei Punti Nascita, nell’insopportabile allungamento delle liste di attesa per prestazioni strumentali, nella difficoltosa attività delle strutture territoriali, in tema di riabilitazione, assistenza alle cronicità e programmi di prevenzione;

lo scadere a breve degli incarichi temporanei del personale medico e sanitario, con gravissime ripercussioni sui livelli assistenziali alla popolazione;

il conferimento, spesso incontrollato, di incarichi professionali, in larghissima parte non motivati, da parte delle direzioni aziendali, con consumo di risorse, pur in presenza di professionalità interne alle aziende sanitarie.

Le OO. SS. della dirigenza medica comunicano che, in assenza di tempestiva azione del Governo regionale che sia strumentale a un’immediata ripresa e definizione dei percorsi legislativi e amministrativi per una definitiva approvazione della rete ospedaliera e per l’implementazione dell’assistenza territoriale, coinvolgendo anche le rappresentanze dei cittadini e dei pazienti, dando voce allo scoramento che pervade le corsie ospedaliere e le strutture territoriali, attueranno forti iniziative, non esclusa la protesta di fronte ai palazzi delle istituzioni regionali.

La prima delle conseguenze sarà che i precari della sanità che finora hanno garantito i LEA (livelli essenziali di assistenza), perderanno il loro posto, con un ulteriore allungamento delle liste di attesa per ricoveri ed esami strumentali: questo è uno spaccato della Sicilia di oggi.

 

 

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