CATANIA – “I giornalisti non hanno bisogno di essere invitati da nessuna parte e, men che meno, per scrivere quello che vorrebbe il governatore Rosario Crocetta”. Lo affermano in una nota congiunta Assostampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia sul bando annunciato ieri dal presidente della Regione per “contribuire alle trasferte dei giornalisti che restituiscano un’immagine positiva di Lampedusa”.
“Il suo concetto dell’informazione – si legge nella nota – sta tutto nell’annuncio fatto di voler invitare giornalisti a Lampedusa (ospitati gratuitamente da albergatori che si sono dichiarati disponibili) per far scrivere che l’isola non è solo immigrazione. Questo, i giornalisti, lo scrivono da tempo e soprattutto lo scrivono da soli senza alcun bisogno di ospitalità gratuita. I giornalisti infatti, per scrivere la verità – aggiungono Assostampa e Ordine – non hanno bisogno di essere ospitati. Non hanno alcun bisogno, soprattutto, di scrivere a comando su argomenti ‘suggeriti’ fosse anche, a suggerire, il presidente della Regione e fosse anche per una causa giusta come la verità su Lampedusa”. “Ma il governatore – prosegue la nota – questo pensa dell’informazione: farne uso e consumo a piacimento.

Dove conviene a lui. Quando conviene a lui. E intanto da due anni tiene un ufficio stampa che costa ugualmente quasi mezzo milione di euro all’anno pur senza giornalisti (avendoli licenziati in tronco appena insediato). Cosa di cui dovrebbe rispondere innanzitutto alla Corte dei Conti e poi a tutti i siciliani che sulle vicende amministrative della Regione vengono ‘informati’, ma ovviamente senza poter effettuare alcuna verifica, dagli stessi assessori che emanano giornalmente una quantità inusitata di ‘veline’ violando anche la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti. E per assistere, poi – scrivono Assostampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia – a sceneggiate di pessimo gusto come accaduto all’Expo dove tra assessori passati e assessori presenti, commissari in pectore e commissari in via di nomina è andato in scena il solito gioco dello scaricabarile finito con la tragicomica frase ‘È mancata la comunicazione’ che dovrebbe assolvere tutti e invece condanna senza appello la sciatteria e l’improvvisazione di chi ha pensato di fare a Milano ciò che quotidianamente fa a Palermo”.

“In Sicilia – conclude la nota – manca da quasi trenta mesi ogni forma di comunicazione istituzionalizzata, regolarizzata e rispettosa delle norme in materia. Sostituita, purtroppo, con una sorta di ‘minculpop’ a danno innanzitutto dei siciliani e dell’immagine della Sicilia”.

 

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