Settanta candeline da spegnere, abbracci e baci per il compleanno delle Acli. E torna il sereno, dimenticando i gravi problemi della Regione siciliana, “coperti” da sorrisi di facciata e accordi che, fino a poco tempo fa, sembravano impensabili. E lo erano a tutti gli effetti.

Un clima disteso quello della conferenza per la festa dell’Associazione, che in due giorni di lavoro ha visto cooperare – almeno a parole – personalità e figure politicamente agli antipodi. Ma facciamo ordine, e iniziamo dal più “atteso”: con tanto di ritardo. Rosario Crocetta, presidente della Regione, giunto in extremis alla riunione si è subito catapultato nel posto a lui riservato e ha dato il via, una volta interpellato, al solito show.

E la premessa era perfetta: “Non parlerò di polemiche e simili, e voglio fare chiarezza: non ho nulla contro Faraone, né contro il Governo Renzi”. Bene. Se il discorso fosse finito qui: è bastato cambiare argomento, infatti, e spostare l’attenzione sulla situazione della nostra regione per alzare i toni. In particolare, a Crocetta non sono andate giù le parole di un giornalista “volgare” che ha definito la Sicilia “buttanissima”: “Sono indignato dall’approccio della stampa nei confronti della nostra terra: procederò di conseguenza a querelare il responsabile di queste parole”. Come? Ma non si era detto niente polemiche?

Effettivamente, queste sarebbero a tutti gli effetti minacce: scusiamo, pertanto, Crocetta per l’incomprensione. Quant’è facile, a volte, fraintendere le cose! Come, ad esempio, la grave situazione della Sanità regionale. Avevamo parlato di caos? Ritiriamo le parole scritte: l’Assessorato ad interim non è poi così male. D’altra parte è lo stesso Governatore a confermarlo: “Abbiamo tante misure pronte per risolvere i problemi della nostra terra: ci mancava solo l’incarico della Sanità siciliana ad aumentare il numero dei miei impegni!”, ma… ci siamo persi qualcosa forse? Probabilmente l’assessorato gli è stato assegnato: non ci sono altre spiegazioni.

“Curioso” – eufemismo – è anche il “colpo di fulmine” tra Giovanni Pistorio, assessore regionale agli Enti Locali, e Enzo Bianco, sindaco di Catania. “Dall’odio nasce l’amore”, e mai detto fu più azzeccato: i due, infatti, non si sono mai piaciuti tanto, diciamolo. Il primo, fedelissimo dell’ex governatore Raffaele Lombardo, in passato è stato più volte beccato dagli attacchi del secondo, che però sembra aver cambiato idea: evidente è l’intesa tra i due, nonostante la figura ingombrante del passato, e qualche scheletro nell’armadio. Ma adesso sono d’accordo, come pane e marmellata, smentendo così qualsiasi voce circa una mossa “anti-Bianco” da parte di Rosario Crocetta con la nomina ad assessore. E noi non vogliamo mica pensar male, ma che c’entri forse il nuovo incarico di Pistorio, che in questo modo faciliterebbe il lavoro del sindaco di Catania nella realizzazione – e successiva gestione – della “città metropolitana”? O, al contrario, si tratta di vero amore?

Infine, è giusto sottolineare un’altra intesa: quella tra Gaetano Mancini, amministratore delegato della Sac e vicario di Assaeroporti, e Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere. E qui si fiuta l’affare, alla luce anche della difficile situazione dell’aeroporto catanese. E quale migliore occasione, se non quella del compleanno delle Acli? Insomma: dietro ad una “fetta di torta” diventano tutti amici. Specialmente se quella torta rappresenta la Sicilia.

Antonio Torrisi

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